{"id":45106,"date":"2023-08-02T15:16:07","date_gmt":"2023-08-02T15:16:07","guid":{"rendered":"https:\/\/melong.online\/il-tibet-di-chogyal-namkhai-norbu-parte-8\/"},"modified":"2023-08-02T15:16:07","modified_gmt":"2023-08-02T15:16:07","slug":"il-tibet-di-chogyal-namkhai-norbu-parte-8","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/melong.online\/it\/il-tibet-di-chogyal-namkhai-norbu-parte-8\/","title":{"rendered":"Il Tibet di Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu \u2013 Parte 8"},"content":{"rendered":"<p><strong><i>Raimondo Bultrini prosegue il racconto dei viaggi e delle esperienze compiute con Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu in Tibet nel 1988.<span class=\"Apple-converted-space\">  <\/span>Sono nel Dege orientale, a Nyaglagar, la residenza di Changchub Dorje, maestro radice di Rinpoche.<\/i><\/strong><\/p>\n<h3><b>La grotta dei Mamo<\/b><\/h3>\n<div id=\"attachment_39680\" style=\"width: 243px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39680\" class=\"size-large wp-image-27861\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/A-thangka-of-Changchub-dorje-233x350.jpg\" alt=\"\" width=\"233\" height=\"350\" data-id=\"27861\"><p id=\"caption-attachment-39680\" class=\"wp-caption-text\">Una thangka che raffigura Changchub Dorje.<\/p><\/div>\n<p>I giorni nel villaggio del maestro di Namkhai Norbu passano veloci. Molta gente viene a visitarci, ma spesso anche noi usciamo a passeggio. In una splendida giornata di sole incamminiamo verso un monastero di monache distrutto da anni. Durante il tragitto fino alle ultime case si forma una gran calca e decine di persone ci seguono in corteo.   <\/p>\n<p>Ci sono anche le monache, tra le quali alcune molto vecchie, costrette a vivere tutte insieme in case piccolissime, mentre avrebbero bisogno di isolamento e concentrazione per mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti da Changchub Dorje.<\/p>\n<p>Lungo la strada la processione dei nostri accompagnatori gira intorno a un <em>chorten<\/em> cantando e danzando avvolta dal fumo di <em>sang<\/em>, poi supera un ponte di legno miracolosamente sospeso sul fiume che scende a valle.<\/p>\n<p>Giunta in alto, tra gole rocciose come canyon, Namkhai Norbu mi indica un luogo di potere, una piccola grotta sacra al Mamo, una tra le pi\u00f9 potenti classi di Yidam protettori. \u201cQui potresti creare qualche buona causa per gli altri esseri\u201d, mi dice Rinpoche. <\/p>\n<p>Mentre il corteo prosegue verso il monastero, entro nell\u2019incavo dove c\u2019\u00e8 spazio soltanto per una persona seduta. Mi sento abbastanza orgoglioso. Come se avessi ricevuto un incarico molto importante, il mio primo incarico \u201cspirituale\u201d in Tibet. \u201cCreare una buona causa\u201d, nel gergo buddhista, significa  <\/p>\n<p>fare una pratica spirituale con l\u2019intenzione di offrire ad altri esseri senzienti l\u2019opportunit\u00e0 di incontrare gli insegnamenti in modo da potersi liberare dal ciclo delle rinascite e quindi dalla sofferenza. Ma davvero la mia pratica pu\u00f2 aiutare qualcun altro, addirittura esseri che nemmeno conosco? <\/p>\n<p>Non so perch\u00e9, per\u00f2 sento che potrebbe essere cos\u00ec. Credo di essere stato \u201ciniziato\u201d a un sentiero che porta verso un\u2019unica direzione, a realizzare la mia vera condizione e natura. \u201cIniziare\u201d significa proprio cominciare. E da quando ho cominciato questo sentiero ho come la sensazione di mille occhi e mille orecchie che mi osservano e ascoltano. Particolarmente qui, tra queste grotte attraverso le quali anche le montagne sembrano vedere e sentire.   <\/p>\n<p>La mia meditazione \u00e8 un\u2019offerta a queste entit\u00e0 attraverso i sacri suoni dei mantra e i mudra trasmessi da secoli per comunicare in una specie di esperanto multidimensionale, in grado di essere compreso anche dai puri spiriti. Ma ecco come al solito i pensieri, a disturbare e innervosirmi. <\/p>\n<p>L\u2019orgoglio: essere qui, stimato come discepolo di Rinpoche, circondato da affetto e attenzione, corrisponde a un preciso disegno, a una predestinazione? E\u2019 questa terra a ispirare un significato superiore a ogni evento della vita. Ogni privilegio diventa ai miei occhi l\u2019espressione di un merito acquisito.  <\/p>\n<p>L\u2019ignoranza: se davvero cos\u00ec fosse, perch\u00e9 dentro questa grotta ti senti confuso e impotente? Che cosa stai facendo qui? Recito i mantra automaticamente, la mente segue i pensieri, non sono concentrato con tutti i miei sensi sull\u2019essenza di ci\u00f2 che sto facendo e tutto perde valore.   <\/p>\n<p>Sono costretto a uscire dalla grotta e i pensieri mi accompagnano, ma ora c\u2019\u00e8 la distrazione del paesaggio che si apre davanti agli occhi. Il fiume solca la valle tra due gole ampie di monti che degradano verso l\u2019orizzonte, e il villaggio termina con piccole coltivazioni su terrazze. Le rocce, rosse come un tramonto, sembrano scolpite per alimentare la fantasia popolare, che anche qui, come Galen, vi vede sembianze di cavallo.  <\/p>\n<p>Passeggio insieme al maestro e ai nipoti di Changchub Dorje vicino ai grandi chorten bianchi del villaggio. Qualcuno si avvicina per una benedizione, altri si limitano a sorridere abbassando il capo con le mani giunte davanti al viso, altri ancora mostrano la lingua secondo l\u2019usanza antica sopravvissuta \u2013 a quanto pare \u2013 dall\u2019era di passaggio tra buddhismo e bon. Succedeva infatti \u2013 raccontano \u2013 che i seguaci del bon, nelle fasi dure della persecuzione religiosa, venissero riconosciuti dal palato annerito per via del continuo recitare preghiere e mantra. Bon vuol dire \u201crecitare\u201d, e i fedeli pi\u00f9 osservanti non facevano altro dalla mattina alla sera. Cos\u00ec, per dimostrare la propria estraneit\u00e0 alle pratiche dell\u2019antica religione sciamanica, si esibiva la lingua a funzionari e dignitari.     <\/p>\n<h3><b>I simboli del lama<\/b><span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/h3>\n<p>Gi\u00e0 prima della morte Changchub Dorje era considerato una specie di santo. Ma dopo che ebbe lasciato il suo corpo, nel preciso istante in cui mor\u00ec insieme alla sua seconda moglie, il maestro di Nyaglagar venne, come diremmo in Occidente, beatificato. I dipinti lo ritraggono quindi nelle vesti simboliche di tutte le divinit\u00e0 del pantheon buddhista, con gli oggetti rituali, le aureole, nelle movenze delle pratiche tantriche, dove ogni gesto ha un significato preciso per gli iniziati al segreti della pratica.  <\/p>\n<p>Un gruppo di <em>thangka<\/em> \u00e8 ancora da colorare, ma molte sono gi\u00e0 complete, con toni variopinti e luminosi. In generale questa dipinti non ritraggono soltanto una figura. Si tratta sempre di mandala, rappresentazioni che corrispondono a un contesto nello stesso tempo particolare e universale. Il disegno rappresenta sempre l\u2019individuo al centro della condizione relativa di esistenza. Intorno alla divinit\u00e0, al realizzato, allo Yidam o protettore ruotano quindi figure significative, che appartengono alla stessa classe, famiglia, o che rappresentano diverse manifestazioni dell\u2019essere, pacifiche e terrifiche, gioiose o irate, sedute o danzanti, ferme o in movimento. La prospettiva \u00e8 sempre frontale, e le figure minori sono disposte a corona intorno a quella principale, ne esaltano l\u2019importanza.     <\/p>\n<p>Changchub Dorje \u00e8 raffigurato in ogni possibile modo, circondato dai figli, praticanti anche loro e principali discepoli del lama, dai suoi maestri, dai suoi contemporanei famosi, e naturalmente dalle divinit\u00e0. In tutto ho contato almeno un centinaio di <em>thangka<\/em> dedicate al maestro, e non meno numerosi sono gli oggetti rituali e le reliquie pi\u00f9 importanti accuratamente conservate. <\/p>\n<p>Insieme a \u201cmala\u201d di ogni grandezza, a contenitori per le medicine, pietre, abiti, e ogni altra cosa con cui avesse avuto contatto, persino gli occhiali, sono conservati il dorje e il <em>phurpa<\/em>, gli oggetti rituali con i quali \u00e8 pi\u00f9 frequentemente rappresentato nei disegni esoterici, a illustrare le sue principali realizzazioni.