{"id":44095,"date":"2024-01-29T08:18:35","date_gmt":"2024-01-29T08:18:35","guid":{"rendered":"https:\/\/melong.online\/limportanza-della-dimensione-spirituale-nella-malattia\/"},"modified":"2024-01-29T08:18:35","modified_gmt":"2024-01-29T08:18:35","slug":"limportanza-della-dimensione-spirituale-nella-malattia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/melong.online\/it\/limportanza-della-dimensione-spirituale-nella-malattia\/","title":{"rendered":"L\u2019importanza della dimensione spirituale nella malattia"},"content":{"rendered":"<h3><strong>Gino Vitiello<\/strong><\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-28818 size-large\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/IMG_0593-263x350.jpeg\" alt=\"L\u2019importanza della dimensione spirituale nella malattia\" width=\"263\" height=\"350\" data-id=\"28818\">Spiritualit\u00e0 e malattia sono temi pi\u00f9 vicini di quanto possa sembrare. Quando siamo in uno stato di buona <span class=\"Apple-converted-space\">  <\/span>salute, questo sembra essere la condizione \u201cnaturale\u201d dell\u2019esistenza, e lo \u00e8\u2026 fino a quando dura, ma non pu\u00f2 durare ininterrottamente. <span class=\"Apple-converted-space\">   <\/span><\/p>\n<p>Nella visione buddhista uno degli aspetti fondamentali \u00e8 l\u2019impermanenza: nulla \u00e8 per sempre, tutto \u00e8 trasformazione. Quindi anche il fisiologico stato di salute, quando c\u2019\u00e8, non pu\u00f2 durare per sempre e bisogna essere pronti ad accettare che prima o poi subiremo, in forma pi\u00f9 o meno grave, una malattia. Nel momento in cui scopriamo che il corpo \u00e8 malato, si ammala tutto il nostro essere, dato il naturale attaccamento che abbiamo verso questo corpo, la parte di noi con cui pi\u00f9 facilmente ci identifichiamo.  <\/p>\n<p>Come reagiamo di fronte a una grave malattia? C\u2019\u00e8 chi la percepisce come una fatalit\u00e0, chi come un castigo divino, altri ancora come una forma di ingiustizia subita dalla vita. Tutte queste reazioni tendono a spostare l\u2019attenzione dall\u2019elementare verit\u00e0: una malattia \u00e8 la rottura di quell\u2019equilibrio di funzioni da cui dipende la salute e che per una variet\u00e0 di possibili cause si \u00e8 alterato, inducendo cos\u00ec il manifestarsi di qualche patologia.  <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Una consapevole presenza mentale, che \u00e8 alla base di molte vie spirituali, pu\u00f2 aiutarci a riconoscerla anche come un messaggio, un segnale che ci dice di cambiare qualcosa nel nostro modo di vivere. Il dott. Eduard Bach, lo scopritore della floriterapia che porta il suo nome, diceva che la malattia \u00e8 spesso l\u2019ultimo mezzo a cui la nostra anima, il nostro s\u00e9 profondo, ricorre per farci riconoscere i nostri comportamenti sbagliati o il tradimento che stiamo facendo verso noi stessi nella vita. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Esiste inoltre una stretta interazione tra corpo e mente: se \u00e8 noto che un male fisico si riflette inevitabilmente sul tono dell\u2019umore, anche un malessere emotivo, una depressione prolungata, un\u2019insoddisfazione della propria vita si manifester\u00e0 con effetti sul corpo, spesso attraverso un disturbo del comportamento e\/o dell\u2019alimentazione, che a loro volta generano altri problemi di salute. <\/p>\n<p>Quando si manifesta una malattia \u00e8 importante reagire, ma \u00e8 soprattutto necessario capirne la causa, non solo quella superficiale. Sono molte le persone che escono trasformate positivamente da una grave malattia se hanno saputo accettarne l\u2019esistenza e comprenderne il significato. <\/p>\n<p>A volte le terapie mediche o la capacit\u00e0 di reazione del fisico non sono sufficienti alla guarigione: allora \u00e8 necessario trovare risorse su un piano pi\u00f9 profondo. Per fare questo per\u00f2 bisogna aver gi\u00e0 sviluppato una visione spirituale della propria esistenza. Se durante la vita avremo coltivato solo agli aspetti materiali, sar\u00e0 