{"id":43983,"date":"2024-02-21T11:48:11","date_gmt":"2024-02-21T11:48:11","guid":{"rendered":"https:\/\/melong.online\/la-ghirlanda-dei-punti-di-vista\/"},"modified":"2025-02-26T17:13:54","modified_gmt":"2025-02-26T17:13:54","slug":"la-ghirlanda-dei-punti-di-vista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/melong.online\/it\/la-ghirlanda-dei-punti-di-vista\/","title":{"rendered":"La Ghirlanda dei Punti di Vista"},"content":{"rendered":"<h2>Adriano Clemente<\/h2>\n<p><strong><em>Discorso del primo giorno del ritiro di spiegazione e pratica della Ghirlanda dei Punti di Vista e del Guruyoga di Padmasambhava SMS tenuto a Dzamling Gar, Tenerife, dal 9 al 13 dicembre 2023.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Buongiorno a tutti. Sono molto felice di essere qui a Dzamling Gar e vorrei ringraziare il Gakyil per avermi invitato. Quando vengo qui, mi sento a casa e sento che questo \u00e8 un luogo molto speciale per la continuazione dell\u2019insegnamento Dzogchen. Ci sono tanti Gar nel mondo, ma qui a Dzamlingar, secondo me, c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 per i praticanti di rimanere per un periodo pi\u00f9 lungo, praticare insieme e quindi poter sviluppare la propria conoscenza. Questo dovrebbe davvero essere un luogo in cui tutti i praticanti possono incontrarsi e scambiare le proprie conoscenze ed esperienze in modo attivo. Allora abbiamo davvero una grande speranza per il futuro.     <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>In genere, negli insegnamenti buddhisti abbiamo Sutrayana e Vajrayana. Il Sutra \u00e8 pi\u00f9 legato agli insegnamenti originali del Buddha Shakyamuni ed \u00e8 diviso in Hinayana e Mahayana. L\u2019Hinayana \u00e8 un insegnamento pi\u00f9 rivolto a coloro che hanno meno capacit\u00e0 di integrarsi con il senso reale della pratica e che hanno bisogno di seguire regole precise. Questo storicamente \u00e8 simile a quando Buddha Shakyamuni insegnava ai suoi studenti che erano come monaci, controllavano corpo, voce e mente seguendo le regole e prendendo i voti. Nel Sutrayana c\u2019\u00e8 anche la tradizione Mahayana. Anche qui, se andiamo storicamente, si dice che all\u2019inizio il Mahayana non esisteva. C\u2019era solo il Buddha e ci\u00f2 che egli insegnava, l\u2019Hinayana. Quindi anche questo non possiamo saperlo, \u00e8 difficile dirlo.       <\/p>\n<p><strong>Tradizione Mahayana<\/strong><\/p>\n<p>In ogni caso, il principio del Mahayana non \u00e8 semplicemente controllare il corpo, la voce e la mente facendo un voto o seguendo delle regole, ma piuttosto cercare di coltivare uno speciale tipo di intenzione. Se abbiamo a che fare di pi\u00f9 con la mente, e con l\u2019intenzione, allora la cosa pi\u00f9 importante non \u00e8 semplicemente seguire le regole o prendere dei voti, ma cercare continuamente di controllare la mente. <span class=\"Apple-converted-space\">  <\/span>Perch\u00e9 se stiamo seguendo un insegnamento significa che siamo consapevoli della nostra condizione, di ci\u00f2 che chiamiamo samsara. Il Samsara sostanzialmente \u00e8 la radice della condizione di sofferenza. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Possono esserci molti tipi di sofferenza: sofferenza fisica, sofferenza mentale, insoddisfazione e cos\u00ec via. Questo significa avere consapevolezza che non esiste la felicit\u00e0 ultima. Siamo tutti esseri umani e abbiamo tutti lo stesso tipo di tendenze mentali e modi di pensare. Siamo allo stesso livello e non ci piace soffrire. Ci piace essere felici. Ma quando proviamo a fare qualcosa per essere felici, quello che facciamo per raggiungere la felicit\u00e0 non porta al risultato che desideriamo. Ecco perch\u00e9 il Buddha, quando diede il suo primo insegnamento, le Quattro Nobili Verit\u00e0, spieg\u00f2 la causa della sofferenza.      <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Ci\u00f2 che consideriamo felicit\u00e0 \u00e8 semplicemente qualcosa che stiamo cercando di ottenere, di realizzare, qualcosa che ci piace e per la quale proviamo attaccamento. Vogliamo avere quell\u2019oggetto che pensiamo ci dar\u00e0 la felicit\u00e0. Ma anche se siamo felici o in quel momento proviamo piacere, esso dipende da quell\u2019oggetto. Tuttavia, non esiste una sola cosa in tutto l\u2019universo che sia duratura e permanente, per cui se poniamo la ricerca della felicit\u00e0 su qualcosa che non \u00e8 stabile o permanente, allora come pu\u00f2 questa garantirci la felicit\u00e0?   <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Per questo motivo, il Buddha ha insegnato che la causa dell\u2019 insoddisfazione o sofferenza \u00e8 il desiderio o l\u2019attaccamento a qualcosa di esterno e che il modo per raggiungere la felicit\u00e0 reale e ultima \u00e8 andare alla radice. Da infinite vite \u2013 se crediamo che ci siano state vite nel passato \u2013 la nostra mente ha sempre agito allo stesso modo, rincorrendo oggetti alla ricerca della felicit\u00e0, senza mai riuscire a ottenerla. Quindi ora iniziamo a rivolgere la mente indietro e invece di puntare sempre all\u2019esterno, cominciamo a rivolgerla all\u2019interno.  <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Ma cos\u2019\u00e8 la mente? Qual \u00e8 la fonte della mente? Se vogliamo la pace o la felicit\u00e0, dovremmo cercare di osservare la mente e vedere tutta la confusione che abbiamo. Poi, proprio come il Maestro quando fa l\u2019introduzione, dicendoci che la mente \u00e8 sempre la causa dei problemi, la causa del dualismo, la causa di ogni sofferenza, se smettiamo di rincorrere gli oggetti, smettiamo di cercare la felicit\u00e0 fuori, allora esiste un modo per scoprire le vere qualit\u00e0 naturali della mente. Queste qualit\u00e0 naturali della mente sono quelle che nell\u2019insegnamento Dzogchen sono chiamate qualit\u00e0 auto-perfezionate. Significa che la vera natura della mente \u00e8 proprio quella stessa fonte di felicit\u00e0 ultima o libert\u00e0 ultima che stiamo inseguendo negli oggetti esterni. Quindi, se smettiamo di pensare e giudicare con la mente, se smettiamo di cercare di raggiungere qualcosa che crea azioni e karma, e facciamo il contrario, allora c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di fermare questa causa del samsara. Questa \u00e8 la terza Nobile Verit\u00e0.       <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Naturalmente, per fare ci\u00f2, abbiamo bisogno di qualcuno che ci guidi, che ci indichi cosa dobbiamo fare per muoverci al contrario rispetto all\u2019oggetto, per rivolgerci all\u2019interno e scoprire queste qualit\u00e0 naturali. Questo \u00e8 ci\u00f2 che noi chiamiamo \u201cla via\u201d. Se stiamo seguendo una via significa che stiamo prendendo un impegno e che vogliamo fare questo lavoro per noi stessi.  <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p><strong>Insegnamenti Vajrayana<\/strong><\/p>\n<p>Poi abbiamo un\u2019altra serie di insegnamenti chiamata Vajrayana. Guru Padmasambhava fu un importante maestro della tradizione Vajrayana. Fin dall\u2019inizio il Vajrayana introduce la vera natura della mente come la radice di tutti i fenomeni. Ma mentre nella tradizione Sutra abbiamo l\u2019idea che il samsara sia il risultato delle azioni e del karma, quindi sia qualcosa di negativo che dovremmo superare perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 in linea con la nostra capacit\u00e0 generale di esseri umani, il Vajrayana , fin dall\u2019inizio introduce il principio del \u201cVajra\u201d. Vajra significa tutte le manifestazioni, ci\u00f2 che consideriamo visione impura, visione dualistica, ogni cosa fin dall\u2019inizio \u00e8 gi\u00e0 essa stessa la manifestazione di questa potenzialit\u00e0 primordiale. \u00c8 solo che noi non abbiamo la visione giusta e la percepiamo in modo distorto. Quindi, per esempio, anche se siamo in questa sala, nel senso reale si tratta di un mandala di Buddha, bodhisattva e dakini, e cos\u00ec via. Ma noi non lo vediamo. Noi vediamo come vedono gli esseri umani, maschi, femmine, tutti i pensieri, i concetti, i nomi, le storie; questa \u00e8 la visione impura. Ma l\u2019insegnamento Vajrayana non si presenta cos\u00ec. Dice che fin dall\u2019inizio noi siamo questo Mandala, siamo gi\u00e0 la divinit\u00e0, e tutti i fenomeni sono gi\u00e0 manifestazioni di divinit\u00e0.          <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Come ci trasferiamo nella visione che presenta il Vajrayana? Abbiamo quella che \u00e8 chiamata la via della trasformazione. Trasformazione significa che usiamo un simbolo della condizione reale, come i mandala, le divinit\u00e0 e cos\u00ec via. Poi il maestro ci fa l\u2019introduzione in modo da mostrarci la nostra condizione reale e noi cerchiamo di applicarla e di trasformare la nostra situazione impura in quel simbolo. Questo, in genere, \u00e8 l\u2019insegnamento Vajrayana.    <\/p>\n<p><strong>Insegnamento Dzogchen<\/strong><\/p>\n<p>Poi abbiamo l\u2019insegnamento Dzogchen o Atiyoga, che presenta anch\u2019esso una via di introduzione, con l\u2019unica differenza che non ha bisogno di simboli, n\u00e9 mandala, n\u00e9 divinit\u00e0 perch\u00e9 va direttamente a quella che chiamiamo la radice o la fonte suprema, lo stato primordiale, le potenzialit\u00e0 primordiali. Come si relaziona lo Dzogchen con gli altri yana? <\/p>\n<p>Nella tradizione Nyingmapa, la prima tradizione buddhista introdotta in Tibet, ci sono nove veicoli o sentieri, a partire da Sutra, Hinayana, Mahayana, poi Vajrayana con i tantra esterni e interni. Tuttavia, questi nove veicoli non sono in contraddizione tra loro perch\u00e9 ognuno \u00e8 come una base per il successivo. Questo significa che mentre un praticante dell\u2019insegnamento Hinayana segue quell\u2019insegnamento, se \u00e8 un praticante Mahayana dovrebbe, prima di tutto, conoscere bene il significato dell\u2019insegnamento e della pratica Hinayana e poi integrarlo con il Mahayana. \u00c8 lo stesso con i tantra. Se si \u00e8 praticanti dei tantra esterni si dovrebbe gi\u00e0 avere una base di Hinayana e Mahayana e in pi\u00f9 avere anche conoscenza dei tantra esterni. Questo principio si applica soprattutto ai praticanti dei tantra interni di Vajrayana, Mahayoga, Anuyoga, che sono il sentiero della trasformazione.     <span class=\"Apple-converted-space\">  <\/span><span class=\"Apple-converted-space\">   <\/span><\/p>\n<p>Quando si raggiungie lo Dzogchen significa che tutto \u00e8 incluso, dall\u2019Hinayana fino all\u2019ultimo veicolo. \u00c8 tutto incluso nell\u2019Atiyoga, infatti \u2013 <span class=\"Apple-converted-space\">  <\/span>a volte si fa questo esempio \u2013 la vista dello Dzogchen Atiyoga \u00e8 come essere sulla cima di una montagna da dove si possono vedere molto chiaramente tutte le colline e i villaggi pi\u00f9 in basso. Ma se si \u00e8 alla base della montagna, in un piccolo villaggio o a met\u00e0 strada, non si pu\u00f2 vedere la cima della montagna. \u00c8 importante capire che questo non vuol dire che l\u2019insegnamento Dzogchen sia superiore agli altri e che abbia una visione settaria. Se siamo un maestro Dzogchen, o un praticante Dzogchen, allora sappiamo che Dzogchen \u00e8 tutto: tutto il Buddhadharma \u00e8 insegnamento Dzogchen nel suo significato ultimo. Tutti gli insegnamenti come Hinayana, Mayayana, i tantra esterni e interni, sono proprio come passi che conducono alla conoscenza dello Dzogchen. Quindi dobbiamo capire bene come dovremmo essere come praticanti Dzogchen.     <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Alcune persone hanno tanta fantasia e pensano che nell\u2019insegnamento Dzogchen tutto sia molto libero, che siamo gi\u00e0 illuminati fin dall\u2019inizio e non abbiamo bisogno di fare nulla. Oppure, se dobbiamo fare qualcosa, non dovremmo seguire alcuna regola perch\u00e9 ci\u00f2 \u00e8 in contraddizione con l\u2019insegnamento Dzogchen. Questo \u00e8 un atteggiamento completamente sbagliato. Quando diciamo Dzogchen, usiamo la parola \u201cautoliberazione\u201d. Il vero senso di questo termine \u00e8 che una volta scoperta la natura della mente, la sua reale condizione \u00e8 qualcosa con cui non possiamo interferire, modificare o cambiare. Essa stessa ha questa qualit\u00e0 naturale. Qualit\u00e0 naturale significa che nella condizione dualistica, per lo pi\u00f9 tutto \u00e8 il risultato dei pensieri, della mente, del nostro pensare, quindi tutto ci\u00f2 che abbiamo ora \u00e8 come ghiaccio congelato. Ma la vera natura di questo ghiaccio \u00e8 l\u2019acqua. La natura dell\u2019acqua \u00e8 il fluire, quindi la natura della mente \u00e8 fluire, i pensieri fluiscono e questa \u00e8 una manifestazione della saggezza; non \u00e8 sbagliato, non \u00e8 negativo. Quando siamo a quel livello di pratica, tutti i pensieri, tutti i movimenti della mente sono chiamati saggezza auto-originata. Questo \u00e8 il vero senso dell\u2019autoliberazione.          <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Ma poi succede che a volte comprendiamo l\u2019autoliberazione in modo sbagliato e pensiamo che significhi che dobbiamo liberare noi stessi, le emozioni, i pensieri, per poter fare quello che vogliamo senza trattenerci. Questo \u00e8 causa di molti problemi. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p><strong>Santi Maha Sangha<\/strong><\/p>\n<p>Questo ritiro \u00e8 anche legato al Santi Maha Sangha perch\u00e9 il testo scritto da Padmasambhava [<i>La Ghirlanda dei punti di vista<\/i>] \u00e8 come la struttura interna, il fondamento del libro della Base del Santi Maha Sangha. Quindi, giusto per fare una breve introduzione per le persone nuove che non sanno cosa sia il Santi Maha Sangha: \u201cSanti Maha\u201d nella lingua di Oddiyana significa Dzogchen; \u201cSangha\u201d \u00e8 comunit\u00e0. Quindi il significato di Santi Maha Sangha \u00e8 semplicemente Comunit\u00e0 Dzogchen.  <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Come \u00e8 iniziata la formazione del Santi Maha Sangha? Prima di tutto c\u2019era un testo radice del Santi Maha Sangha, che era come una poesia con molti versi. Che per quanto ricordo, Rinpoche scrisse spontaneamente, senza pensare.  <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Per chi non lo sapesse, Rinpoche era anche quello che si chiama un <i>tert\u00f6n<\/i>, uno scopritore di <i>terma<\/i> o tesori testuali. Un <i>terma<\/i> \u00e8 un insegnamento impartito nell\u2019antichit\u00e0 da insegnanti come Padmasambhava, ma che non era appropriato per quel tempo. Il maestro che impartiva l\u2019insegnamento pensava che sarebbe stato utile per le generazioni future e lo nascondeva da qualche parte, ad esempio nelle rocce, in un fiume, nel mare [ed .to be discovered in the future][ndr. Per riscoprirlo poi in futuro]. Questo \u00e8 un <i>terma<\/i> di tipo materiale.   <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Altrimenti un insegnante come Padmasambhava, che aveva molti studenti buoni praticanti, avrebbe nascosto questo tipo di insegnamenti nella coscienza di un praticante. Dopo alcune vite, quel praticante sarebbe nato per esempio come Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu. Poi, a volte, ci pu\u00f2 essere un segno, come un sogno delle dakini, per dire che in un giorno particolare si dovrebbe andare in un luogo per ricevere quell\u2019insegnamento. Altre volte questo tipo di indicazione non c\u2019\u00e8, e senza alcun segno particolare qualcosa semplicemente appare nella mente di Rinpoche e lui la scrive. Questo \u00e8 successo tante volte, non solo una.    <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Qualcuno potrebbe chiedersi come possiamo sapere che si tratti davvero di qualcosa di originale, di autentico; e non che l\u2019abbia inventata lui. Una prova \u00e8 che a volte abbiamo lo stesso <i>terma<\/i>, o un <i>terma<\/i> molto simile, scoperto da <i>tert\u00f6n<\/i> diversi, anche a distanza di secoli. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Se per esempio guardiamo il <i>terma<\/i> di Mandarava, Rinpoche scrisse per la prima volta l\u2019intero testo della pratica di Mandarava e ne diede copia a Fabio o Iacobella dicendo: \u201cConservatelo e non restituitelo finch\u00e9 non ve lo chiedo\u201d.\u201d Il giorno dopo lo riscrisse ed era completamente identico, tranne forse una frase. La stessa cosa, se ne leggete le storie, \u00e8 accaduta molte volte con gli insegnamenti del Longsal. Rinpoche disse: \u201c\u00c8 come se avessi imparato a memoria il testo che era apparso nella mia mente\u201d. Non lo aveva memorizzato, gli era semplicemente apparso.    <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Una volta gli chiesi personalmente come era l\u2019esperienza del <i>gongter<\/i> [ndr. Tesoro della mente]. Mi rispose: \u201c\u00c8 come se avessi qualcosa nella mente. Posso accedervi quando voglio, ma dura poco e dopo solo due o tre giorni scompare completamente\u201d.  <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Penso che il Santi Maha Sangha possa essere stato qualcosa di simile quando nel 1984 Rinpoche ne scrisse il testo.<span class=\"Apple-converted-space\">  <\/span>Ricordo che Giacomella lo tradusse e pubblicarono un opuscolo che presentava nove livelli, ciascun livello relativo a qualche insegnamento, ma non era molto chiaro, il testo era piuttosto difficile e rimase cos\u00ec per diversi anni. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Poi, nell\u201988, Rinpoche fece il famoso viaggio al Monte Kailash in cui io non andai. Durante il viaggio accaddero molte cose e le condizioni furono davvero difficili per le persone che viaggiavano con Rinpoche, perch\u00e9 la strada era bloccata e dovettero fare una lunga deviazione, con difficolt\u00e0 per il cibo, per il sonno, per il viaggio. In genere, quando viaggiando si hanno difficolt\u00e0 anche piccole, ci si stressa e si reagisce in modo diverso dal normale. In quel viaggio erano forse 60 o 70 persone che lottavano per tutto, perch\u00e9 la situazione era veramente dura. A un certo punto, qualcuno lott\u00f2 fisicamente con un fratello del Vajra per un posto dove sedersi sull\u2019autobus e dette un forte pugno a un altro praticante. Ma questa non fu l\u2019unica cosa poich\u00e9 le emozioni delle persone si manifestarono in modo libero e nudo.     <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Rinpoche fu piuttosto deluso dall\u2019intera situazione. Tutti i suoi sentimenti e impressioni si possono leggere nel suo poema <i>La voce dell\u2019ape<\/i>. La \u201cvoce\u201d perch\u00e9 l\u2019ape ronza sempre e si lamenta e Rinpoche si lamentava perci\u00f2 ha usato quel titolo. E, penso che comunque anche lui possa essersi sentito responsabile della situazione perch\u00e9 come potevano gli studenti a cui aveva dato insegnamenti Dzogchen per pi\u00f9 di dieci anni comportarsi in quel modo tra loro? E anche rispetto all\u2019insegnante.    <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Un\u2019altra storia che Rinpoche raccont\u00f2 \u00e8 che molte persone insistevano perch\u00e9 impartisse l\u2019insegnamento del <i>th\u00f6gal<\/i>. Nonostante avesse detto loro che non poteva dare quell\u2019 insegnamento solo perch\u00e9 la strada era interrotta ed erano bloccati da qualche parte. Alcuni non furono soddisfatti e non rispettarono quanto Rinpoche aveva detto. Usarono una registrazione e qualcuno lesse un libro di istruzioni del <i>th\u00f6gal<\/i> con un altoparlante sull\u2019autobus. Quando Rinpoche sent\u00ec tutto questo, ovviamente, scrisse <i>La voce dell\u2019ape<\/i>.    <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Successivamente and\u00f2 in Cina per un anno, poi torn\u00f2 in America. Un giorno parlandogli mi disse che secondo lui nella nostra comunit\u00e0 mancava qualcosa, come una base. Poi penso che fece un collegamento con il Santi Maha Sangha che aveva ricevuto anni prima, prepar\u00f2 e scrisse il libro base del Santi Maha Sangha chiamato <i>Il Vaso Prezioso<\/i>, una sorta di fondamento di tutti gli insegnamenti del Buddha che Inizia dagli insegnamenti basici del sutra, continua con il rifugio e il bodhicitta e su come lavorare con tutti questi passi della via.   <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Alcune persone potrebbero chiedersi come possa essere questo l\u2019insegnamento Dzogchen dopo aver studiato per molti anni oltre il bene e il male, ora studiano le dieci azioni virtuose, le dieci azioni negative, cosa dovrebbero e cosa non dovrebbero fare. Questo mostra davvero come un insegnante Dzogchen dovrebbe lavorare con i suoi studenti perch\u00e9, come abbiamo detto, gli insegnamenti Dzogchen comprendono tutto il buddhismo, a partire dagli insegnamenti pi\u00f9 basici. Cos\u00ec Rinpoche ha iniziato dal livello della Base del Santi Maha Sangha con una citazione del grande Maestro Dzogchen, Longchenpa, che mostra quale dovrebbe essere l\u2019atteggiamento di un praticante. Tutte le prime parti del testo si basano su questi insegnamenti. Rinpoche cercava di aiutare gli studenti a diventare pi\u00f9 consapevoli della loro condizione perch\u00e9 a volte ci piace saltare su qualcosa che per la mente sia pi\u00f9 facile da accettare.    <\/p>\n<p><strong>Tre allenamenti<\/strong><\/p>\n<p>In genere non ci piace osservare la nostra condizione, i nostri difetti, i limiti. Giudichiamo sempre gli altri, osservando quanto sono limitati, cosa hanno fatto di sbagliato. Raramente pensiamo a cosa noi abbiamo fatto di sbagliato, a come dovremmo superare i nostri limiti. Di solito non abbiamo questo atteggiamento ed \u00e8 fondamentalmente per questo che abbiamo bisogno degli insegnamenti del sutra. Ad esempio, in questi versi Longchenpa dice che, come base per la via, ci sono tre allenamenti. Prima di tutto, c\u2019\u00e8 la disciplina morale, che significa che siamo consapevoli della situazione nel samsara e comprendiamo anche come si sentono gli altri esseri e cerchiamo di agire in modo da non danneggiare o creare problemi agli altri. Lavorare a quel livello \u00e8 l\u2019Hinayana di base.      <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Nel Mahayana c\u2019\u00e8 la stessa disciplina morale ma, oltre a quello, cerchiamo di beneficiare o aiutare gli altri. Lo sappiamo fin dall\u2019inizio perch\u00e9 seguiamo l\u2019insegnamento del Buddha, anche se siamo praticanti Dzogchen. Ma se ci comportiamo in modo opposto significa che c\u2019\u00e8 qualcosa che non va, che non abbiamo capito, perch\u00e9 se litighiamo con un fratello del Vajra su un autobus o in un tempio, ovunque sia, significa che non controlliamo le emozioni. Questo dimostra che non abbiamo fatto il secondo allenamento, la meditazione. Se la nostra pratica o il nostro percorso spirituale rimane semplicemente al livello della conoscenza intellettuale, essa non pu\u00f2 aiutare, quindi dobbiamo applicare il secondo addestramento, la meditazione o <i>dhyana<\/i>.    <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Come facciamo questo allenamento della mente? Innanzitutto osservando noi stessi scopriamo la condizione ordinaria della mente e di avere molti pensieri. A questo livello siamo tutti uguali. Cosa sono questi pensieri? Non sono nulla perch\u00e9 non possiamo definire, localizzare o identificare i pensieri come qualcosa di simile a sostanza. Ma esiste una certa identit\u00e0, che chiamiamo coscienza di base, che ha sempre a che fare con i pensieri. Questi pensieri dovrebbero fluire in modo naturale, ma noi interferiamo sempre, ci attacchiamo a un pensiero, che d\u00e0 origine a un secondo, a un terzo pensiero e cos\u00ec via, e poi questi pensieri si congelano e diventano qualcosa di concreto per noi. I pensieri sono anche collegati alle emozioni interne, quindi solitamente qualcosa ci piace, non ci piace o semplicemente ne siamo indifferenti. Alterniamo continuamente questi tre stati d\u2019animo e agiamo in base ai pensieri, cercando di ottenere o di rifiutare qualcosa. Questa \u00e8 la condizione ordinaria della mente.         <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Allenare la mente significa quindi scoprire quella condizione e attraverso la pratica dello <i>shine<\/i> or <i>shamatha<\/i>, prima di tutto, cercare di calmare la confusione dei pensieri. La pratica dello <i>Shine<\/i> significa lavorare con la fissazione o attraverso l\u2019osservazione del respiro per calmare la mente. Il primo risultato \u00e8 che ci identifichiamo meno con i pensieri. Quando viviamo la vita ordinaria, noi siamo i nostri pensieri; i pensieri sorgono e noi li seguiamo. Naturalmente, se siamo praticanti \u00e8 diverso, perch\u00e9, quando sorge, cerchiamo di osservare il pensiero. Quando facciamo un allenamento mentale Mahayana come lo <i>Shine<\/i>, questo prima di tutto calma la mente e poi ci permette di acquisire consapevolezza dei pensieri che sorgono e scompaiono, come una catena continua che sorge e sparisce. Una volta che riusciamo a calmare i pensieri, possiamo calmare anche le emozioni perch\u00e9 esse provengono dai pensieri.     <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Questo \u00e8 quanto facciamo nella pratica della meditazione seduta ed \u00e8 un punto molto importante. Se non applichiamo questo allenamento della mente, sar\u00e0 molto difficile riuscire a raggiungere livelli di pratica pi\u00f9 elevati. Per questo motivo pu\u00f2 accadere facilmente che, anche se abbiamo una certa conoscenza dello stato dello Dzogchen, nella vita ordinaria le emozioni continuino a controllarci e a dominarci. Allora le cose diventano difficili da affrontare perch\u00e9 non abbiamo sviluppato quella capacit\u00e0 di base. Se non abbiamo questa capacit\u00e0 e ne siamo consapevoli, allora possiamo ancora applicarla di nuovo dall\u2019inizio: facendo la fissazione insieme alla respirazione, calmando la mente e osservando i pensieri, fino all\u2019ultimo respiro della nostra vita. Tutto quello che impariamo deve essere a nostro vantaggio.     <\/p>\n<p>L\u2019insegnamento del Buddha \u00e8 che possiamo diventare come Buddha e la base, prima di tutto, \u00e8 di osservare la mente e lavorare gradualmente con essa. Quando ci alleniamo un po\u2019, poi nella vita quotidiana possiamo avere pi\u00f9 capacit\u00e0. \u00c8 come imparare a nuotare; impariamo nel mare calmo, o in piscina. Nessuno insegner\u00e0 a un bambino a nuotare quando il mare \u00e8 agitato con grandi onde. Allo stesso modo, tutte le emozioni e i problemi sono come grandi onde, quindi se non abbiamo imparato i principi di base della pratica sar\u00e0 molto difficile integrare direttamente quel tipo di situazione. Questo \u00e8 un punto importante per tutti i praticanti ed \u00e8 anche il secondo addestramento degli insegnamenti Mahayana.     <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Il terzo punto dell\u2019allenamento Mahayana si chiama <i>prajna<\/i>, che pu\u00f2 avere significati diversi a seconda del contesto. Ma in genere, nel Mahayana, <i>prajna<\/i> significa una vera conoscenza dei fenomeni legati per lo pi\u00f9 alla comprensione della condizione del vuoto. Quando andiamo pi\u00f9 in profondit\u00e0 nell\u2019insegnamento Vajrayana, il vuoto \u00e8 solo un aspetto, come una base. Possiede gi\u00e0 la potenzialit\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8 chiamata mente luminosa ed \u00e8 legata alla scoperta di quella condizione. Similmente negli insegnamenti dello Dzogchen Atiyoga, l\u2019allenamento nella <i>prajna<\/i> significa il riconoscimento del reale stato primordiale. Inoltre, quando diciamo meditazione <i>Shine<\/i> e <i>Lhagtong<\/i>, <i>prajna<\/i> \u00e8 legata al <i>lhagtong<\/i>, e <i>lhagtong<\/i> significa vera conoscenza o vera scoperta della propria natura. Come vedete, questi sono punti importanti per la nostra pratica e in genere per la nostra comunit\u00e0 Dzogchen.      <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p><strong>Proseguimento dell\u2019insegnamento<\/strong><\/p>\n<p>Fin dall\u2019inizio abbiamo seguito l\u2019insegnamento di Garab Dorje, il lignaggio buddhista dello Dzogchen. Garab Dorje ha detto: \u201cVi do l\u2019introduzione diretta e quando la applicate, potete ottenere un risultato\u201d. Anche se non \u00e8 il risultato supremo, possiamo avere almeno una conoscenza e una realizzazione di base tali da poter trasmettere e anche aiutare altri. Altrimenti non dovremmo preoccuparci troppo, perch\u00e9 l\u2019insegnamento ha i suoi protettori e la sua continuazione. Ci sono quelli che hanno a cuore la trasmissione dell\u2019insegnamento, anche se non li vediamo.    <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Ognuno di noi, quindi, ha la grande responsabilit\u00e0 di applicare e praticare ci\u00f2 che ha ricevuto dal Maestro. Questo \u00e8 il nostro compito principale. Se riusciamo a farlo, allora c\u2019\u00e8 la garanzia che l\u2019insegnamento continui. Ma questo non significa pensare che solo gli istruttori del Santi Maha Sangha siano la continuazione. Non \u00e8 cos\u00ec e non dobbiamo limitarci cos\u00ec. Siamo tutti uguali. \u00c8 solo che siamo diversi nel modo in cui abbiamo la capacit\u00e0 di applicare qualcosa. Tutte le persone, non importa se siano giovani o persone nuove, se hanno ricevuto insegnamenti da Rinpoche, sono tutte ugualmente importanti. Tutti nella Comunit\u00e0 Dzogchen sono estremamente importanti e preziosi.        <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;intervento di Adriano Clemente dal primo giorno del Ritiro della Ghirlanda di Viste e Guruyoga di Padmasambhava a Dzamling Gar, Tenerife, 9-13 dicembre 2023.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":40258,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","_searchwp_excluded":"","footnotes":""},"categories":[2003,1523],"tags":[1635,1832,1573,1750],"class_list":["post-43983","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-in-primo-piano","category-santi-maha-sangha-it","tag-adriano-clemente-it","tag-discorso-aperto","tag-dzamling-gar","tag-ritiro-di-pratica","et-has-post-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43983","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43983"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43983\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40258"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43983"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43983"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43983"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}