{"id":41593,"date":"2024-05-30T20:00:45","date_gmt":"2024-05-30T20:00:45","guid":{"rendered":"https:\/\/melong.online\/tutti-i-sistemi-di-cui-siamo-parte\/"},"modified":"2025-02-26T17:12:01","modified_gmt":"2025-02-26T17:12:01","slug":"tutti-i-sistemi-di-cui-siamo-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/melong.online\/it\/tutti-i-sistemi-di-cui-siamo-parte\/","title":{"rendered":"Tutti i sistemi di cui siamo parte"},"content":{"rendered":"<h2><b>La meditazione pu\u00f2 avere anche un effetto sociale?<\/b><\/h2>\n<p><b>Di Sicilia Francesca D\u2019Arista<\/b> Quando mi sono laureata in Psicologia la tesi che ho presentato era basata su una ricerca sociologica, sperimentale, sulla condizione dei giovani in un campo per terremotati a Napoli. Si trattava di una lettura \u201csistemica\u201d di quell\u2019ambiente, che mi valse un certo interesse da parte del mio professore e della commissione di laurea.  Trasferita sull\u2019Amiata mi dedicai ai Club per gli Alcolisti in Trattamento e all\u2019approccio psicoeducativo alla comunicazione in famiglie di pazienti schizofrenici ritrovando quell\u2019approccio \u201csistemico\u201d, basato cio\u00e8 sulla Teoria Generale dei Sistemi. Sintetizzando al massimo, la Teoria Generale dei Sistemi stabilisce che ogni essere pu\u00f2 essere considerato come sottosistema di una sistema maggiore-la sua famiglia, il suo ambiente di lavoro, la sua comunit\u00e0, il mondo e l\u2019universo- e sovra sistema delle parti di cui \u00e8 composto, per esempio del suo sistema circolatorio, respiratorio, fino al livello molecolare e psichico. La T.G.S dice quindi che siamo interconnessi a livello macroscopico e microscopico.  Con mio grande piacere ho ritrovato la stessa ottica quando ho approcciato il programma MBSR di Mindfulness per la riduzione dello stress. Anche qui, il gruppo di partecipanti crea un gruppo di auto aiuto e di seguito spiegher\u00f2 quel che ho visto.  Ho iniziato ad applicare questo programma nel 2008, dopo aver frequentato un training con il prof. Jon Kabat Zinn e il suo collega Saki Santorelli, collaborando con l\u2019Universit\u00e0 di Siena su una sperimentazione che proponeva un corso MBSR a un gruppo di studenti di psicologia a cui veniva richiesto di sottoporsi ad una risonanza magnetica al cervello prima e dopo il training. I risultati furono interessanti in linea con quanto si sa su questo programma, in termini di riduzione della sofferenza emotiva, misurata su test sull\u2019ansia, depressione e altro.  Ma la cosa che pi\u00f9 mi interess\u00f2 fu un\u2019analisi sul cambiamento della funzionalit\u00e0 cerebrale nelle persone che si erano sottoposte alla ricerca. Secondo questa diversa analisi nei cervelli di ognuno dei partecipanti si erano creati dei collegamenti funzionali nuovi, uguali per tutti. In poche parole le singole persone avevano modificato la propria dimensione, nella stessa maniera dopo aver partecipato insieme a soli 9 incontri di meditazione. Era quindi possibile leggere il gruppo come un \u201csistema\u201d e analizzare come il singolo influiva sul gruppo e viceversa.   <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span> Sempre nello stesso periodo la Provincia di Siena mi chiese di progettare un corso di formazione per badanti straniere di anziani non autosufficienti. In genere questi corsi non erano molto efficaci principalmente per via della lingua, ma anche perch\u00e9 queste lavoratrici sono impegnate H 24 per 6 giorni la settimana e non hanno la forza e la voglia di impegnarsi nello studio. Nella premessa di questo progetto inquadrai quindi il problema come derivante da una condizione di stress lavoro correlato e proposi di offrire non solo la formazione specifica e tecnica sull\u2019assistenza agli anziani, ma di toccare anche la condizione di stress e in alcuni casi di vero e proprio burn out delle badanti offrendo modi per poterla affrontare. Integrammo quindi alle lezioni alcune sedute di sostegno psicologico, musicoterapia e altri tipi di aiuto e momenti di svago e socializzazione.    I corsi erano progettati come se fossero dei \u201cclub\u201d che chiamammo Circoli di Cura, con la presenza degli insegnanti, le badanti e una o due educatrici. In quel periodo mi ero interessata al lavoro della dr.ssa MacBee che aveva introdotto un programma di mindfulness (MBSR) in una casa di riposo per anziani dove aveva visto l\u2019utilit\u00e0 per gli ospiti non autosufficienti e spesso allettati che qualcuno dei familiari o operatori praticassero vicino a loro, in prossimit\u00e0 del loro letto. Gli anziani erano pi\u00f9 calmi e pi\u00f9 sereni.  <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span>Partendo da questa esperienza e inquadrati i circoli \u201csistemicamente\u201d diedi alle educatrici il compito di creare un clima di accoglienza che potesse veicolare una certa consapevolezza di s\u00e9, necessaria ad affrontare lo stress che le badanti vivevano- lontane da casa, con preoccupazioni costanti verso i propri familiari lasciati a s\u00e9 stessi, oramai straniere qui e nel paese di origine, alle prese con un lavoro faticoso. La sofferenza era chiara e tangibile e si riversava anche sulla qualit\u00e0 dell\u2019assistenza. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span> Cos\u00ec proposi il corso MBSR, ma non alle badanti-principalmente per via dell\u2019ostacolo della lingua \u2013 ma alle educatrici. Qual era l\u2019ipotesi? Che le educatrici che coordinavano i Circoli di Cura (6 nella provincia di Siena) avrebbero approcciato gli incontri partendo dal proprio stato calmo della mente, in una modalit\u00e0 non giudicante e tenendo conto della sofferenza delle badanti, sofferenza che veniva definita in maniera neutrale come stress.  <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span> Il tema sottostante, perch\u00e9 la formazione fosse di maggiore qualit\u00e0, era affrontare il passaggio da un apprendimenti di semplici nozioni tecniche all\u2019insorgere di una conoscenza e lo sviluppo di una consapevolezza di s\u00e9.<span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span> Nei documenti introduttivo e finale infatti citai due grandi maestri, S. Francesco, il pi\u00f9 amato dagli italiani \u2013 per vincere l\u2019iniziale titubanza che il mondo a cui mi rivolgevo avrebbe avuto a sentir parlare di meditazione \u2013 con una frase del santo che diceva \u201cNessuno poteva insegnarmi cosa dovessi fare\u201d e il nostro maestro \u201cIl principio su cui si basa il comportamento e\u0300 la consapevolezza e la consapevolezza sorge dalla conoscenza che l\u2019individuo possiede. Solo se abbiamo la presenza della consapevolezza nella vita quotidiana il principio della compassione e dell\u2019amore universale pu\u00f2 divenire concreto\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span> Le badanti che inizialmente giunsero ai Circoli erano spaventate da un possibile giudizio sul proprio operato e rifiutavano con molta forza l\u2019ipotesi che fossero sottoposte a stress. Pareva loro che essere stressate fosse una debolezza. Si arrabbiavano e tanto. Poi, man mano che frequentavano gli ambienti dei circoli e incontravano l\u2019attitudine delle educatrici si sono rilassate e l\u2019anno successivo nuove badanti si iscrissero al programma chiedendo specificatamente di quel posto dove si poteva imparare dello stress, dove ci si poteva rilassare. Nasceva un timida consapevolezza sulla propria condizione. Cominciarono anche a prendere coscienza delle lacune che avevano, alcune decisero di cominciare a studiare.      La Provincia di Siena fu invitata a Bruxelles e il progetto dei Circoli fu presentato alla riunione del European Social Platform, quell\u2019anno dedicato al lavoro di cura dove fu accolto con molto interesse. Intorno allo stesso periodo fui invitata dal Primario di Oncologia della Azienda sanitaria di Siena a tenere un corso per gli operatori, medici e infermieri e ugualmente dal primario del Ser.T- il servizio per tossicodipendenze. Successivamente in collaborazione con il primario del Ser.T abbiamo tenuto un corso con gli utenti tossicodipendenti presso il carcere di San Gimignano. <span class=\"Apple-converted-space\">  <\/span>I risultati sono stati per me molto interessanti perch\u00e9 potevamo constatare il passaggio dalla completa incoscienza dei detenuti sul reato commesso (si trattava di persone in carcere di alta intensit\u00e0 per reati di mafia) fino al primo bagliore di riconoscimento della propria responsabilit\u00e0. Nel 2018 il Dipartimento che si occupa del benessere del personale della Azienda Sanitaria Locale di Siena, Grosseto e Arezzo mi chiese un corso MBSR ma il Covid ferm\u00f2 tutto e quando la programmazione riprese nel 2021 il numero di infermieri, medici e personale sanitario di ogni tipo che richiedeva un programma di riduzione dello stress esplose cosicch\u00e9 dal 2021 al 2024 ho tenuto 12 corsi MBSR. I corsi sono andati bene, ma durante lo svolgimento emerse il problema che una volta conclusi i partecipanti avrebbero avuto bisogno di ulteriore sostegno per continuare nella pratica. Cos\u00ec esplorammo con la direzione della A. Usl la possibilit\u00e0 di avere dei locali dove continuare l\u2019allenamento creando una sorta di comunit\u00e0 di pratica. La risposta infine \u00e8 arrivata e abbiamo strutturato dei Circoli che abbiamo chiamato Posillipo. Perch\u00e9 Posillipo?    <\/p>\n<blockquote><p>\u201cPerch\u00e9 Pausilypon , nome che gli antichi greci diedero al promontorio napoletano, significa \u201cpausa dai dolori\u201d per indicare il sollievo che provavano davanti a tanta bellezza. Uno stato di meraviglia dove il giudizio si sospende per dare posto al piacere. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span> Similarmente \u00e8 possibile stabilire una pausa nella vita di ogni giorno dove trovare quel sollievo e quella conoscenza che nascono da una mente calma, non giudicante, come abbiamo esplorato nei corsi MBSR\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p><\/blockquote>\n<p> I Circoli Posillipo, attualmente 7, uno anche sull\u2019Amiata, sono spazi dove le persone si riuniscono minimo un paio di volte al mese e praticano insieme uno dei metodi appresi, un body scan o una meditazione da seduti o una sessione di yoga. A seguire si impegnano in una sessione di Insight Dialogue, un modo di dialogare su qualsiasi cosa in quel momento sta a cuore alla persona, senza avviare un dibattito, ma solo nella consapevolezza della propria reazione a ci\u00f2 che viene detto e ascoltato.  Il possibile sviluppo dei Circoli che ho in mente adesso consiste nell\u2019approfondire un aspetto del programma MBSR \u2013 quello della meditazione sulla gentilezza amorevole -per comprendere la differenza tra ci\u00f2 che si prova con <em>l\u2019empatia ordinaria<\/em> che nel tempo pu\u00f2 diventare poco sostenibile e portare al burn out e la cosiddetta <em>empatia sostenibile o compassione<\/em>.<span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span> \u201cLa capacit\u00e0 di condividere i sentimenti degli altri si chiama empatia.<span class=\"Apple-converted-space\">  <\/span>L\u2019empatia rende possibile entrare in risonanza con i sentimenti positivi e negativi degli altri: possiamo quindi sentirci felici quando condividiamo indirettamente la gioia degli altri e possiamo condividere l\u2019esperienza della sofferenza quando entriamo in empatia con qualcuno che soffre. \u00c8 importante sottolineare che nell\u2019empatia ci si sente insieme, ma non ci si confonde con l\u2019altro; cio\u00e8, si sa ancora che l\u2019emozione con cui si risuona \u00e8 l\u2019emozione di un altro. Se questa distinzione s\u00e9-altro non \u00e8 presente, parliamo di disagio emotivo.   <em>Sebbene la felicit\u00e0 condivisa sia certamente uno stato molto piacevole, la condivisione della sofferenza a volte pu\u00f2 essere difficile, soprattutto quando la distinzione s\u00e9-altro diventa confusa. Questa forma di disagio condiviso pu\u00f2 essere particolarmente impegnativa per le persone che lavorano nelle professioni di aiuto, come medici, terapisti e infermieri. <\/em><\/p>\n<p><em>Per evitare un\u2019eccessiva condivisione della sofferenza che pu\u00f2 trasformarsi in angoscia, si pu\u00f2 rispondere alla sofferenza degli altri con compassione. A differenza dell\u2019empatia, la compassione non significa condividere la sofferenza dell\u2019altro: piuttosto, \u00e8 caratterizzata da sentimenti di calore, preoccupazione e cura per l\u2019altro, nonch\u00e9 da una forte motivazione a migliorare il benessere dell\u2019altro.\u201d[1]<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cLa compassione pu\u00f2 essere molto utile, soprattutto se capiamo che non \u00e8 necessario sempre fare o aggiustare qualcosa. Nel mio piccolo gruppo ho condiviso una citazione di Pema Ch\u00f6dr\u00f6n. Ho avuto la possibilit\u00e0 di parlare con lei del burnout e le ho chiesto: \u201cCosa possiamo fare? Come manteniamo questo cuore aperto alla compassione?