{"id":41571,"date":"2024-12-06T00:03:17","date_gmt":"2024-12-06T00:03:17","guid":{"rendered":"https:\/\/melong.online\/immagini-dal-passato-un-maestro-tibetano-a-napoli\/"},"modified":"2025-01-28T11:22:11","modified_gmt":"2025-01-28T11:22:11","slug":"immagini-dal-passato-un-maestro-tibetano-a-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/melong.online\/it\/immagini-dal-passato-un-maestro-tibetano-a-napoli\/","title":{"rendered":"Immagini dal passato \u2013 Un Maestro tibetano a Napoli"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><strong><em>Dalla fondazione di Merigar, il primo Gar Dzogchen fondato negli anni \u201980, c\u2019\u00e8 una grande quantit\u00e0 di materiale registrato e stampato degli insegnamenti e delle attivit\u00e0 del Maestro ma ci sono molte meno fonti che raccontano i primi giorni della vita di Rinpoche a Napoli e i suoi primi insegnamenti negli anni \u201970 prima che la Comunit\u00e0 di Dzogchen fosse fondata in Toscana. In questo numero siamo felici di offrire alcuni resoconti di alcuni dei suoi primi studenti napoletani e un\u2019intervista con Adriano Clemente sul periodo in cui Rinpoche era Napoli fino alla fondazione di Merigar. <\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\"><strong><em>Parte di questo materiale \u00e8 stato pubblicato nel numero 111 del The Mirror, agosto 2011, qui riveduto e corretto.<\/em><\/strong><\/p>\n<h1 class=\"p1\">Incontrare il Maestro<\/h1>\n<h2 class=\"p1\">Intervista con Adriano Clemente<\/h2>\n<p class=\"p1\"><strong>The Mirror: <\/strong> Adriano, sei stato tra i primi studente di Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu e vogliamo chiederti come hai incontrato Rinpoche negli anni \u201970 quando lui insegnava Yantra Yoga a Napoli e se ci puoi dire qualcosa sulle attivit\u00e0 di allora fino a quando a Merigar non \u00e8 stato fondato il Gar.<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>Adriano Clemente:<\/strong> non c\u2019ero quando Rinpoche ha iniziato a insegnare Yantra Yoga al primo gruppo di Napoli perch\u00e9 l\u2019ho incontrato a gennaio 1975. Quello che so \u00e8 che negli anni \u201960 Rinpoche era invitato da diverse associazioni culturali o dall\u2019ISMEO per delle conferenze sullo yoga tibetano o sul tantra ed \u00e8 stato in seguito a queste conferenze che qualcuno ha cominciato a chiedergli di insegnare Yantra Yoga. <\/p>\n<p class=\"p1\">A Napoli, un certo Procaccini, che aveva gi\u00e0 organizzato diversi corsi come l\u2019Akido, un\u2019arte marziale giapponese, il Tai Kwando ecc., chiese diverse volte a Rinpoche di insegnare Yantra Yoga finch\u00e9 Rinpoche non accett\u00f2 iniziando a insegnarlo al Palazzetto dello Sport nel 1971. Allora Rinpoche viveva a Torre del Greco, una piccola citt\u00e0 vicino a Napoli. Quando inizi\u00f2 a insegnare tra i partecipanti c\u2019erano Nicoletta Liguori e Roberto Ventrella con cui divenne amico andando a vivere con loro a Napoli in una villa a Gaiola.   <\/p>\n<div id=\"attachment_37785\" style=\"width: 1284px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/rinpoches-house-at-la-gaiola-italy-2\/\" rel=\"attachment wp-att-20731\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-37785\" class=\"wp-image-20731 size-full\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Rinpoche%E2%80%99s-house-at-22la-Gaiola22-Italy.png\" alt=\"\" width=\"1274\" height=\"944\"><\/a><p id=\"caption-attachment-37785\" class=\"wp-caption-text\">La casa del Maestro a \u201cla Gaiola\u201d vista dal mare, dalla baia del Trentico a Posillipo. Storicamente per gli antichi romani Gaiola era un luogo in cui dedicarsi all\u2019Otium <wpcodeself wptype=\"\" wpml_attr_0=\"\" wpml_attr_1=\"\" wpml_attr_2=\"\" wpml_attr_3=\"\" wpml_attr_4=\"\" wpml_attr_5=\"\" wpml_attr_6=\"\" wpml_attr_7=\"\" wpml_attr_8=\"\" wpml_attr_9=\"\" wpml_attr_10=\"\">[ritirarsi dalla propria attivit\u00e0 quotidiana per impegnarsi in attivit\u00e0 artistiche o filosofiche]. In passato, politici e militari dopo aver vissuto a Roma o reduci dalle campagne militari per conto dell\u2019Impero sceglievano questo paradiso per ritirarsi a vita privata nello loro ville costruite tra Posillipo e Miseno<\/p><\/div>\n<p class=\"p1\">Rinpoche ha insegnato al Palazzetto dello Sport per una paio d\u2019anni. A novembre 1974, quando un qualche modo ero entrato nel dharma, la prima cosa che volevo imparare era lo yoga ma allora, a Napoli, l\u2019unico corso di yoga era quello hatha yoga insegnato da uno swami indiano chiamato Satyananda. Questo significa che in quegli anni Rinpoche non dava insegnamenti fino all\u2019anno seguente. A gennaio 1975, subito dopo averlo incontrato, inizi\u00f2 un nuovo corso di Yantra Yoga, da gennaio a giugno.   <\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>M:<\/strong> hai partecipato a questo corso?<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>AC: <\/strong> non ho partecipato all\u2019intero corso ma alcuni miei amici s\u00ec e a volte andavo da Rinpoche per fargli delle domande.<\/p>\n<p class=\"p1\">Dal 1972 al 1974, soprattutto quando Rinpoche viveva a Gaiola con Nicoletta e Roberto, c\u2019era un piccolo gruppo di persone a cui Rinpoche dava degli insegnamenti, spiegazioni e pratiche come la pratica della purificazione di Vajrasattva. Era un piccolo gruppo di circa sei, sette persone tra cui Gennaro Anziano, Antonio Morgione, Sergio Campodonico, Ciro Marolda, Natale Musella. <\/p>\n<div id=\"attachment_37786\" style=\"width: 1429px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/garden-with-roman-ruins-at-la-gaiola-italy-2\/\" rel=\"attachment wp-att-20733\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-37786\" class=\"wp-image-20733 size-full\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Garden-with-Roman-ruins-at-la-Gaiola-Italy.png\" alt=\"\" width=\"1419\" height=\"1028\" srcset=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Garden-with-Roman-ruins-at-la-Gaiola-Italy.png 1419w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Garden-with-Roman-ruins-at-la-Gaiola-Italy-300x217.png 300w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Garden-with-Roman-ruins-at-la-Gaiola-Italy-768x556.png 768w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Garden-with-Roman-ruins-at-la-Gaiola-Italy-483x350.png 483w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Garden-with-Roman-ruins-at-la-Gaiola-Italy-720x522.png 720w\" sizes=\"(max-width: 1419px) 100vw, 1419px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-37786\" class=\"wp-caption-text\">Un parco con le rovine romane dove il Maestro, la sua famiglia e gli amici spesso andavano per rilassarsi e fare un picnic. Gli piaceva riposare su di una amaca attaccata a due pine del parco .<\/p><\/div>\n<p class=\"p1\">Sono entrato stabilmente nel circolo di Rinpoche a ottobre 1975. Rinpoche allora viveva a Pozzuoli, vicino a Napoli, e tutti i sabati ci incontravamo a casa sua e lui dove ci offriva il t\u00e8 e rispondeva alle domande che tutti gli facevano. Il gruppo stabile era opposto da dieci, dodici persone tra cui Ramon Prats, che aveva incontrato Rinpoche nel 1972 o 1973 e che dalla Spagna era venuto espressamente per incontrarlo e per studiare tibetano all\u2019Universit\u00e0 L&#8217;Orientale.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Rinpoche rispondeva ad ogni tipo di domande sul buddismo tibetano, sulla spiritualit\u00e0, su Ges\u00f9, su Buddha e alcune di queste domande e le risposte si trovano nel libro <i>Introduction to Dzogchen in Sixteen Answers<\/i> (introduzione allo Dzogchen in sedici risposte). Otto delle domande vengono da quel periodo. Se Rinpoche riteneva importanti le domande e le risposte per il futuro le trascriveva ed \u00e8 cos\u00ec che \u00e8 nato il libro (questo libro \u00e8 stato ristampato recentemente con il titolo <i>Dzogchen<\/i>: <i>Our Real Condition<\/i>).   <\/p>\n<p class=\"p1\">Allora l\u2019unica cosa che Rinpoche insegnava e che le persone praticavano era la pratica di purificazione di Vajrasattva e anch\u2019io l\u2019ho imparata. Da novembre a febbraio 1975 lo incontravamo a casa sua dove rispondeva alle domande delle persone. Poi a un certo punto gli incontri si svolsero a casa di Ramon e di Antonio a Riviera di Chaia, a Napoli. Invece di andare a casa di Rinpoche andavamo l\u00ec il venerd\u00ec. Poi tutti iniziarono a chiedere a Rinpoche di iniziare a dare insegnamenti e lui rispondeva: \u201cLa prossima volta\u201d. Ma non succedeva mai e siamo andati avanti cos\u00ec per tre mesi, da novembre a febbraio.     <\/p>\n<p class=\"p1\">Poi un venerd\u00ec non sono potuto andare e qualcuno mi chiam\u00f2 dicendomi che Rinpoche aveva deciso che avrebbe iniziato a dare insegnamenti il venerd\u00ec successivo ma solo a chi era stato presente il venerd\u00ec precedente e io non c\u2019ero stato. Il venerd\u00ec andai con un mio amico e qualcuno mi disse che non avrei potuto restare perch\u00e9 Rinpoche aveva detto che poteva partecipare solo chi era stato presente il venerd\u00ec precedente. Ovviamente non mi mossi di un millimetro finch\u00e9 Rinpoche non disse: \u201cOk, inizier\u00f2 con i presenti\u201d. Inizi\u00f2 con il potenziamento di Vajrasattva e qualcosa accadde, un vaso cadde e ci furono altri segni. Eravamo a casa di Ramon e da quel momento in poi gli incontri si svolsero presso la palestra Palasciano. \u00c8 qui che ho incontrato per la prima volta Rinpoche in occasione di una sua conferenza sul Bon a gennaio 1975 ed \u00e8 sempre qui dove insegn\u00f2 Yantra Yoga dal 1975 in poi. Prima di allora aveva insegnato al Palazzetto dello Sport, un\u2019enorme costruzione con dentro molte palestre.      <\/p>\n<div id=\"attachment_37787\" style=\"width: 2762px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/celebrating-gino-vitiellos-graduation-in-medicine-at-the-palasciano-gym-2\/\" rel=\"attachment wp-att-20734\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-37787\" class=\"wp-image-20734 size-full\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Celebrating-Gino-Vitiello%E2%80%99s-graduation-in-medicine-at-the-Palasciano-gym.jpg\" alt=\"\" width=\"2752\" height=\"1996\"><\/a><p id=\"caption-attachment-37787\" class=\"wp-caption-text\">Si festeggia l laurea di Gino Vitiello in medicina nella palestra Palasciano<\/p><\/div>\n<p class=\"p1\"><strong>M: <\/strong> che anno era, 1975 o 1976?<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>AC: <\/strong> era febbraio 1976 quando Rinpoche ha dato il ciclo completo di Insegnamenti Dzogchen. Da febbraio a giugno 1976 tutti i venerd\u00ec ha dato insegnamenti Dzogchen Upadesha, i <i>rushen<\/i> esterno interno, <i>tregch\u00f6d<\/i>, <i>bardo<\/i>, <i>tummo<\/i>, <i>phowa<\/i> e molti altri. Eravamo in dodici, pi\u00f9 un cane, in una piccola stanza di un\u2019antico palazzo napoletano fornito di attrezzatura da palestra. Abbiamo ricevuto questi insegnamenti completi finch\u00e9 a giugno Rinpoche disse, \u201cOra dobbiamo applicare la pratica, dobbiamo andare da qualche parte in montagna in tenda e avere delle esperienze concrete della pratica\u201d.   <\/p>\n<p class=\"p1\">Nel frattempo, dall&#8217;anno precedente, Rinpoche era in contatto con Laura Albini a Roma, che era un punto di riferimento per il Centro Karma Kagyu, un centro per il Karmapa e Kalu Rinpoche. Avevano chiesto pi\u00f9 volte a Rinpoche di insegnare, ma lui aveva sempre rifiutato. Rinpoche si era recato una o due volte a Roma per incontrare Laura e a un certo punto decise di iniziare a dare insegnamenti ad alcuni dei Karma Kagyu di Roma, di Milano, come Guliano Casiraghi e Aldo Oneto, e anche della Sardegna che erano pi\u00f9 orientati al Gelugpa, come Mariano e Anna Dessole. Laura Albini organizz\u00f2 tutto per fare un ritiro a Subiaco. Era il 1976. Il ritiro di Subiaco and\u00f2 avanti per molto tempo. Un gruppo di cinque di noi, provenienti da Napoli, vi si rec\u00f2 per soli tre giorni perch\u00e9 Rinpoche stava tenendo un <i>Rigpai Tsalwang<\/i> e ci aveva detto di venire per quei tre giorni. C&#8217;erano Ciro Marolda, Antonio Morgione, Eugenio Amico, Enzo Desio e io.       <\/p>\n<p class=\"p1\">Quando sono andato a Subiaco ero un po\u2019 perplesso dall\u2019impressione che avevo di questi praticanti buddisti perch\u00e9 il modo in cui Rinpoche ci insegnava a Napoli era al di l\u00e0 di qualsiasi sistema tradizionale. Era diretto e non recitava invocazioni o preghiere e non usava parole tibetane. Insegnava le esperienze attraverso la pratica e non facevamo alcuna pratica formale del Guruyoga. A Subiaco vedendo tutte queste persone che cantavano mantra, usavano mala mi chiedevo cos\u2019\u00e8 che stava succedendo. Incontrando Rinpoche sulle scale gli dissi: \u201cMaestro\u201d \u2013 chiamavamo Rinpoche Maestro \u2013 \u201cPerch\u00e9 qui \u00e8 cos\u00ec diverso? Perch\u00e9 fanno tutte queste cose?\u201d Mi rispose che le circostanze erano diverse, qualcosa del genere. Poi ho pensato che queste persone ne avevano bisogno ma che non era come dovesse essere veramente. Ovviamente la mia comprensione era errata. Quando Rinpoche insegn\u00f2 la prima volta \u00e8 interessante vedere e capire come Yeshi insegni ora, il modo che ha di stare con le persone, che c\u2019\u00e8 qualcosa, una connessione.        <\/p>\n<p class=\"p1\">Dopo il ritiro di Subiaco Rinpoche torn\u00f2 a Napoli e nel 1976 insieme a Giacomella Orofino ed altri mi sono iscritto all\u2019Universit\u00e0 di Napoli per studiare il tibetano. Fino ad allora Rinpoche non aveva studenti a sufficienza all\u2019universit\u00e0 e non ne era contento perch\u00e9 gli altri docenti non lo ritenevano un accademico. Era contento che fossimo suoi studenti e che seguissimo anche i suoi insegnamenti. Da tre, quattro persone che negli anni \u201970 frequentavano le sue lezioni all\u2019universit\u00e0 il gruppo crebbe fino a 20 persone. Passavamo molto tempo con Rinpoche, soprattutto alcuni di noi, e dopo le lezioni andavamo a casa sua dove cucinava per noi. \u00c8 stato uno dei periodi pi\u00f9 belli della mia vita.     <\/p>\n<div id=\"attachment_37790\" style=\"width: 1406px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/rinpoche-liked-to-bathe-in-the-bay-of-trentaremi-below-the-gaiola-house-2\/\" rel=\"attachment wp-att-20737\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-37790\" class=\"size-full wp-image-20737\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Rinpoche-liked-to-bathe-in-the-Bay-of-Trentaremi-below-the-Gaiola-house.png\" alt=\"\" width=\"1396\" height=\"1014\" srcset=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Rinpoche-liked-to-bathe-in-the-Bay-of-Trentaremi-below-the-Gaiola-house.png 1396w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Rinpoche-liked-to-bathe-in-the-Bay-of-Trentaremi-below-the-Gaiola-house-300x218.png 300w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Rinpoche-liked-to-bathe-in-the-Bay-of-Trentaremi-below-the-Gaiola-house-768x558.png 768w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Rinpoche-liked-to-bathe-in-the-Bay-of-Trentaremi-below-the-Gaiola-house-482x350.png 482w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Rinpoche-liked-to-bathe-in-the-Bay-of-Trentaremi-below-the-Gaiola-house-720x523.png 720w\" sizes=\"(max-width: 1396px) 100vw, 1396px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-37790\" class=\"wp-caption-text\">Al Maestro piaceva fare il bagno nella baia di Trentaremi sotto la casa a Gaiola<\/p><\/div>\n<p class=\"p1\">A ottobre 1976 le sue attivit\u00e0 de dharma continuarono con classi di yoga, di medicina e di astrologia. Alla fine del 1976 un po\u2019 di persone dalla Sardegna, alcuni delle quali avevano partecipato al ritiro di Subiaco, invit\u00f2 Rinpoche per dare insegnanti nella Costa Paradiso tra la fine del 1976 e l\u2019inizio del 1977. Non ci andai. Da febbraio a giugno 1977 tenne tre corsi a settimana: il luned\u00ec insegnava Yantra Yoga, gioved\u00ec <i>kumbhaka<\/i> e <i>tsalung<\/i>, venerd\u00ec Insegnamenti Dzogchen. Gli Insegnamenti Dzogchen erano pi\u00f9 o meno gli stessi dell\u2019anno precedente, comprendevano <i>upadesha<\/i>, <i>rushen<\/i> e altre pratiche. Il suo corso del luned\u00ec di Yantra Yoga fu l\u2019unico che seguivo.     <\/p>\n<p class=\"p1\">Insegnava in modo particolare. Prima di ogni altra cosa facevamo i riscaldamenti e poi le nove respirazioni di purificazione seguiti dalla respirazione ritmica e poi facevamo gli otto movimenti e diversi yantra per finire con dei pranayama speciali o cose come il <i>nauli<\/i> <wpcodeself wptype=\"\" wpml_attr_0=\"\" wpml_attr_1=\"\" wpml_attr_2=\"\" wpml_attr_3=\"\" wpml_attr_4=\"\">[il massaggio interno degli organi addominali]. Era molto bravo, era in grado di assumere la postura del loto con un salto. A volte veniva anche suo figlio, Yeshi, che indossava la stessa tuta rossa. Yeshi sembrava il maestro in miniatura.    <\/p>\n<p class=\"p1\">A luglio 1977 c\u2019\u00e8 stato quello che io considero il vero inizio della Comunit\u00e0 Dzogchen: tutti i gruppi riuniti in un ritiro a Prata, un piccolo posto vicino Avellino, su di un terreno in collina di propriet\u00e0 di Rinpoche. Erano presenti tutti i romani che avevano partecipato al ritiro di Subiaco. Alcuni di loro frequentavano gi\u00e0 i corsi di Rinpoche all\u2019universit\u00e0 come Enrico e Andrea Dell\u2019Angelo. Al ritiro a Prata si mescolarono tutti i suoi studenti, erano presenti 50, 60 persone, e per allora ero una cifra alta. C\u2019erano anche Barry e Nancy Simmons, Fabio Andrico e Tiziana Gottardi.    <\/p>\n<div id=\"attachment_37788\" style=\"width: 2946px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/july-1977-the-prata-retreat-photo-by-riccardo-moraglia-2\/\" rel=\"attachment wp-att-20735\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-37788\" class=\"size-full wp-image-20735\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/July-1977-the-Prata-retreat.Photo-by-Riccardo-Moraglia.jpg\" alt=\"\" width=\"2936\" height=\"2072\" srcset=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/July-1977-the-Prata-retreat.Photo-by-Riccardo-Moraglia.jpg 2936w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/July-1977-the-Prata-retreat.Photo-by-Riccardo-Moraglia-300x212.jpg 300w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/July-1977-the-Prata-retreat.Photo-by-Riccardo-Moraglia-768x542.jpg 768w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/July-1977-the-Prata-retreat.Photo-by-Riccardo-Moraglia-496x350.jpg 496w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/July-1977-the-Prata-retreat.Photo-by-Riccardo-Moraglia-720x508.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 2936px) 100vw, 2936px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-37788\" class=\"wp-caption-text\">Ritiro di Prata, luglio 1977. Foto di Riccardo Moraglia<\/p><\/div>\n<p class=\"p1\">Subito dopo Rinpoche and\u00f2 a insegnare in Austria dove conobbe Andrea Leick che stava organizzando i corsi e gradualmente la Comunit\u00e0 Dzogchen si ingrand\u00ec sempre di pi\u00f9 e Rinpoche inizi\u00f2 ad andare all\u2019estero.<\/p>\n<p class=\"p1\">A Natale 1977 si svolse il magnifico ritiro a Lu Cumitoni in Sardegna dove Rinpoche dette per la prima (e ultima) volta il <i>trilung<\/i> di un intero tantra, il <i>Kunjyed Gyalpo<\/i>, che \u00e8 un tantra lungo, ed altri incredibili insegnamenti. \u00c8 stato un ritiro davvero speciale. Ad ogni ritiro eravamo sempre di pi\u00f9.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Nel 1978 Rinpoche continu\u00f2 ad insegnare all\u2019universit\u00e0 e quello stesso anno, insieme ad Andrea Dell\u2019Angelo e a Mario Maglietti, and\u00f2 in India e in Nepal per girare il film Arura sulla medicina tibetana per la RAI. In seguito c\u2019\u00e8 stato il ritiro a Campomolino, nella Alpi. <\/p>\n<p class=\"p1\">Ad aprile e maggio 1979 Rinpoche si ammal\u00f2 gravemente di ulcera e in seguito un gruppo di praticanti fecero un ritiro a Formia.<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>M:<\/strong> Rinpoche smise di insegnare per po\u2019 quando si ammal\u00f2?<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>AC:<\/strong> Rinpoche si ammal\u00f2 tra aprile e maggio 1979 ma quando guar\u00ec riprese a dare insegnamenti quello stesso anno. Insegnava ancora all\u2019universit\u00e0 quindi dava Insegnamenti durante le vacanze, a Natale, a Pasqua e in estate, quindi non smise veramente di dare insegnamenti. Abbiamo continuato cos\u00ec, affittando posti dove Rinpoche poteva tenere un ritiro fino a quando abbiamo cominciato a pensare di cercare un posto. Nel 1982 alcuni studenti di Rinpoche iniziarono a cercare dei terreni fino a trovare Merigar.   <\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>M:<\/strong> Adriano, grazie mille.<\/p>\n<p class=\"p1\"><i>Pubblicato originariamente nel The Mirror numero 111, agosto 2011<\/i><\/p>\n<h1>La presenza di un Mastro perfetto<\/h1>\n<p><em>Antonio Morgione<\/em><br \/>\n<em>Camprodon, 3 ottobre 2020<\/em><\/p>\n<p class=\"p1\">Ho avuto la immensa fortuna di conoscere il Prezioso Gioiello, il Re del Dharma Namkhai Norbu verso il finire del 1972 quando lui e la sua famiglia avevano da pochissimo iniziato ad abitare a Napoli, in una bella localit\u00e0 chiamata Posillipo, in una villa a picco sul mare nella baia detta \u201cdi tTrentaremi\u201d. Attualmente il luogo \u00e8 il parco del Pausilypon che \u00e8 stato oggetto di grandi scoperte archeologiche ed \u00e8 profondamente diverso da come era negli anni settanta. Allora la casa era di un bel rosso pompeano con un magnifico portico con colonne che dava sull\u2019ingresso della casa, tutto era circondato dal verde. Ed all\u2019ingresso c\u2019erano aiuole con le rose personalmente curate dal Maestro e sua moglie.   <\/p>\n<p class=\"p1\">Io, una persona comune fra le tante, vivevo in un tipico vicolo di Napoli e non avevo mai lasciato n\u00e9 il mio quartiere n\u00e8 la mia citt\u00e0. Non avevo idea che potesse esistere nel mondo un paese chiamato Tibet. Per\u00f2 ero affascinato dallo Yoga che conoscevo solo dalle copertine dei libri che vedevo nelle vetrine delle librerie di via Foria in prossimit\u00e0 del museo nazionale.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Avevo molti perch\u00e9 irrisolti e nessuna delle persone con cui avevo rapporti avevano mai la risposte che mi avrebbero acquietato.