difficile affrontare nel modo migliore la sofferenza che la malattia comporta e anche la morte, che prima o poi comunque arriver\u00e0 trovandoci impreparati. Il rapporto con la propria dimensione spirituale per\u00f2 non \u00e8 cosa facile da recuperare all\u2019ultimo momento, magari spinti dalla paura. Se non si comincia quando abbiamo ancora tutte le nostre facolt\u00e0, poi sar\u00e0 molto pi\u00f9 difficile. Tutti dovremmo allenarci, almeno dopo essere entrati in quella che viene definita come et\u00e0 matura, a considerare il nostro corpo come una casa che dovremo inevitabilmente abbandonare insieme a tutto quello che abbiamo accumulato nella vita.      <\/p>\n<p>La fede in una divinit\u00e0 compassionevole pu\u00f2 essere di grande aiuto e questo non vale solo per le religioni teiste. Anche nel buddhismo vi sono manifestazioni della compassione, come Tara, o altre connesse alla potenzialit\u00e0 di lunga vita ed esistono specifiche pratiche per riceverne i benefici. L\u2019insegnamento buddhista per\u00f2, e in particolare lo Dzogchen, attraverso le pratiche meditative ci guida soprattutto ad allenare la consapevolezza dell\u2019impermanenza e ci porta a scoprire la vera natura del nostro essere, andando oltre l\u2019aspetto limitato di quel piccolo \u2018io\u2019 con cui ci identifichiamo. Riconoscere questa natura originaria significa uscire dalla condizione di ignoranza da cui derivano le esistenze condizionate e ottenere la definitiva liberazione dalla sofferenza del samsara.   <\/p>\n<p>Quanto al ruolo del medico, la sua attuale formazione credo risenta della moderna percezione dicotomica tra scienza e spiritualit\u00e0. La pratica della medicina contemporanea \u00e8 quasi inconcepibile senza una visione specialistica: questa ha l\u2019indubbio il vantaggio di formare professionisti in grado di potersi aggiornare costantemente sui continui progressi offerti dalla ricerca scientifica. Ha per\u00f2 il limite di prendere in esame aspetti sempre pi\u00f9 limitatati della persona umana, e quello della spiritualit\u00e0 ormai da molto tempo non rientra pi\u00f9 nell\u2019area delle competenze mediche. Purtroppo, e in modo meno giustificabile, sembra non rientrarvi neanche quello psicologico.    <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Fortunatamente qualcosa sembra stia cambiando: il campo dell\u2019etica medica \u00e8 sempre pi\u00f9 sensibile a una visione del benessere globale del malato piuttosto che focalizzarsi solo sul contrasto della malattia come entit\u00e0 a s\u00e9. Sono sorti anche legittimi dubbi sull\u2019opportunit\u00e0 di prolungare la vita ad ogni costo senza considerarne la qualit\u00e0. Non bisogna dimenticare che c\u2019\u00e8 una grande differenza tra un\u2019amorevole assistenza e l\u2019accanimento terapeutico, che spesso copre per il medico il rifiuto di una sconfitta, e a volte \u00e8 accettato dal paziente con l\u2019illusione di evitare l\u2019ineluttabilit\u00e0 della morte.  <\/p>\n<p>A questo punto \u00e8 forse importante chiarire meglio cosa si intende per spiritualit\u00e0. La dimensione della spiritualit\u00e0 \u00e8 legata all\u2019idea di qualcosa che trascende l\u2019aspetto materiale della vita, un tema che va al di l\u00e0 del corpo fisico e di conseguenza molto lontana dal campo di azione della medicina. Ma se il soggetto a cui si rivolge la medicina \u00e8 l\u2019essere umano nella sua interezza e complessit\u00e0, \u00e8 possibile ignorare completamente la rilevanza di questo peculiare aspetto della natura umana nella formazione del medico?  <\/p>\n<p>La spiritualit\u00e0 non va confusa con la religione, a cui per molto tempo \u00e8 stata delegata. Se la condizione umana fosse puramente materica, forse non esisterebbe neanche qualcosa che potremmo definire come una tensione spirituale. Questa per\u00f2 ha caratterizzato la nostra esistenza fin dal primo sorgere di quella che abbiamo definito come coscienza.  <\/p>\n<p>Nelle antiche medicine tradizionali il ruolo del guaritore era assimilato a quello sacerdotale nell\u2019intuitiva percezione che la malattia del corpo coinvolge tutti gli aspetti della persona, incluso la sua condizione psichica e spirituale.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 improponibile pensare a questa somma di ruoli in un\u2019unica figura professionale, per cui di fronte alle gravi patologie nei centri medici pi\u00f9 avanzati si cerca di affiancare al medico la figura dello psicologo per il sostegno emotivo del malato nel suo percorso di cura. Sono state raccolte molte evidenze su come la risposta emozionale possa orientare positivamente o negativamente le prospettive di guarigione, e in questa risposta il ruolo della spiritualit\u00e0 ha un elevato valore. <\/p>\n<p>Se questo \u00e8 vero per chi soffre, \u00e8 anche ragionevole considerare che una formazione spirituale, non necessariamente confessionale, possa essere di sostegno a chi cura e deve affrontare la condizione di chi \u00e8 affetto da una malattia grave o terminale.<\/p>\n<p>Vorrei indicare alcuni punti sui benefici che potrebbero derivarne:<\/p>\n<p>Sviluppare empatia e compassione nel lavoro terapeutico. Queste emozioni da parte del medico sono sempre riconosciute dai pazienti e favoriscono la loro fiducia verso il curante. <\/p>\n<p>Maggiore capacit\u00e0 di comunicazione. Se il medico percepisce realmente il malato come persona con una precisa identit\u00e0 e non solo come un caso clinico su cui intervenire, sapr\u00e0 creare una migliore relazione, offrir\u00e0 un supporto pi\u00f9 efficace e otterr\u00e0 una maggiore adesione alle terapie da parte dei pazienti. <\/p>\n<p>Prevenzione del burnout. Lavorare con pazienti affetti da malattie gravi pu\u00f2 essere emotivamente molto impegnativo per il personale sanitario: una formazione spirituale pu\u00f2 dare sostegno per affrontare questo stress e il rischio di burnout.  <\/p>\n<p>Apertura a un approccio olistico. Integrare la spiritualit\u00e0 nella pratica medica pu\u00f2 favorire un approccio pi\u00f9 olistico, portando a considerare non solo gli aspetti fisici della salute, ma anche quelli psicologici, sociali e spirituali e le differenze culturali dei pazienti, aspetto non secondario in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 multietnica. <\/p>\n<p>In conclusione, se riconosciamo che la spiritualit\u00e0 \u00e8 una componente essenziale di questa umana natura, dovremmo domandarci se sia possibile escluderla da una relazione come quella tra noi e la malattia. La malattia grave o terminale ci pone di fronte ai fragili limiti della nostra condizione e ci spinge ad affrontare quelle domande a cui spesso si evita di dare risposte. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Quanto al medico, \u00e8 vero che il suo compito \u00e8 soprattutto quello di affrontare i problemi del corpo, ma nel suo lavoro incontrer\u00e0 esseri umani in una condizione di particolare fragilit\u00e0 che inevitabilmente lo porranno di fronte alla propria, e ogni mezzo \u00e8 prezioso per sostenere questo reciproco carico.<\/p>\n<p><i>Studente di Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu dal 1977, Gino Vitiello \u00e8 medico e psicoterapeuta a Napoli. \u00c8 istruttore di Yantra Yoga e insegnante di meditazione, nonch\u00e9 autore di diversi articoli e conferenze sulla Medicina Tibetana e sul tema della morte nella tradizione buddhista. <\/i><\/p>\n<p><strong><em>La nostra Comunit\u00e0 Internazionale Dzogchen comprende membri provenienti da diversi ambienti di vita, professioni e interessi. Molti si dedicano al campo della guarigione nei suoi vari aspetti, sia mentale che fisico o spirituale. Invitiamo i guaritori della Comunit\u00e0 a inviarci le loro esperienze, osservazioni e consigli da condividere con i nostri lettori.  <\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando siamo in un buono stato di salute, sembra che sia la condizione \u201cnaturale\u201d dell&#8217;esistenza e lo \u00e8 &#8211; finch\u00e9 dura. 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