{"id":58602,"date":"2022-10-24T07:54:53","date_gmt":"2022-10-24T07:54:53","guid":{"rendered":"https:\/\/melong.online\/an-atlas-of-the-tibetan-plateau\/"},"modified":"2022-10-24T07:54:53","modified_gmt":"2022-10-24T07:54:53","slug":"an-atlas-of-the-tibetan-plateau","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/melong.online\/it\/an-atlas-of-the-tibetan-plateau\/","title":{"rendered":"\u2018An Atlas of the Tibetan Plateau\u2019"},"content":{"rendered":"<h3>di Michael Farmer<\/h3>\n<h3>Brill, Leiden, Boston, 2022<br \/>\nHardbound, 393 pagine<\/h3>\n<h3>Recensione di Giorgio Dallorto<\/h3>\n<p>Dopo la pubblicazione di <em>A Historical Atlas of Tibet <\/em> di Ryavec, avevo pensato che l\u2019ultima parola sulla cartografia storica del Tibet fosse stata sicuramente scritta: mi sbagliavo! L\u2019impegno di scrivere un altro lavoro dedicato allo stato attuale dell\u2019altopiano tibetano con ulteriori ricerche e costruzione di database \u00e8 stato adempiuto dall\u2019architetto e cartografo Michael Farmer, che da molti anni si occupa di cultura tibetana. Con questo <em>magnum opus<\/em><i>,<\/i> che ha richiesto decenni per essere completato, ha redatto un\u2019opera di riferimento essenziale, accolta calorosamente da studiosi e studenti interessati a conoscere il Tibet contemporaneo, nonch\u00e9 da praticanti spirituali che desiderano seguire le orme dei grandi maestri del passato lungo i molti luoghi di pellegrinaggio che esistono ancora oggi in Tibet.  <\/p>\n<p>Michael \u00e8 sempre stato affascinato dalle mappe e dalle zone dell\u2019Himalaya, dell\u2019India settentrionale e dell\u2019Asia in generale, forse a causa del fatto che molti dei suoi parenti sono nati all\u2019ombra dell\u2019Himalaya. Poco pi\u00f9 che ventenne intraprende un lungo viaggio attraverso l\u2019India e il Nepal e rimane cos\u00ec affascinato da queste zone e dalle persone che le abitano. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Le sue mappe sono apparse in molte pubblicazioni famose, tra cui la famosa <em>The Nyingma School of Tibetan Buddhism<\/em> (Wisdom, 1991) di Dudjom Rinpoche e la guida <em>Tibet Handbook<\/em> (Footprint, 1996). Di recente ha anche creato un\u2019esclusiva <em>Mappa tridimensionale del Tibet<\/em> generata al computer per il MACO (Museo dell\u2019Arte e della Cultura Orientale di Arcidosso, Italia). <\/p>\n<p><i>An<\/i> <em><a href=\"https:\/\/brill.com\/view\/title\/59936?rskey=rfzQjH&amp;result=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Atlas of the Tibetan Plateau<\/a><\/em> presenta 120 mappe a colori e numerose immagini satellitari che ritraggono tutto, dagli insediamenti pi\u00f9 recenti a ci\u00f2 che resta di monumenti ed edifici storici pi\u00f9 antichi, e testimoniano il notevole sforzo che i tibetani hanno portato nella ricostruzione del loro patrimonio religioso. Utilizzando ampie immagini satellitari, l\u2019autore ha identificato e posizionato pi\u00f9 di 2000 luoghi religiosi pi\u00f9 quasi 2000 insediamenti denominati sia in tibetano che in cinese, ove possibile.  <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Questo bellissimo atlante contemporaneo del Tibet contiene un\u2019introduzione che descrive in dettaglio tutte le caratteristiche tecniche utilizzate dall\u2019autore per mappare l\u2019intero altopiano a partire dai territori estremi occidentali fino ai territori nord-orientali confinanti con il Gansu, Sichuan e lo Yunnan. Il sistema informativo geografico (QGIS) ha consentito all\u2019autore di aggiungere un\u2019enorme quantit\u00e0 di diversi tipi di dati attraverso la digitalizzazione e il calcolo. Ogni luogo \u00e8 stato posizionato utilizzando le immagini satellitari. Google Earth e altre fonti sono state utilizzate per fornire le illustrazioni e l\u2019aggiornamento geografico della posizione.   <\/p>\n<p>Per quanto riguarda la lingua usata per i nomi dei luoghi, l\u2019autore ha fatto grandi sforzi per rendere i toponimi tibetani e il loro equivalente cinese accessibili ai non tibetani, usando una semplice trascrizione romanizzata per la <br \/> <span class=\"Apple-converted-space\">  <\/span>pronuncia dei toponimi tibetani, insieme ai nomi pinyin, sulle mappe.<\/p>\n<p>Dopo una breve descrizione della crescita e dello sviluppo urbano negli ultimi anni, il libro descrive tutti gli aspetti di questa trasformazione con foto eccezionali di edilizia rurale e religiosa. Infine c\u2019\u00e8 una descrizione dello sviluppo del sistema ferroviario, compreso il collegamento ferroviario Lhasa-Chengdu attraverso la valle di Tsanpo fino alla contea di Nang e il progetto ferroviario da Zhigatse a Kathmandu. <\/p>\n<p>In diverse mappe il lettore pu\u00f2 anche scoprire il gran numero di aeroporti che sono stati costruiti nell\u2019Altopiano; al momento ci sono circa 20 nuovi aeroporti d\u2019alta quota, il pi\u00f9 alto \u00e8 l\u2019aeroporto di Daocheng Yading a 4.411 m. nella contea di Dabpa (vedi mappa 51). <\/p>\n<p>La sezione scritta del libro \u00e8 di grande interesse per i tibetologi e per coloro che in generale sono interessati alla cultura e alla storia del