<\/p>\n<p class=\"p1\">Frequentavo, senza entusiasmo, la facolt\u00e0 di architettura e l\u00ec conobbi un signore che era un allievo del Maestro che allora insegnava Yoga al palazzetto dello sport di Napoli. Quel gentile signore mi raccont\u00f2 che quel suo Maestro era uno Yogi, un principe che veniva dal Tibet e che abitava a Roma e poi a Torre del Greco e poi a Posillipo. <\/p>\n<p class=\"p1\">Non mi fu facile conoscere il Maestro da vicino perch\u00e9 non avevo direttamante la possibilit\u00e0 di iscrivermi ai corsi della palestra. Coltivavo l\u2019amicizia con questo signore allievo del Maestro e non appena seppi che lo incontrava anche nella sua casa di Posillipo lo pregai di chiedere il permesso a quel Maestro se potevo andare a trovarlo a casa. Mi fu riferito che sarei potuto andare un pomeriggio con l\u2019amico. Grande felicit\u00e0!   <\/p>\n<p class=\"p1\">Non fu facile raggiungere la casa situata all\u2019interno del parco, da posillipo si doveva percorrere una stretta stradina in discesa e poi si doveva scavalcare il cancello di ingresso e cercare di evitare il guardiano con i cani che non era una persona tanto simpatica! Poi si doveva percorrere un tratto di cammino sterrato nel verde e poi si vedeva la casina rossa dove abitava il Maestro e la sua famiglia.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Il Maestro sedeva su un divano all\u2019ingresso della casa insieme a sua moglie. La figlioletta pi\u00f9 piccola riposava nella culla ed il figlioletto gattonava. Il suo amico lo salut\u00f2. A me disse \u201csi accomodi\u201d ed io rimasi fermo all\u2019ingresso sbalordito ed emozionato. Mi trovavo di fronte ad uno Yogi vero, un principe con lo sguardo fiero e penetrante ma una persona gentile in compagnia della sua moglie che mi sorrideva. Quel momento lo porto sempre con me!    <\/p>\n<p class=\"p1\">Da quel giorno mi recavo spesso alla casa del Maestro ed andavo anche spesso all\u2019Istituto Universitale Orientale dove lui insegnava lingua e letteratura tibetana e mongola. Ma io andavo per trovare lui e non per studiare. Qualunque conversazione con lui e qualsiasi silenzio mi soddisfavano pienamente, tutti i miei perch\u00e9 erano risolti! Il Maestro anche nelle cose apparentemente pi\u00f9 banali splendeva di conoscenza che soddisfa tutti i dubbi e le incertezze. Come acqua che spegne il bollore di una pentola e acquieta!   <\/p>\n<p class=\"p1\">Spesso mi sedevo vicino a lui in un silenzio che era pieno di comunicazione. Il silenzio credo sia una forma di ascolto. Quando lo andavo a trovare all\u2019Istituto Universitario Orientale, dopo un po\u2019 mi chiedeva sempre se avevo fatto colazione e, siccome non la facevo mai, mi portava al bar e mi offriva cappuccino e cornetto e poi mi diceva che la mattina bisogna fare colazione per iniziare bene la giornata.  <\/p>\n<div id=\"attachment_37789\" style=\"width: 1016px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/antonio-with-his-wife-nuria-prats-and-the-maestro-2\/\" rel=\"attachment wp-att-20736\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-37789\" class=\"size-full wp-image-20736\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Antonio-with-his-wife-Nuria-Prats-and-the-Maestro.jpg\" alt=\"\" width=\"1006\" height=\"605\" srcset=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Antonio-with-his-wife-Nuria-Prats-and-the-Maestro.jpg 1006w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Antonio-with-his-wife-Nuria-Prats-and-the-Maestro-300x180.jpg 300w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Antonio-with-his-wife-Nuria-Prats-and-the-Maestro-768x462.jpg 768w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Antonio-with-his-wife-Nuria-Prats-and-the-Maestro-582x350.jpg 582w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Antonio-with-his-wife-Nuria-Prats-and-the-Maestro-720x433.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 1006px) 100vw, 1006px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-37789\" class=\"wp-caption-text\">Antonio con sua moglie Nuria Prats e il Maestro<\/p><\/div>\n<p class=\"p1\">Lo accompagnavo anche in giro per Napoli a fare compere o servizi vari o a prendere la metropolitana o il treno. Quando eravamo a Montesanto (un quartiere popolare di Napoli) mi diceva sempre che quel quartiere gli ricordava i quartieri dell\u2019India. Ero quasi sempre con lui e siccome Lui mi chiedeva sempre che cosa avessi fatto quel giorno gli raccontavo tutto quello che facevo.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Stavo spesso nella sua casa e qualche volta facevo da baby sitter ai due bimbi.<\/p>\n<p class=\"p1\">E facevo giocare soprattutto il pi\u00f9 grande Yeshe facendogli spesso da cavalluccio. Yuchen era troppo piccola. La vita in casa scorreva serena ed il Maestro stava sempre a studiare, a scrivere e leggere e a preparare le lezioni per i suoi allievi. Inoltre, intuivo che aveva una fitta corrispondenza con i suoi parenti e connazionali sparsi per il mondo dopo l\u2019esodo dal Tibet. Lo vedevo spesso assorto nella lettura delle missive ma non ne capivo l\u2019importanza. Lui aveva anche una libreria in un vano di porta chiuso e dentro c\u2019erano tanti libri tibetani avvolti da drappi colorati piegati n un modo particolare. Qualche volta lo aiutavo a cucire queste custodie e appresi il modo di piegarle per proteggere i libri che non avevo mai visto prima di allora, conoscevo i libri occidentali non quelli tibetani.     <\/p>\n<p class=\"p1\">Nel tempo libero Lui cucinava e mi sbalordiva il fatto che in cinque minuti era capace di preparare un pranzo per tutti e, come per magia, in cucina era gi\u00e0 tutto in ordine e pulito. Cucinava e mi parlava della presenza quando si armeggia con gli attrezzi da cucina. <\/p>\n<p class=\"p1\">Nella estate successiva andavamo spesso a fare il bagno nella baia sotto casa scendendo per il ripido strapiombo di tufo giallo campano. Lui \u00e8 un ottimo nuotatore! Nelle belle giornate si andava a fare il picnik nel giardino sopra la casa e, dopo mangiato, si riposava nella amaca che lui aveva montato tra i due pini napoletani del giardino.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Gli raccontavo come trascorrevo la mia giornata e i miei problemi di ragazzo napoletano ribelle e sempre in cerca di un lavoro per \u201ctirare a campare\u201d e con la testa piena di confusione e di conflitti con la mia famiglia abbastanza tradizionale e abbastanza rigida ed autoritaria. Il Maestro mi guardava e mi faceva domande del tipo: \u201ce tu che hai fatto?\u201d io gli rispondevo e lui si faceva molte risate divertito ed io ero molto contento! Spesso mi dava consigli su come sbrogliare i miei problemi quotidiani.   <\/p>\n<p class=\"p1\">Spesso venivano a casa professori universitari delle varie facolt\u00e0 a chiedere al Maestro spiegazioni riguardanti i suoi studi sull\u2019antico Tibet. Molti chiedevano di medicina, di astologia, di architettura, di arte, di letteratura e di storia ed il Maestro pazientemente spiegava tutto spesso introducendoli ai principi dell\u2019insegnamento. <\/p>\n<p class=\"p1\">Spesso il Maestro andava a Roma perch\u00e9 aveva un incarico importante presso l\u2019istituto ISMEO e con il suo fondatore Giuseppe Tucci. All\u2019epoca nell\u2019istituto lavorava anche uno studioso tibetano molto colto che si chiamava Sanghe, lui ed il Maestro erano molto amici e si trattavano come fratelli sempre contenti e giocando e scherzando. Siccome lo accompagnavo spesso, una volta insieme al Maestro e la sua famiglia andai a casa di Sanghe a Roma e vidi una stanza della sua casa tutta fatta come un tempio. Era bellissimo e splendidamente addobbato!    <\/p>\n<p class=\"p1\">Al Maestro piaceva molto fare scherzi: una volta stava in un bar di quartiere a Bagnoli, con il figlio Yeshe, a fare colazione ed entrarono alcuni bulletti di quartiere che iniziarono ad essere poco educati con lui ed allora lui, con lo sguardo feroce verso i bulletti e rivolgendosi a Yeshe gli disse : lo sai che pap\u00e0 \u00e8 un maestro di kunf\u00f9, ti ricordi quella volta che ha mandato all\u2019ospedale quattro uomini grandi che erano molto maleducati? E Yesh\u00e8 che cap\u00ec subito rispose di si che si ricordava. In un baleno i ragazzacci scomparvero dal locale e non si videro pi\u00f9 in giro da quelle parti e quando passava il Maestro. Il Maestro lo raccontava e rideva!      <\/p>\n<p class=\"p1\">Una volta, in metropolitana affollata, un borseggiatore tent\u00f2 di rubare il portafogli al Maestro. Lui fece in modo di rendergli l\u2019operazione facile! Appena prese il portafogli il Maestro gli prese la mano e il ladro rimase interdetto e spaventato ma chiese scusa al Maestro e se ne and\u00f2 sbalordito. Poi il Maestro comment\u00f2 che aveva capito tutto il movimento del ladro e si era messo apposta vicino e poi si mise a ridere scherzando. Io non mi ero accorto di nulla eppure ero accanto a lui.    <\/p>\n<p class=\"p1\">Ho aiutato il Maestro a fare i vari traslochi ed i lavori di manutenzione in casa. Sapeva fare di tutto e sempre benissimo! Mi ricordo ancora un famoso armadio che smontammo e rimontammo tre volte ed alla fine dopo Formia fu buttato via.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Si pu\u00f2 dire che fino al 1975, anno nel quale il Maestro e la famiglia si trasferirono a Bagnoli, ho vissuto a contatto con l\u2019Insegnamento e la pratica in maniera \u201cspontanea\u201d senza avere nessuna cultura specifica e nessuna preparazione di nessun tipo. D\u2019altronde lo Dzogchen \u00e8 lo Stato la cui rivelazione \u00e8 diretta ed inesprimibile. La presenza del Maestro perfetto \u00e8 tutto!  <\/p>\n<p class=\"p1\">Avevo chiesto al Maestro se poteva insegnarmi il tibetano e ho fatto qualche lezione con lui ma credo di avere messo a dura prova la sua infinita pazienza e compassione perch\u00e9 non capivo molto e facevo parecchi pasticci. Alla fine mi disse che era meglio se imparavo il cinese! Non sono uno studioso e d\u2019altronde non ho nessuna preparazione di tipo letterario ho fatto solo scuole di arte e non ho nulla di speciale nello studio.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Ma sedendo in silenzio al fianco del Maestro che guidava la macchina ho appreso molte cose che adesso sono per me un fondamento della pratica. E non sto parlando di scuola guida! <\/p>\n<p class=\"p1\">Proprio nei primi tempi venivano spesso a trovare il Maestro un suo cugino e una sua sorella. Spesso ero presente in mezzo a loro e ascoltavo le loro conversazioni in tibetano in silenzio e, alcune volte, gli Insegnamenti che dava loro anche in italiano. Sempre si respirava una aria di allegria e felicit\u00e0.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Il Maestro era invitato spesso per fare conferenze e una volta andai ad ascoltarlo in una grande libreria di Napoli. Mi ricordo che parl\u00f2 della difficolt\u00e0 di nascere uomo e di una tartaruga che emerge dall\u2019oceano e centra un buco in un legno flottante. La tartaruga stava l\u00e0 e aveva centrato il buco nel legno! Dopo la conferenza si fece la folla intorno a lui e la moglie, ebbi solo il tempo di incrociare il mio sguardo con il suo e questo mi bast\u00f2!   <\/p>\n<p class=\"p1\">Poi incominciarono a venire piano piano molte persone che richiedevano insegnamenti dal Maestro e, cos\u00ec mi ricordo, iniziarono gli insegnamenti pubblici ed i primi ritiri dopo un incontro con S.S.il Karmapa. Poi vennero i programmi per la Comunit\u00e0 Dzogchen a cui il Maestro dava grande importanza programmando e studiando dettagliatamente i modi di realizzazione. <\/p>\n<p class=\"p1\">Non sono cambiato da allora, ho sempre lavorato e sono sempre rimasto come ero e si vede dal mio marcato accento napoletano ma si pu\u00f2 dire che ho ritrovato, grazie al nostro prezioso Maestro, alla sua profonda gentilezza e compassione ci\u00f2 che alberga sempre nei nostri cuori.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Con il tempo mi riconosco pi\u00f9 vecchio e pi\u00f9 stanco ma la fresca e illimitata presenza del Maestro \u00e8 sempre viva in me che sono un suo eterno allievo fra i tanti. Sono uno della Comunit\u00e0 Dzogchen e cos\u00ec porgo tantissime grazie a tutti i miei fratelli del Vajra che assieme al Maestro ed agli Insegnamenti sempre mi supportano nella vita. Grazie di cuore a tutti!  <\/p>\n<h1 class=\"p1\">La casa rossa a Gaiola<\/h1>\n<p><em>Nicoletta Liguori<\/em><\/p>\n<p class=\"p1\">Ho incontrato il Maestro nella primavera del 1971. Insieme a una mia amica ero iscritta alla palestra Budo, una palestra di judo a Napoli in via Mezzocannone, vicino all\u2019Universit\u00e0 l\u2019Orientale dove studiavo. Una sera una mia amica mi ha detto che l\u2019istruttore di judo aveva scoperto che c\u2019era un Maestro tibetano a Napoli che insegnava yoga al Palazzetto dello Sport a Fuorigrotta. Era entusiasta e motivata e desiderava molto incontrarlo.   <\/p>\n<div id=\"attachment_37791\" style=\"width: 1516px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/the-garden-of-the-gaiola-house-italy-2\/\" rel=\"attachment wp-att-20738\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-37791\" class=\"size-full wp-image-20738\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/The-garden-of-the-Gaiola-house-Italy.png\" alt=\"\" width=\"1506\" height=\"972\" srcset=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/The-garden-of-the-Gaiola-house-Italy.png 1506w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/The-garden-of-the-Gaiola-house-Italy-300x194.png 300w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/The-garden-of-the-Gaiola-house-Italy-768x496.png 768w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/The-garden-of-the-Gaiola-house-Italy-542x350.png 542w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/The-garden-of-the-Gaiola-house-Italy-720x465.png 720w\" sizes=\"(max-width: 1506px) 100vw, 1506px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-37791\" class=\"wp-caption-text\">Il giardino della casa di Gaiola. Le finestre del salotto si affacciavano sul Golfo di Posillipo<\/p><\/div>\n<p class=\"p1\">Ovviamente le ho subito detto che si sbagliava, che doveva essere un maestro indiano perch\u00e9 ero assolutamente sicura che non ci fosse alcun maestro tibetano a Napoli. Il giorno dopo sono andata al Palazzetto dello Sport e quello che ho trovato \u00e8 stato un maestro tibetano! Era \u2018Norbu\u2019 e il signor Procaccini, il suo capo, me lo present\u00f2 e dopo un paio di giorni ho iniziato le classi di yoga.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Il Maestro era amichevole con noi e ci trattava da pari sebbene fosse risoluto e se ne avevamo bisogno non esitava ad accompagnarci a casa se era di strada con la sua Fiat 850 Spider rossa convertibile.<\/p>\n<p class=\"p1\">C\u2019erano diverse persone che studiavano Yantra Yoga con lui, incluso un famoso astrologo napoletano il pi\u00f9 bravo a fare le asana. Ma la cosa pi\u00f9 impressionante di queste lezioni era che alla fine delle lezioni il Maestro dava insegnamenti a un piccolo gruppo di tre o quattro persone. Questo per me era straordinario perch\u00e9 parlava degli insegnamenti Dzogchen. Non avevo idea che al di l\u00e0 dell\u2019aspetto fisico dello yoga ci fosse qualcos\u2019altro da imparare, qualcosa che si applicava a livello del corpo, della voce e della mente, usando le sue parole. Molte persone gli facevano molte domande ma io rimanevo in silenzio cercando di capire quello che diceva.    <\/p>\n<p class=\"p1\">Il Maestro evitava di esibire i propri meriti ed \u00e8 stato solo quando l\u2019ho visto scendere le scale all\u2019Orientale vestito con un elegante completo nero che ho capito che era un docente universitario di tibetano e mongolo.<\/p>\n<p class=\"p1\">Allora avevamo un contatto stretto con \u2018Norbu\u2019, come lo chiamavamo, che viveva con la sua famiglia a Torre del Greco. In quel periodo suo figlio Yeshi aveva pochi mesi. Rinpoche non parlava molto della sua vita privata ma quando ho conosciuto Roberto, il mio futuro marito, tramite Rinpoche mi disse che Rinpoche e sua moglie Rosa avrebbero avuto una bambina ad agosto. Cos\u00ec ad agosto andammo a casa di Rinpoche per appendere una ghirlanda per la nuova arrivata e dopo la sua nascita ho aiutato Rosa con la piccola passando molto tempo a casa loro.   <\/p>\n<p class=\"p1\">La vita dedlla famiglia del Maestro si basava sulla massima collaborazione reciproca. Rinpoche ha sempre fatto le faccende domestiche, bene e serenamente. Aiutava Rosa in cucina e si occupava dei figli. A volte ci preparava tipici piatti tibetani, momo e tsampa, e quando mancava un ingrediente il Maestro risolveva la cena con una semplice piatto di spaghetti con un pesto a base di prezzemolo, aglie e salsa di soia.   <\/p>\n<p class=\"p1\">Poi in autunno Roberto ed io abbiamo invitato il Maestro e la sua famiglia a vivere con noi a Gaiola, in una magnifica villa mediterranea costruita sulle rovine di una villa romana e prima ancora di una villa greca. Fu la casa di Oscar Wilde quando visse a Napoli. In quel periodo un sacco di giovani andavano e venivano a Gaiola.  <\/p>\n<div id=\"attachment_37792\" style=\"width: 1556px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/roberto-ventrella-relaxing-with-a-friend-at-the-gaiola-house-2\/\" rel=\"attachment wp-att-20739\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-37792\" class=\"size-full wp-image-20739\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Roberto-Ventrella-relaxing-with-a-friend-at-the-Gaiola-house.png\" alt=\"\" width=\"1546\" height=\"1086\" srcset=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Roberto-Ventrella-relaxing-with-a-friend-at-the-Gaiola-house.png 1546w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Roberto-Ventrella-relaxing-with-a-friend-at-the-Gaiola-house-300x211.png 300w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Roberto-Ventrella-relaxing-with-a-friend-at-the-Gaiola-house-768x539.png 768w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Roberto-Ventrella-relaxing-with-a-friend-at-the-Gaiola-house-498x350.png 498w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Roberto-Ventrella-relaxing-with-a-friend-at-the-Gaiola-house-720x506.png 720w\" sizes=\"(max-width: 1546px) 100vw, 1546px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-37792\" class=\"wp-caption-text\">Roberto Ventrella mentre si rilassa con un amico nel salone di casa sua sopra quella del Maestro e di Rosa<\/p><\/div>\n<p class=\"p1\">La \u201ccasa rossa\u201d, come abbiamo battezzato la villa a Gaiola, divenne un posto ideale e speciale per crescere i bambini e per meditare. Infatti il Maestro scopr\u00ec anfratti, caverne e luoghi che nessuno di noi aveva notato. A volte ci raccontava i suoi sogni che lo riportavano a insegnamenti e ricordi ancestrali della sua vita tibetana. Ci raccontava dei viaggi del t\u00e8 condotti da sua sorella maggiore e di come, in pi\u00f9 di un\u2019occasione avesse affrontato gli attacchi dei banditi usando il semplice suono di una campana, evocando le Guardie a protezione dell\u2019insegnamento. Alcuni ragazzi si trasferirono a casa nostra come Claudio mentre altri come Antonio veniva praticamente tutti i giorni.     <\/p>\n<p class=\"p1\">Una volta a settimana Norbu ci dava insegnamenti nella grande sala della villa e ci riunivamo ad ascoltare con rispetto le sue parole di saggezza. La sorella del Maestro, Jazon, che viveva in Svizzera con suo marito, venne a trovarlo alla villa e fu un periodo felice quando i suoi cugini Sonan e Kund\u00e8 vennero a trovarlo. La presenza di Norbu a Gaiola attir\u00f2 l\u2019attenzione e l\u2019interesse di personalit\u00e0 illustri, artisti, poeti e musicisti. Uno di questi ospiti speciali fu Paul Buckmaster, un giovane musicista e arrangiatore di molti artisti anglosassoni e italiani, che ogni sera rimaneva colpito dai suoni della pratica che Norbu e i suoi cugini facevano. Paul, entusiasta, mi confid\u00f2 di non aver mai sentito una musica sublime come quella e si organizz\u00f2 per registrarla.    <\/p>\n<p class=\"p1\">La nascita di mio figlio Asad era un evento molto atteso in famiglia, soprattutto da Yeshi e dalla piccola Yuchen che entusiasta appena lo vide lo chiam\u00f2 Pupito.<\/p>\n<p class=\"p1\">Nel 1973 qualcosa di speciale accadde. Il proprietario di Gaiola ci chiese di lasciare la casa. Se avessimo voluto comprarlo avremmo potuto continuare a vivere l\u00ec ma non volevamo farlo anche se il Maestro aveva trovato molti posti meravigliosi nel giardino intorno a quella casa che erano davvero adatti per praticare, come un patio contenente un\u2019antica colonna greca del IV secolo a.C .che si affacciava su un grande teatro greco dello stesso periodo storico e una terrazza con vista sul mare dell\u2019isola di Capri.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Il Maestro non perse tempo e appena seppe che dovevamo lasciare la casa lo fece. In quel periodo c\u2019era anche sua sorella che aiut\u00f2 Rinpoche e Rosa a traslocare. <\/p>\n<p class=\"p1\">Rinpoche e la sua famiglia trovarano temporaneamente una casa nella perifieria di Napoli, a Bagnoli, e poi pi\u00f9 tardi si trasfer\u00ec in una casa a Pozzuoli, sul fianco di una collina del cratere vulcanico della solfatara. La casa divenne la nuova meta di tutti i discecepoli del Maestro per molti anni. <\/p>\n<p class=\"p1\">Io e Roberto siamo riusciti a rimandare il trasloco di qualche mese e siamo tornati a vivere nel centro di Napoli per qualche mese e subito dopo abbiamo messo in atto il piano che avevamo deciso l\u2019anno prima di lasciare Napoli e prendere una casa in campagna con un po\u2019 di terreno. Ed \u00e8 quello che abbiamo fatto. <\/p>\n<p class=\"p1\">Per mesi e mesi abbiamo esplorato tutta la campagna circostante fino a trovare questo bellissimo pezzo di terra a Prata con una casa in pietra. Il Maestro trov\u00f2 un altro pezzo di terra adiacente con una piccola casa. La casa non era abitabile quindi prima di tutto dovevamo ristrutturarla. Non c\u2019era elettricit\u00e0, n\u00e9 acqua n\u00e9 una strada per arrivarci. Era davvero un posto selvatico e dovevamo portare l\u2019acqua da un pozzo poco lontano. La casa a Prata \u00e8 molto importante per il semplice fatto che ospit\u00f2 il primo ritiro internazionale della Comunit\u00e0 Dzogchen.     <\/p>\n<p class=\"p1\">La Comunit\u00e0 si form\u00f2 nel 1976. Ci riunimmo per la prima volta a casa di Nuria e Antonio Morgione. Eravamo in 12 e abbiamo scritto le basi della Comunit\u00e0 Dzogchen.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Lo stesso anno si svolse il primo ritiro a Subiaco. Era un ritiro con poche persone, soprattutto italiane. In seguito il Maestro sugger\u00ec di fare un ritiro a Prata, che fu il primo ritiro \u2018ufficiale\u2019 con 60-70 persone provenienti da tutto il mondo. Dur\u00f2 tre settimane, da luglio ad agosto 1977. All\u2019inizio Rinpoche ci disse che sebbene i Maestri tibetani tradizionali sedessero su di un alto trono quando davano insegnamenti lui si sarebbe seduto tra di noi, senza distinzioni con noi.    <\/p>\n<p class=\"p1\">Quella che il Maestro ha insegnato a Prata \u00e8 stata la lezione fondamentale della nostra esistenza di cui ha dato generosamente insegnamenti senza riserve n\u00e9 limiti, facendoci sentire parte di una comunit\u00e0 di fratelli e sorelle Vajra. Ci ha insegnato a considerarci ciascuno lo specchio dell\u2019altro, a non entrare nel giudizio, a perseguire il bene comune senza distinzioni e ad esercitarsi superando le nostre passioni e diventando finalmente liberi. <\/p>\n<h1>Il Maestro e Nicoletta<\/h1>\n<h2><em>La storia di una dei primi praticanti di Yantra Yoga <\/em><\/h2>\n<p><em>Nicoletta Liguori <\/em><br \/>\n<em>Tradotto da Alessandra Policreti <\/em><\/p>\n<p class=\"p1\">Il Maestro Norbu indossava una tuta rossa, aveva una corporatura forte e snella, gli occhi orientali penetranti e mobili. Soccorreva chi aveva difficolt\u00e0 nell\u2019eseguire gli esercizi di yoga e spesso la bocca si apriva in un sorriso incoraggiante. Le mani sfioravano lievi con una pressione impercettibile ma efficace la parte del corpo degli studenti che intendeva correggere.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Ero particolarmente attratta dai piedi del Maestro, bench\u00e9 piccoli sembravano saldamente poggiati, come incollati al suolo, quando eseguiva le asana su un piede solo non si notava nemmeno la pi\u00f9 impercettibile delle oscillazioni. Il senso della stabilit\u00e0 e la leggerezza segnavano i suoi movimenti.  <\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/first-yantra-yoga-classes-with-rinpoche-in-naples-2\/\" rel=\"attachment wp-att-20741\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-20741\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/First-Yantra-Yoga-classes-with-Rinpoche-in-Naples.jpg\" alt=\"\" width=\"1259\" height=\"867\" srcset=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/First-Yantra-Yoga-classes-with-Rinpoche-in-Naples.jpg 1259w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/First-Yantra-Yoga-classes-with-Rinpoche-in-Naples-300x207.jpg 300w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/First-Yantra-Yoga-classes-with-Rinpoche-in-Naples-768x529.jpg 768w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/First-Yantra-Yoga-classes-with-Rinpoche-in-Naples-508x350.jpg 508w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/First-Yantra-Yoga-classes-with-Rinpoche-in-Naples-720x496.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 1259px) 100vw, 1259px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"p1\">La prima regola che il Maestro raccomandava era quella di espirare nelle fasi di contrazione, di chiusura del corpo e di inspirare durante le estensioni. Poich\u00e9 lo Yantra Yoga, spieg\u00f2, \u00e8 costituito dall\u2019insieme di movimento e respirazione, ogni gesto doveva essere accompagnato da una fase precisa della respirazione. Disse che \u2018inspirare\u2019 \u00e8 una funzione naturale spontanea ma non lo \u00e8 altrettanto \u2018espirare\u2019 e come questa azione specialmente da noi in occidente fosse diventata una pratica trascurata. Inspiriamo e tratteniamo senza espirare.   <\/p>\n<p class=\"p1\">Il nostro respiro si ferma alla parte alta dei polmoni, creando un terreno tossico nei polmoni e nel resto degli organi a causa del mancato smaltimento delle sostanze di rifiuto. Una respirazione corretta \u00e8 in grado di fornire ossigeno a vaste zone del corpo, rastrellare gli accumuli di anidride carbonica e altre sostanze tossiche e mediante una espirazione efficiente, convogliare tutti i rifiuti all\u2019esterno. <\/p>\n<p class=\"p1\">Il Maestro era estremamente gentile, dotato di una pazienza infinita ci diceva che non c\u2019era niente di cui preoccuparsi se non riuscivamo a sedere nella posizione del loto ma solo a gambe incrociate e per questo motivo illustrava una ad una le posizioni in cui sedere senza sforzo, al nostro livello di possibilit\u00e0. Poi pass\u00f2 ad impartire le istruzioni per le nove respirazioni, che dovevano aprire qualsiasi pratica di Yantra Yoga e successivamente ogni altra. Una condizione necessaria per effettuare le nove respirazioni era sedere in una posizione che mantenesse la schiena controllata e non rigida, i pollici e gli anulari ai due lati delle ginocchia ad esercitare una leggera pressione, lingua appoggiata sotto il palato, occhi socchiusi e rivolti verso la punta del naso, mento leggermente piegato e tirato appena indietro, spalle abbassate.  <\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/first-yantra-yoga-classes-with-rinpoche-in-naples2-2\/\" rel=\"attachment wp-att-20742\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-20742\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/First-Yantra-Yoga-classes-with-Rinpoche-in-Naples2.jpg\" alt=\"\" width=\"1254\" height=\"872\" srcset=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/First-Yantra-Yoga-classes-with-Rinpoche-in-Naples2.jpg 1254w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/First-Yantra-Yoga-classes-with-Rinpoche-in-Naples2-300x209.jpg 300w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/First-Yantra-Yoga-classes-with-Rinpoche-in-Naples2-768x534.jpg 768w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/First-Yantra-Yoga-classes-with-Rinpoche-in-Naples2-503x350.jpg 503w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/First-Yantra-Yoga-classes-with-Rinpoche-in-Naples2-720x501.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 1254px) 100vw, 1254px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"p1\">Il Maestro si esprimeva in un italiano particolare, ma i concetti assai chiari spalancavano un mondo sconfinato sulla conoscenza. Per la prima volta nella mia giovane vita prendevo coscienza del respiro e delle infinite potenzialit\u00e0 che questa consapevolezza consentiva di sviluppare, del mio corpo, di quanta attenzione si dovesse tributare ad esso, e delle infinite potenzialit\u00e0 della mente. <\/p>\n<p class=\"p1\">Il Maestro dava la sensazione di parlare a ciascuno di noi e si rivolgeva a ognuno come a un soggetto unico, invece che a un gruppo di persone.<\/p>\n<p class=\"p1\">Sentivo forte l\u2019autorevolezza che emanava dalla sua persona. Al suo cospetto provavo un senso di serenit\u00e0 e nel contempo una sollecitazione verso l\u2019apprendimento di una conoscenza assoluta e indefinita insieme. <\/p>\n<p class=\"p1\">Il tempo della lezione sembrava scorresse con una lentezza indicibile, tuttavia avevo la sensazione che non fosse mai abbastanza lungo, e nessuno dei due criteri pareva dominare sull\u2019altro.<\/p>\n<p class=\"p1\">Le asana per cos\u00ec lungo tempo agognate non erano trattate che alla fine della lezione e non sembravano rivestire un ruolo rilevante nell\u2019economia dell\u2019intero complesso dello Yantra Yoga. Al corso di yantra che ebbi il privilegio di frequentare in quegli anni partecipavano allievi che avevano conseguito un livello di preparazione notevole nell\u2019eseguire gli esercizi pi\u00f9 difficili. Uno di questi si chiamava Ciro e aveva molta facilit\u00e0 con le posizioni pi\u00f9 avanzate.