<\/p>\n<p>Il <em>dorje<\/em> rappresenta il principio maschile, lo scettro simbolico del potere di un regno che non decliner\u00e0 mai, la forza indistruttibile dell\u2019energia primordiale che \u2013 come un fulmine \u2013 attraversa lo spazio e il tempo. La sua parte superiore e quella inferiore sono identiche, generalmente con cinque raggi e punte: un lato simboleggia la visione samsarica di sofferenza, l\u2019altro la visione nirvanica di felicit\u00e0. Significa anche spirito e materia, verit\u00e0 assoluta e relativa, ma il valore supremo riferito al <em>dorje<\/em> \u00e8 quello della immutabilit\u00e0 della perfetta condizione originaria, a prescindere dal cambiamenti delle circostanze nel tempo.  <\/p>\n<p>Al centro dei dieci raggi corrispondenti da una parte alle cinque passioni e dall\u2019altra alle corrispettive saggezze sta una sfera di cinque colori chiamata in tibetano <em>thigle<\/em>. Da qui partono le visioni e qui si manifestano: \u00e8 l\u2019energia primordiale che tutto muove, eternamente. <\/p>\n<p>E\u2019 questo, sicuramente, l\u2019oggetto rituale pi\u00f9 importante dell\u2019esoterismo tantrico tibetano. Ha lo stesso significato dell\u2019antichissimo simbolo B\u00f6n della svastika, presente in molte altre culture religiose e svilito dal vergognoso sfruttamento che ne ha fatto il regime nazista. <\/p>\n<p>Il <em>phurpa<\/em> \u00e8 un coltello a forma di cuneo con quattro lati. Affonda alle radici dell\u2019attaccamento degli uomini e arriva al centro dell\u2019obiettivo muovendo da tutte le direzioni cardinali. Cosi, con il <em>dorje<\/em> sulla destra e il <em>phurpa<\/em> nella sinistra, Changchub Dorje rappresenta la realizzazione di un insegnamento giunto a lui immutato attraverso i millenni.  <\/p>\n<p>Tra gli oggetti conservati c\u2019\u00e8 anche un <em>damaru<\/em>, il piccolo tamburo rituale a due facce munito di fili alle cui estremit\u00e0 si trovano le palline che percuotono la pelle: il suonatore fa ruotare il polso per dare il ritmo. Sonorit\u00e0 e dimensioni del <em>damaru<\/em> variano a seconda del tipo di pratica. Il <em>damaru<\/em> pi\u00f9 usato da Changchub Dorje \u00e8 specifico per il Ch\u00f6d, una delle pratiche pi\u00f9 segrete e interessanti del buddhismo tibetano, divulgata da una maestra vissuta in epoca relativamente recente, Machig Labdr\u00f6n.  <\/p>\n<p>Esistono molti tipi di pratica del Ch\u00f6d, ma il principio \u00e8 per tutti lo stesso, cioe di \u201ctagliare\u201d, come dice la stessa parola tibetana, di recidere alla radice ogni attaccamento, a cominciare da quello verso se stessi, alla propria persona.<\/p>\n<p>Con questa intenzione il<span class=\"Apple-converted-space\">  <\/span>praticante del Ch\u00f6d offre in pasto il suo corpo fisico, la sua mente, ogni sensazione, energia, tutto ci\u00f2 che possiede a spiriti e divinit\u00e0. Per invitarli al macabro banchetto usa <em>damaru<\/em> e trombette ricavate da ossa di animali. Poi utilizza visualizzazioni e mantra in grado di comunicare a questi esseri la sua intenzione e di \u201cautenticare\u201d, di rendere sacro, il proprio sacrificio. Come Buddha offr\u00ec il suo corpo in pasto alle tigri per alleviare la loro fame, cos\u00ec il <i>ch\u00f6dpa<\/i> mette a disposizione interamente se stesso per il beneficio di tutti gli esseri.   <\/p>\n<p>E\u2019 una pratica che richiede molta concentrazione e che sviluppa il massimo delle sue potenzialit\u00e0 in luoghi particolari, come i cimiteri tibetanl, dove i cadaveri vengono lasciati allo scoperto e abbandonati in pasto agli avvoltoi.