Tibet, descrivendo la Classificazione e lo Sviluppo dei Gonpa. Si inizia con un glossario che spiega l\u2019etimologia e il significato delle parole tibetane (cio\u00e8 gonpa, \u201cluogo solitario\u201d \u2013 un monastero di qualsiasi dimensione), per poi elencare i monasteri, identificati da simboli e colori che rappresentano i loro lignaggi quando sono noti (vedi anche mappe 111-114). <\/p>\n<p>I gonpa sono stati anche simboleggiati in grafici in base alle loro dimensioni, dai grandi monasteri di insegnamento alle piccole comunit\u00e0 monastiche. I numerosi gonpa sono mostrati qui in diverse foto in successione temporale che rivelano la loro crescita negli ultimi anni. La popolazione di questi gonpa molto grandi \u00e8 cresciuta a un ritmo straordinario, ad esempio la popolazione di Larung Gar ha raggiunto i 40.000 abitanti.  <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>L&#8217;introduzione contiene 51 foto aeree in diverse scale, principalmente riferite alla data e al numero di riferimento della mappa corrispondente. Non solo i Gonpa, ma anche i Chorten e i Mani Khorlos sono mostrati e, ove possibile, in anni diversi. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Il cuore del libro \u00e8 costituito dall&#8217;atlante vero e proprio, che contiene 108 carte in diverse scale. A questo auspicabile numero di mappe, l&#8217;autore ha aggiunto: <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>&#8211; due diverse mappe che mostrano la densit\u00e0 di popolazione (2010) nel Tibet occidentale e orientale in scala 1:6.000.000 (mappe 109-110);<span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<ul>\n<li>due mappe che rappresentano il numero di Gonpa per contea nel Tibet occidentale e orientale in scala 1:6.000.000 (mappe 111-112);<\/li>\n<li>due mappe che rappresentano la distribuzione dei diversi lignaggi: Nyingmapa, Sakyapa, Kagyupa e cos\u00ec via in scala 1:6.000.000 (carte 113-114);<\/li>\n<li>due carte che rappresentano il clima secondo la classificazione di K\u00f6ppen dell&#8217;Altopiano con i principali fiumi e laghi in scala 1:6.000.000 (carte 115-116);<\/li>\n<li>quattro mappe satellitari a colori che mostrano le principali caratteristiche fisiche dell&#8217;Altopiano, a nord-ovest, nord-est, sud-ovest e sud-est del Tibet, indicando anche il territorio politicamente conteso con strisce diagonali 1:4.800.000 (carte 117-120).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Dopo le mappe nella parte centrale del libro, la seconda parte contiene gli Indici:<\/p>\n<ul>\n<li>\u2013 una pagina di codici funzione dell\u2019indice;<\/li>\n<li>\u2013 un indice di otto pagine di aree amministrative in caratteri traslitterati tibetani e caratteri <em>uchen<\/em> tibetani;<\/li>\n<li>\u2013 altre otto pagine con lo stesso indice delle aree amministrative in Pinyin con i corrispondenti caratteri in caratteri cinesi;<\/li>\n<li>\u2013 la parte finale e pi\u00f9 ricca del libro, di circa 220 pagine, \u00e8<span class=\"Apple-converted-space\">  <\/span>un completo indice dei toponimi. Il primo indice di 100 pagine elenca in ordine alfabetico i nomi nella traslitterazione tibetana, seguiti dai caratteri <em>uchen<\/em> tibetani equivalenti, quindi Pinyin, Hanzi, Codice Caratteristica, Contea, Prefettura, Provincia, con il numero della mappa e la posizione geografica di ciascun luogo e, quando \u00e8 noto, il rispettivo lignaggio spirituale. L\u2019indice della seconda met\u00e0 delle pagine contiene le stesse informazioni ma elencate in ordine alfabetico secondo la traslitterazione Pinyin.   <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Questa pubblicazione \u00e8 il frutto di una vita di studio e ricerca. Ringrazio Michael per il suo impegno in questo lavoro per il quale la casa editrice ha prodotto un volume che \u00e8 elegante, moderno e, soprattutto, utile per tutti coloro che sia nel presente si recheranno nella terra sacra del Tibet che nel futuro. Un\u2019opera di riferimento importante e imprescindibile per studiosi, viaggiatori e pellegrini.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorgio Dallorto recensisce l&#8217;opera magna del cartografo Michael Farmer, frutto di una vita di studi e ricerche, recentemente pubblicata da Brill. <\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":39212,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","_searchwp_excluded":"","footnotes":""},"categories":[1531],"tags":[2140,2141,2142,1807],"class_list":["post-58602","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-giorgio-dallorto-it","tag-michael-farmer-it","tag-ottobre-2022","tag-recensione-di-libro","et-has-post-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58602","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=58602"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58602\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39212"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=58602"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=58602"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=58602"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}