{"id":58612,"date":"2022-10-11T00:20:15","date_gmt":"2022-10-11T00:20:15","guid":{"rendered":"https:\/\/melong.online\/scoprire-la-potenzialita-dello-specchio\/"},"modified":"2022-10-11T00:20:15","modified_gmt":"2022-10-11T00:20:15","slug":"scoprire-la-potenzialita-dello-specchio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/melong.online\/it\/scoprire-la-potenzialita-dello-specchio\/","title":{"rendered":"Scoprire la potenzialit\u00e0 dello Specchio"},"content":{"rendered":"<p><strong>Un estratto dal discorso che <a href=\"https:\/\/melong.online\/how-i-met-chogyal-namkhai-norbu-steven-landsberg\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Steven Landsberg<\/a> ha tenuto il 2 luglio 2022 a Lekdanling, Londra, UK<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo tre porte \u2013 corpo, voce e mente \u2013 e per poterci rilassare profondamente dobbiamo osservare l\u2019interdipendenza di queste tre porte. A volte pu\u00f2 essere che rilassando la mente attraverso vari tipi di concentrazione, il corpo risponda e cos\u00ec anche la nostra energia. A volte possiamo concentrarci maggiormente sull\u2019aspetto energetico come il nostro respiro. Facciamo un po\u2019 di yantra, per esempio, e scopriamo che attraverso lo stretching fatto in determinati modi, concentrandoci sulla respirazione, anche la mente \u00e8 naturalmente controllata. Se la mente \u00e8 pesantemente gravata da molta tensione e improvvisamente sentiamo che la nostra energia non \u00e8 troppo fluida, allora il corpo pu\u00f2 essere soggetto a vari problemi.    <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Indipendentemente da quale metodo utilizziamo per rilassarci, da qualunque cosa applichiamo, dobbiamo avere una presenza molto precisa. Spesso Rinpoche ci parlava di certi tipi di esercizi da fare come passare un po\u2019 di tempo osservando noi stessi. Quando prendiamo un t\u00e8, ricordiamo a noi stessi che stiamo preparando un t\u00e8, o quando rispondiamo al telefono, siamo consapevoli e ricordiamo a noi stessi quello che stiamo facendo. Questo \u00e8 solo un metodo per allenarci ad essere pi\u00f9 consapevoli di ci\u00f2 che stiamo facendo perch\u00e9 a volte il corpo fa una cosa mentre la mente viaggia in una direzione completamente diversa. Quindi \u00e8 molto facile distrarsi e possono succedere molte cose.    <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Gi\u00e0 ieri abbiamo parlato di come Rinpoche applicasse la presenza e la consapevolezza. Vediamo che quei due punti sono come due pilastri su cui si pu\u00f2 aprire la porta della mente come una sorta di possibilit\u00e0 all\u2019illuminazione, anche se parliamo da un punto di vista molto laico. Se non abbiamo presenza e consapevolezza \u00e8 molto difficile provare soddisfazione e trovare uno scopo significativo di qualunque cosa stiamo facendo. In ogni caso, stiamo praticando all\u2019interno di un percorso spirituale. Non esiste metodo che non richieda presenza e consapevolezza.    <\/p>\n<p>Ripassiamo brevemente quello che abbiamo fatto questa mattina. Invece di avere una conclusione astratta sul passare del tempo, cerchiamo di essere dentro il tempo. Non stiamo guardando l\u2019orologio e non vediamo il movimento della lancetta dei secondi. Per fare ci\u00f2, osserviamo come il pensiero si manifesta sempre nel tempo, quindi se rilassiamo la nostra presenza sul primo pensiero che sorge e siamo presenti in quel pensiero significa essere presenti nel tempo. Quindi avvertiamo questo flusso continuo ma non ci facciamo distrarre o strappare dal contenuto del pensiero. Se lo facciamo davvero bene allora cominciamo a sentire che niente \u00e8 molto concreto, niente \u00e8 veramente solido, eppure allo stesso tempo tutto si muove.     <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>[Breve meditazione]<span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Penso che tu possa arrivarci con la pratica, questo diventa un punto di riferimento particolare nella nostra pratica, avendo un posto particolare su cui concentrarci e porre la nostra attenzione, una specie di contesto. Questo \u00e8 ci\u00f2 che significa avere un punto di riferimento, necessario quando ci confondiamo o non sappiamo esattamente cosa stiamo facendo. Ricordiamo le istruzioni e proviamo ad applicarle. Questa non \u00e8 precisamente contemplazione, ma c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 che ogni volta che applichiamo una pratica focalizzata che possa ampliarsi e aprirsi alla contemplazione. Ci\u00f2 significa che rilassiamo la nostra attenzione, seguendo le indicazioni particolari delle istruzioni, e ci apriamo a tutte le possibilit\u00e0, cio\u00e9 a tutto lo spazio. Non abbiamo necessariamente bisogno di mantenere la nostra concentrazione sul pensiero iniziale che sta sorgendo, che si manifesta come punto di partenza. Non siamo distratti nemmeno da pensieri estranei che potrebbero emergere. Guardiamo lo spazio davanti e poi lo spazio dietro e poi ci rilassiamo tra quei due spazi. Non possiamo separare questi due spazi. E poi guardiamo indietro, alla mente che si sta concentrando. Questo \u00e8 un modo per indicarci quello che non pu\u00f2 essere scoperto,          <span class=\"Apple-converted-space\">  <\/span>quella minima separazione o differenza tra colui che si sta oasservando e lo spazio di fronte, o colui che si sta concentrando e il pensiero che sta sorgendo.<span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Di tanto in tanto ci chiediamo qual \u00e8 l\u2019intervallo o lo spazio o il divario tra la mente che guarda e il pensiero che sorge, tutte le apparenze che si manifestano e chi le guarda. E quando ci riusciamo, pi\u00f9 o meno bene, i pensieri non disturbano pi\u00f9. E quando i pensieri ricominciano a sorgere, come sicuramente accade, ci\u00f2 che continuiamo a riconoscere \u00e8 che c\u2019\u00e8 lo spazio, e quindi tutto ci\u00f2 che \u00e8 richiesto a quel punto \u00e8 rilassarsi in quello spazio. Significa che i pensieri stanno sorgendo come possibilit\u00e0 illuminate. Ma dobbiamo seguire questi passaggi. Devono essere precisi, quindi quando sentiamo di essere di nuovo distratti dai nostri pensieri, guarda di nuovo lo spazio davanti e quello che sta guardando da dietro. Non lasciare che la tua mente divaghi nemmeno per lo spessore di capello.      <\/p>\n<p>\u00c8 la stessa cosa di quando ci guardiamo allo specchio. Quando ci guardiamo allo specchio vediamo la nostra faccia ma dimentichiamo che ci stiamo guardando allo specchio. Quindi, quando siamo distratti da un pensiero, dimentichiamo lo spazio originale da cui quel pensiero sta sorgendo, o dimentichiamo la potenzialit\u00e0 da cui quel pensiero \u00e8 sorto.  <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>La distrazione richiede una sorta di disciplina. Decidiamo di non distrarci e quando succede torniamo a quel pensiero iniziale che \u00e8 l\u00ec. Guardiamo attentamente e decidiamo che non ci lasceremo trascinare fuori da questo punto. E allora ad un certo punto vedremo che il pensiero non ci condiziona pi\u00f9 e abbiamo la possibilit\u00e0 di integrarci con il movimento dei pensieri senza farci distrarre dalla peculiarit\u00e0 di nessun pensiero.   <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Ricorda questo esempio dello specchio. Ora stiamo cercando di scoprire qual \u00e8 la potenzialit\u00e0 di quello specchio. \u00c8 come la potenzialit\u00e0 dell\u2019oceano, come la potenzialit\u00e0 della nostra base primordiale. \u00c8 davvero importante non solo come una sorta di conclusione filosofica, ma in termini della nostra esperienza come praticanti Dzogchen. Occorre prendere coscienza della condizione primordiale dell\u2019individuo, anche se \u00e8 una condizione completamente vuota e non presenta alcun accenno di fenomeno particolare. \u00c8 non \u00e8 nato, non prodotto, non fabbricato. Ci\u00f2 significa che non creiamo questa base con un pensiero. Non possiamo semplicemente immaginarlo o creare un concetto a riguardo. Non \u00e8 il risultato di una sorta di conclusione filosofica n\u00e9 si tratta di dirigere la nostra attenzione in un modo particolare.        <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 un punto di riferimento particolare riguardo a quella che viene chiamata la dimensione ultima, questa base primordiale. Possiamo chiamarlo il cimitero primordiale perch\u00e9 \u00e8 dove tutto scompare e muore. Potremmo anche chiamarlo il luogo di nascita primordiale. Sono tentato di usare l\u2019utero primordiale che \u00e8 una descrizione pi\u00f9 appropriata. Non ha alcun pregiudizio. E la saggezza che sorge in quello spazio, quella dimensione ultima, e il modo in cui \u00e8 caratterizzata \u00e8 come l\u2019umidit\u00e0 dell\u2019acqua. O il calore nel fuoco. O la solidit\u00e0 in terra. Non \u00e8 separato da quello stesso spazio primordiale. Non possiamo separare la saggezza da quella dimensione ultima. La saggezza \u00e8 solo autoluminosa.          <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Nel sutra Mahayana, quando si affronta l\u2019argomento della verit\u00e0 assoluta, si dice che \u00e8 qualcosa di non elaborato o al di l\u00e0 di ogni estremo. Significa che non vi \u00e8 alcuna garanzia che la verit\u00e0 assoluta sia qualcosa. Quindi non c\u2019\u00e8 modo di focalizzare la nostra attenzione o puntare la nostra mente su qualcosa e chiamarla verit\u00e0 assoluta. Non c\u2019\u00e8 modo di oggettivare la verit\u00e0 assoluta. Come possiamo conoscerla? In questo caso la saggezza, in quanto qualit\u00e0 stessa di questo spazio primordiale, \u00e8 pi\u00f9 simile a una sorta di radiosit\u00e0 spontanea di quello spazio. In altre parole, non \u00e8 solo qualcosa di vuoto. Quindi questo \u00e8 un modo per parlarne o darci un\u2019idea di ci\u00f2 che nello Dzogchen viene chiamat la base.       <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Per quanto riguarda il sentiero, \u00e8 pi\u00f9 legato al modo in cui sorgono le varie apparenze e al modo in cui vengono liberate. Le apparenze sono generalmente qualcosa che accettiamo o rifiutiamo, sono quelle cose che generalmente ci distraggono. Sono condizionate dalle nostre emozioni. Ma qui le apparenze sono liberate, o auto-liberate, quando le riconosciamo come una manifestazione di energia, inseparabile da questa base. In tal caso non importa quale sia l\u2019aspetto, buono o cattivo che sia. Non c\u2019\u00e8 niente da accettare o rifiutare. Non c\u2019\u00e8 nulla da superare o da valutare. Tutto questo si trasforma in limiti dove ci\u00f2 che facciamo \u00e8 solo riconoscere la fonte comune di questa infinita variet\u00e0 di possibilit\u00e0.       <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Quindi ne stiamo parlando qui come una sorta di descrizione utile per noi, ma ora cerchiamo di applicare quella comprensione a noi stessi. Se non lo facciamo, questa \u00e8 solo\u2026 roba interessante. Ma se vogliamo davvero seguire lo Dzogchen, allora \u00e8 necessario capire cosa si intende per base e cosa si intende per via. Cosa si intende per apparenze che sorgono dalla base e come si libereranno da s\u00e9. Se non riconosciamo la simultaneit\u00e0 delle apparenze e la loro fonte, allora non esiste una tecnica per rendere possibile l\u2019autoliberazione delle apparenze.