\u201d E lei ha detto: \u201cSembrer\u00e0 contro intuitivo, ma dobbiamo rinunciare a ogni speranza di realizzazione\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>E non intendeva arrendersi, e non intendeva smettere di preoccuparsi, ma smettere di avere aspettative su come andr\u00e0. Tutti vogliono sapere che ci\u00f2 che fanno \u00e8 utile, ma in realt\u00e0 se si concentrassero maggiormente sulla coltivazione della propria intenzione, coltivando un\u2019attitudine alla compassione, opererebbero sempre da uno spazio sostenibile. <span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><\/em><\/p>\n<p><em>Bisogna anche dire che spesso corriamo immediatamente in aiuto dell\u2019altro, il che \u00e8 bello, \u00e8 importante, ma a volte potremmo aver bisogno di fare una sosta lungo la strada per riconoscere che \u00e8 difficile per noi assorbire il disagio e la sofferenza degli altri<span class=\"Apple-converted-space\">\u00b2<\/span>&#8220;<\/em><\/p>\n<p><em>Daniel Batson nella sua ricerca ha dimostrato che la capacit\u00e0 di provare emozioni positive per un\u2019altra persona non \u00e8 solo una specifica qualit\u00e0 di una persona o di una situazione, ma pu\u00f2 anche essere influenzata dall\u2019allenamento. Studi sulla plasticit\u00e0 del cervello umano, condotte tramite Rmi su persone allenate all\u2019empatia ordinaria e altre allenate alla compassione, indicano l\u2019esistenza di due reti neuronali non sovrapponibili mostrando quindi l\u2019esistenza di due circuiti diversi. Con esiti diversi in relazione a quel che i soggetti studiati provano verso la sofferenza degli altri.  <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/em><\/p>\n<p><em>Per allenare emozioni socialmente utili come la compassione, la recente ricerca psicologica ha fatto sempre pi\u00f9 uso di tecniche legate alla meditazione che promuovono sentimenti di benevolenza e gentilezza. La tecnica pi\u00f9 utilizzata \u00e8 chiamata \u201callenamento alla gentilezza amorevole\u201d\u2026una pratica che mira a coltivare sentimenti di benevolenza verso tutti gli esseri.\u201d <\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 stato dimostrato che diverse settimane di formazione regolare sulla compassione possono avere sul praticante un impatto benefico di rafforzamento delle sue emozioni positive, delle sue risorse personali e del senso di benessere durante la vita quotidiana.<span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 interessante notare che gli effetti benefici dell\u2019addestramento alla compassione non si limitano alla persona che si sta addestrando, ma possono portare benefici anche alla persona che riceve i sentimenti di benevolenza\u00b3&#8221;<\/em> &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; <em>\u00b9 Empathy and Compassion by Tania Singer and Olga M. Klimecki<span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span>in Current Biology \u00b7 September 2014 DOI: 10.1016\/j.cub.2014.06.054<\/em><br \/>\n<em>\u00b2 Eve Ekman<\/em><br \/>\n<em>[3] Gli studi di Batson e al. confermano quindi l\u2019esistenza di un corollario di comportamenti che va sotto il nome di disagio empatico quando le persone sono allenate a provare empatia e un\u2019altra situazione quando la persona \u00e8 allenata alla compassione, come illustrato in precedenza. In Singer e Klimeck <\/em><\/p>\n<p><em>Sicilia Francesca D\u2019Arista nata negli Stati Uniti, ma cresciuta a Napoli da dove si \u00e8 trasferita negli anni \u201980 per vivere in prossimit\u00e0 di Merigar. Ha collaborato con il settore delle Politiche Sociali della Provincia di Siena e con la Azienda Usl. Nel 2014 ha fondato con altre colleghe il Centro Senese per la Riduzione dello Stress.  <\/em><\/p>\n<p><em>Sicilia, con il maglione blu, alla fine dell\u2019ultimo ritiro di gruppo che ha tenuto.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 possibile stabilire una pausa nella vita quotidiana in cui trovare quel sollievo e quella conoscenza che derivano da una mente calma e non giudicante.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":40060,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"off","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","_searchwp_excluded":"","footnotes":""},"categories":[1547,2003,1543],"tags":[1739],"class_list":["post-41593","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-guarigioni","category-in-primo-piano","category-riflessioni","tag-teoria-generale-dei-sistemi_psicologia_sicilia-darista_maggio-2024","et-has-post-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41593","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41593"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41593\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40060"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41593"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41593"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41593"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}