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Ero giunta alla conoscenza del Maestro Norbu in un modo singolare. Una sera due mie amiche che frequentavano insieme a me una palestra di judo e che condividevano il mio stesso appartamento, tornarono a casa con un\u2019aria mistica, sostenendo di aver appreso della presenza di un maestro tibetano a Napoli. Spinta da una legittima curiosit\u00e0 ma con un po\u2019 di scetticismo andai subito a conoscere il Maestro tibetano in questione. E cos\u00ec vidi Norbu per la prima volta, un giovane tibetano con la tuta rossa e un grande sorriso benevolo. Nel preciso momento in cui il mio sguardo si pos\u00f2 su Norbu in cuor mio lo elessi a mio Maestro attraverso cui ero certa di dare corpo a quanto andavo vagheggiando da sempre.    <\/p>\n<p class=\"p1\">Per anni prima di conoscerlo mi ero interessata alle scienze occulte, alla magia e allo yoga e a tutto quanto potesse farmi scoprire l\u2019esistenza di dimensioni che normalmente sfuggono a una percezione ordinaria. A distanza di tanti anni mi chiedo quale fosse stato il motore di propulsione che spingesse una ragazza semplice di diciannove anni a cercare senza la minima consapevolezza qualcosa che desse corpo alle aspirazioni di conoscere la propria vera essenza. L\u2019incontro cos\u00ec fortunato con il Maestro mi proiett\u00f2 in un\u2019aura che potrei definire mistico-positivista. Sentivo affiorare i ricordi ancestrali del mio essere, scattare come molle tenute compresse in una cassa di ferro. Sentivo che la mia ricerca, ben lungi dall\u2019essere compresa appieno nel suo significato ultimo, era giunta quasi senza sforzo alla sorgente.    <\/p>\n<p class=\"p1\">Durante una delle lezioni di yantra, mi prestai a un gioco divertente quasi di illusionismo. Qualcuno degli studenti aveva chiesto al maestro se fosse stato possibile sollevare un corpo con due dita e lasciarlo a mezz\u2019aria. Il Maestro tra il serio e il divertito rispose che si poteva provare e chiese a me di fare da modella. Non ebbi dubbi e accettai di sottopormi alla prova senza la minima esitazione, dal momento che riponevo una fiducia assoluta nel Maestro. Mi sugger\u00ec alcune istruzioni su come dovessi comportarmi durante l\u2019esperimento. Dovevo stringere i pugni lungo il corpo, allineare i piedi e stare in una posizione controllata ma non rigida. Il Maestro pose indice e pollice uniti delle due mani sotto le mie spalle mentre uno studente faceva altrettanto ai miei piedi. Con sole quattro dita che mi sorreggevano mi ritrovai sospesa a mezz\u2019aria quasi senza che me ne rendessi conto. Ad un cenno del Maestro le dita divennero solo quattro, poi\u2026 nessuna. Rimasi sospesa per pochi lunghi istanti in assenza totale di peso e pensieri. Appresi cosa volesse dire stare sulle nuvole. Quando ripresi il contatto con il pavimento ritrovai coscienza di me, del mio corpo e del suo peso. Intorno a me tutti sorridevano tra l\u2019incredulo e il divertito.           <\/p>\n<p class=\"p1\"><a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/first-yantra-yoga-classes-with-rinpoche-in-naples-1971-2\/\" rel=\"attachment wp-att-20740\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20740 alignleft\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/First-Yantra-Yoga-classes-with-Rinpoche-in-Naples-1971.jpg\" alt=\"\" width=\"235\" height=\"360\"><\/a>Il Maestro Norbu ci insegn\u00f2 che lo Yantra Yoga non solo contribuiva a mantenere il corpo in forma, ma risultava efficace alla propria realizzazione cos\u00ec come era avvenuto per un grande Yogi: suo zio Togden. Lo zio di Norbu tutte le mattine all\u2019alba eseguiva l\u2019intero <i>thun<\/i> di Yantra Yoga completamente nudo e all\u2019aperto con qualsiasi condizione atmosferica. <\/p>\n<p class=\"p1\">Il Maestro poneva l\u2019accento in primo luogo sulla importanza della respirazione consapevole. Alla respirazione attribuiva grande importanza, oltre che per la funzione fondamentale alla nostra vita, anche per il potere di veicolare l\u2019energia verso la realizzazione totale. Le nove respirazioni di purificazione, gli otto movimenti, la respirazione ritmica sono pratiche indispensabili al raggiungimento di una condizione di equilibrio del corpo, della energia e della mente. <\/p>\n<p class=\"p1\">La lezione che imparai pi\u00f9 in fretta di altre fu quella di conseguire la piena libert\u00e0 di cui dovevo servirmi e rendermi consapevole.<\/p>\n<p class=\"p1\">La disciplina a cui il Maestro ci sottoponeva era funzionale al raggiungimento di un livello di preparazione di base nello Yantra Yoga, ma doveva essere del tutto priva di sforzo. Il principio si basava sulla necessit\u00e0 di non piegare la volont\u00e0 all\u2019espletamento delle pratiche yoga in modo forzato, principio che divent\u00f2 un codice di comportamento che ho cercato di applicare in ogni circostanza della vita. <\/p>\n<p class=\"p1\">Il Maestro disse che, se avessimo sgombrato la mente dalle restrizioni delle costrizioni che interferiscono con la spontaneit\u00e0 delle nostre azioni, avremmo ottenuto molto pi\u00f9 in fretta ed in modo efficace la comprensione degli insegnamenti. Norbu disse che la nostra realizzazione era ostacolata da una serie di condizionamenti dovuti alla cultura e a tutto quanto avevamo imparato fino a quel momento. Lo Yantra Yoga poteva aiutarci nel processo di liberazione dai lacci delle sovrastrutture imposte da una societ\u00e0 cos\u00ec pervadente. Liberando il corpo e la mente dai vincoli che velano la visione ordinaria, possiamo finalmente entrare nel senso vero della nostra esistenza.   <\/p>\n<p class=\"p1\">La classe che seguiva le lezioni di Yantra Yoga del 1971 era composta da personaggi eterogenei e spesso singolari. Il Maestro di certo non chiedeva ai suoi discepoli la provenienza sociale o il grado di istruzione e dunque una infermiera, una fisioterapista, un informatore scientifico, delle studentesse universitarie, operai metalmeccanici, dottori, ingegneri, impiegati comunali e artisti affollavano le lezioni di Yantra. <\/p>\n<p class=\"p1\">La peculiarit\u00e0 dell\u2019evento senza precedenti che si verific\u00f2 in quella sede consisteva nel fatto che tutti potevano, utilizzando la sola attenzione, comprendere gli insegnamenti elevati che il Maestro ci impartiva dopo la fine della lezione. Ma non tutti gli allievi si trattenevano, anzi solo tre o quattro di noi spontaneamente sedevano sul tatami intorno a Norbu ad ascoltare attenti gli insegnamenti di un antico lignaggio: lo Dzogchen. Imparai ben presto che quell\u2019insegnamento che il Maestro cos\u00ec generosamente rivelava ai pochi allievi dopo lo Yantra Yoga era tanto prezioso quanto segreto e doveva essere custodito con la stessa cura che si presta a un gioiello di enorme pregio.  <\/p>\n<p><em>Nicoletta Liguori, pubblicato originariamente sulla rivista Merigar Letter, dicembre 2011.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I primi tempi della vita di Rinpoche a Napoli e i suoi primi insegnamenti negli anni &#8217;70, prima che la Comunit\u00e0 Dzogchen fosse fondata in Toscana.<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":37787,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","_searchwp_excluded":"","footnotes":""},"categories":[1545],"tags":[1634,1732,1684],"class_list":["post-41571","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dal-passato","tag-chnn-it","tag-immagini-dal-passato","tag-napoli","et-has-post-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41571","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41571"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41571\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/37787"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41571"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41571"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41571"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}