<\/p>\n<p>Tutto avviene naturalmente nella visione del <em>ch\u00f6dpa<\/em> mentre \u2013 tranquillamente seduto \u2013 invita spiriti e divinit\u00e0 con i suoni degli strumenti rituali. Sempre nell\u2019immaginazione intorno al suo corpo inizia una danza di mostruose figure fameliche e come se non bastasse la pratica si dovrebbe svolgere idealmente nei cimiteri, in modo da creare le pi\u00f9 forti sensazioni possibili. Si segue cos\u00ec il principio tantrico che affida a ogni movimento \u2013 sia fisico che psichico o emotivo \u2013 una particolare produzione di energia. Questa energia \u00e8 il combustibile per raggiungere livelli sempre superiori di esperienza.   <\/p>\n<p>Vincere la paura della morte, evocandola con gran fracasso di tamburi e campanelli nel bel mezzo di un cimitero, e un sistema sicuramente originale ma difficilmente applicabile in Occidente.<\/p>\n<h3><b>L\u2019unione yab yum<\/b><\/h3>\n<p>Sono molti gli insegnamenti di cui vengo a conoscenza direttamente o indirettamente, soprattutto qui a Nyaglagar, perch\u00e9 \u00e8 come trovarsi un po\u2019 alla sorgente delle conoscenze trasmesse da Namkhai Norbu in Occidente attraverso seminari, libri, ritiri spirituali. Lo stesso maestro sembra ritrovare l\u2019antico entusiasmo del discepolo nella lettura del testi che gli eredi di Changchub Dorje gli offrono, tirandoli fuori qua e l\u00e0, dalle loro case, dalla biblioteca del tempio. <\/p>\n<p>Tra questi c\u2019\u00e8 un piccolo libretto con la copertina rossa, l\u2019ultimo scritto prima della sua morte. Si chiama \u201cAutoliberazione attraverso le sensazioni\u201d, ed \u00e8 interamente dedicato alle pratiche sessuali legate al controllo dell\u2019energia psicofisica. Namkhai Norbu dice che \u00e8 molto interessante, e io sono naturalmente incuriosito, ma devo accontentarmi di sapere che un giorno, forse, sar\u00e0 tradotto. Il titolo richiama il tipo di insegnamento al quale si referisce il testo. Il principio dell\u2019autoliberazione \u00e8 Dzogchen, lo stato naturale dell\u2019individuo. Non essendo di per se un metodo, si serve di tutti i metodi.     <\/p>\n<p>Quello indicato da Changchub Dorje nel libretto rosso, prima di lasciare questo mondo, si riferisce al sesso, quindi tra i pi\u00f9 piacevoli da mettere in pratica (anche se ovviamente il sesso e qui visto solo come uno strumento di realizzazione spirituale). Si tratta con tutta probabilit\u00e0 di tecniche per integrare la forte energia messa in movimento con l\u2019atto sessuale nello stato di contemplazione. <\/p>\n<p>E\u2019 una caratteristica di molte religioni e filosofie orientali quella di utilizzare questi metodi per raggiungere livelli superiori di conoscenza. Ma molti sentono parlare di Tao del sesso, ad esempio, e pensano che occorre trattenere il seme inibendo l\u2019orgasmo. Qualcuno magari cerca con grande leggerezza, dopo aver sfogliato un libro sull\u2019argomento, di mettere in pratica ci\u00f2 che ha letto, rischiando cos\u00ec di crearsi seri problemi.  <\/p>\n<p>Rinpoche mi spiega che, \u201cSolo anni e anni, di pratica, con un partner affiatato e sotto la guida di un maestro esperto, si puo dominare e concentrare il flusso delle sensaziona nel giusto modo\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019integrazione nello stato naturale avviene infatti attraverso canali sottili di energia che il praticante deve imparare a riconoscere, istruito e guidato. Il fine non \u00e8 l\u2019appagamento fisico, ma la realizzazione della cosiddetta unione di chiarezza e vacuit\u00e0. E\u2019 questo il riconoscimento dello stato naturale di ogni individuo.  <\/p>\n<p>L\u2019atto sessuale tra uomo e donna viene anche presentato come unione (<em>yab yum<\/em>) del principio maschile, il metodo, con quello femminile, l\u2019energia. Il metodo, da solo, non pu\u00f2 portare ad alcuna realizzazione, e cos\u00ec l\u2019energia. <\/p>\n<p>Molte figure <em>yab yum<\/em> pacifiche e anche terrifiche affrescano le pareta del tempio di Nyaglagar, a indicare la natura divina di queste pratiche di cui gli uomini hanno perso la conoscenza.<\/p>\n<p>Tutte le immagini di maestri e Yidam della tradizione figurativa tibetana offrono un\u2019interpretazione visionaria che trascende il solo livello artistico, la rigida ripetizione di forme e gesti. Il tempio \u00e8 quasi sempre vuoto, e cosa ci rechiamo l\u00e0 spesso insieme a Namkhai Norbu cercando la luce giusta per fotografare i grandi dipinti che riempiono ogni angolo di parete, tutti realizzati durante la vita di Changchub Dorje sulla base delle sue esperienze e visioni. <\/p>\n<div id=\"attachment_39681\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39681\" class=\"wp-image-27862 size-full\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Images-from-the-temple-at-Changchub-Dorjes-village-e1690988798579.jpg\" alt=\"Tibet Norbu parte 8\" width=\"700\" height=\"462\" data-id=\"27862\"><p id=\"caption-attachment-39681\" class=\"wp-caption-text\">Immagini nel tempio presso il villaggio di Changchub Dorje.<\/p><\/div>\n<p>Un giorno finalmente scopriamo l\u2019ora giusta per le riprese, quando il sole batte trasversalmente dall\u2019apertura superiore illuminando i muri ricchi di colori. Pi\u00f9 di tutte colpisce la pittura di <span class=\"Apple-converted-space\">  <\/span>Ekajati. Il suo corpo e nero e sinuoso, con le braccia tese e l\u2019unico occhio splendente al centro della fronte. Grande quasi come un uomo, la figura \u00e8 avvolta dalle fiamme e l\u2019insieme manifesta  <span class=\"Apple-converted-space\">  <\/span>una vitalit\u00e0 sorprendente.<\/p>\n<p>Guardando questa immagine, tutto il resto sembra entrare in movimento, come una lenta, emozionante danza di mostri proiettata sulle pareti da un\u2019invisibile telecamera. La luce del sole offuscata dalle nuvole va e viene dal soffitto come i fari psichedelici di un locale notturno, ma senza <span class=\"Apple-converted-space\">  <\/span>alcuna musica, senza rumore.<\/p>\n<p>Molto pi\u00f9 inquietanti sono gli affreschi del piccolo tempio dedicato alle divinit\u00e0 terrifiche, dove le figure dipinte in oro risaltano sullo sfondo nero e sembrano uscire da un incubo. Entro per la prima volta con un gruppo di bambini che indicano l\u2019ingresso, una porta piccolissima dove bisogna abbassarsi per passare, e mi invitano a sedere sul cuscino davanti al leggio e al piccolo altare, come fossero loro i padroni di casa. <\/p>\n<p>Mi guardo un po\u2019 attorno, e presto entra uno dei vecchi monaci che fu discepolo di Changchub Dorje. E\u2019 l\u2019ora del rito delle divinit\u00e0 guardiane raffigurate cos\u00ec intensamente su questi muri il monaco mi invita a restare. <\/p>\n<p>Mi chiede se voglio accompagnarlo usando il tamburo, mentre lui recita il rito suonando il campanello, altro simbolo dell\u2019energia nello stato primordiale. Il tamburo e molto grande, viene percosso con un femore provocando un suono basso e profondo, sicuramente quello che sentiamo tutte le notti. <\/p>\n<p>Sono presto costretto a interrompere i miei tentativi di indovinare il ritmo, perch\u00e9 \u2013 senza comprendere la lingua e momenti di piu intensa invocazione \u2013 finisco con il drammatizzare o enfatizzare nel momento sbagliato, e batto magari fiaccamente sul tamburo quando il testo prevede l\u2019ingresso e l\u2019intervento degli spiriti invocati.<\/p>\n<p>Molte pratiche religiose somigliano ai rituali sciamanici, perch\u00e9 ne sono senza alcun dubbio figlie. La ricerca del rapporto con il mondo dello spirito nasce da un\u2019esigenza forte e profondamente umana di capire, al di l\u00e0 dell\u2019apparenza. Per i tibetani il dialogo con quelle entita che non vediamo materialmente ma che sono in contatto con noi nelle mille forme visibili e invisibili, deve avere un suo linguaggio, i suoi codici d\u2019accesso nella natura stessa.  <\/p>\n<p>Se un cane vuole comunicare con noi, usa particolari forme d\u2019espressione. Cos\u00ec noi utilizziamo parole, gesti, disegni e \u2013 soprattutto \u2013 la mente, sia per trasmettere che per ricevere messaggi. I mantra, le invocazioni, i riti, sono frutto dell\u2019esperienza antica di molti uomini che prima di noi hanno sentito la stessa esigenza di comunicazione. E che ingiustamente o superficialmente sono stati giudicati per molti anni stregoni, o sciamani in senso dispregiativo, sia dagli occidentali che dagli stessi buddhisti.  <\/p>\n<p>In epoche ormai remote, questo \u00e8 vero, con grande ignoranza e scarsa considerazione della vita in molte parti del mondo \u2013 Tibet compreso \u2013 si compivano sacrifici animali e umani (e ancora oggi, per fortuna raramente, in qualche angolo del mondo se ne compiono). Ma poi si \u00e8 pensato che gli stessi risultati, per ottenere il favore del cielo, potevano essere raggiunti usando simbolicamente immagini, statue, come ha insegnato Shenrab Miwoche, riformatore del B\u00f6n tibetano. <\/p>\n<p>Proseguendo nel cammino della conoscenza, lentamente, l\u2019umanit\u00e0 potrebbe scoprire che non serve nessun canto, nessuna preghiera, ma un reale stato di contemplazione per ottenere la pace con gli esseri di tutte le dimensioni.<\/p>\n<p><em>Continua su The Mirror<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/melong.online\/chogyal-namkhai-norbu-in-chengdu-in-1988\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Parte 1<\/a> \u2013 Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu a Chengdu<br \/>\n<a href=\"https:\/\/it.melong.com\/il-tibet-di-chogyal-namkhai-norbu-parte-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Parte 2 <\/a> \u2013 Background dei viaggi in Tibet<br \/>\n<a href=\"https:\/\/it.melong.com\/il-tibet-di-chogyal-namkhai-norbu-parte-3\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Parte 3 <\/a> \u2013 Verso Derghe<br \/>\n<a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/tibet-chogyal-namkhai-norbu-parte-4\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Read Part 4<\/a> From Galenteen to Gheug, the master&#8217;s birthplace<br \/>\n<a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/il-tibet-di-chogyal-namkhai-norbu-parte-5\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Parte 5<\/a> \u2013 Sulla strada per Nyaglagar<br \/>\n<a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/il-tibet-di-chogyal-namkhai-norbu-parte-6\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Read Part 6<\/a> The Master&#8217;s Master<br \/>\n<a href=\"https:\/\/it.melong.com\/il-tibet-di-chogyal-namkhai-norbu-parte-7\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Parte 7<\/a> \u2013 Aspettando il miracolo<br \/>\n<a href=\"https:\/\/melong.online\/chogyal-namkhai-norbu-tibet-1988\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Video di Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu in Tibet 1988<\/a><\/p>\n<p><em>Immagine: Il damaru che apparteneva a Changchub Dorje.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Raimondo Bultrini continua a raccontare i suoi viaggi con Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu nel 1988, a Nyaglagar, residenza del maestro radice di Rinpoche, Changchub Dorje.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":39682,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","_searchwp_excluded":"","footnotes":""},"categories":[1545],"tags":[1883,1634,1842,1824,1843],"class_list":["post-45106","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dal-passato","tag-1988-it","tag-chnn-it","tag-raimondo-bultrini-it","tag-tibet-it","tag-viaggio-in-tibet","et-has-post-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45106","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=45106"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45106\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39682"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=45106"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=45106"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=45106"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}