<span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Questo non \u00e8 un gioco intellettuale. Questo si basa su una comprensione genuina. E quando riconosciamo questa fonte comune, o questo spazio non nato, spazio non fabbricato, quando sorge la visione dualistica, non consideriamo pi\u00f9 la visione dualistica un problema perch\u00e9 ora abbiamo un senso di dualit\u00e0 molto pi\u00f9 ampio e tutto la nostra visione dualistica sorge come una possibilit\u00e0 illuminata. Questo non significa che tutto sia uguale, che tutto sia uno. Capiamo che tutto \u00e8 ancora distinto e separato: il nero non \u00e8 bianco, il t\u00e8 non \u00e8 caff\u00e8. Possiamo distinguere i vari fenomeni che sorgono, ma hanno questa fonte comune, questa dimensione ultima indefinibile, non nata, e la saggezza sorge come un gioco di illusione. Ci\u00f2 significa che quando si parliamo di illusione, tutto mantiene una forma. Ogni cosa ha una sua particolare dimensione, forma, colore, e allo stesso tempo ha una sua luce lucente, non solidificata. Ci\u00f2 significa che \u00e8 chiaro, \u00e8 una forma trasparente, ma ha ancora una forma, ha ancora una dimensione. Sappiamo che Guru Dragphur non \u00e8 Simhamukha. Ognuno ha la sua forma, colore e caratteristiche particolari, ma non c\u2019\u00e8 nulla di solido nel loro aspetto.          <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>A volte le apparenze possono manifestarsi in molti modi diversi. A volte si presentano chiaramente, a volte sono confuse, a volte piacevoli, a volte sgradevoli. Non c\u2019\u00e8 limite alle possibilit\u00e0 di ci\u00f2 che pu\u00f2 sorgere. E non siamo seduti l\u00ec a giudicare \u2013 questo conta e quello non conta \u2013 con la nostra idea di accettazione e rifiuto. Significa sminuire e saremmo subito distratti. Se siamo intrappolati nell\u2019accettazione e nel rifiuto, significa che non riconosciamo la qualit\u00e0 illusoria di tali apparenze. Non riconosciamo la singolarit\u00e0 della base. Non confondetevi. Se diciamo singolarit\u00e0 non significa che tutto \u00e8 uno. E se riconosciamo l\u2019unicit\u00e0 di questa variet\u00e0 di tutte le possibilit\u00e0 e apparenze, allora non possiamo essere sedotti dalle apparenze e catturati nella rete dell\u2019accettazione e del rifiuto. Ma conosci la nostra condizione: siamo molto condizionati dalla nostra visione karmica, molto condizionati dalle apparenze. \u00c8 importante imparare e capire bene, ma anche se lo comprendiamo bene, la nostra visione karmica \u00e8 molto intensa ed \u00e8 improbabile riuscirci solo con la comprensione della base.           <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Quali sono i sintomi dell\u2019essere attaccati alla nostra visione karmica? Diamo priorit\u00e0, preferiamo una cosa rispetto a un\u2019altra, separiamo le cose, riteniamo che questo sia importante ma non lo \u00e8. Poi, quando ci sediamo per meditare, forse qualcosa di veramente banale sorge nella nostra mente e diciamo, \u201coh no, non \u00e8 questo il punto. Non guardare l\u00ec, guarda qui\u201d. Ma la base afferma proprio il contrario. Dice che non abbiamo bisogno di farlo. Anche la nostra visione karmica ha la stessa potenzialit\u00e0. Non abbiamo bisogno di guardare sopra, sopra, di lato o sotto la nostra visione ordinaria. Ci sta dicendo che la nostra visione ordinaria ha questa qualit\u00e0 auto-perfezionata.        <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Questa consapevolezza \u00e8 molto ampia e abbraccia tutto. In effetti, il punto \u00e8 che se possiamo penetrare pi\u00f9 a fondo la nostra visione relativa e diventare effettivamente pi\u00f9 intimi con la nostra visione relativa, allora comprendiamo automaticamente qual \u00e8 la sua fonte assoluta. Quindi non si tratta di oggettivare una sorta di condizione assoluta che si trova da qualche parte. Si tratta pi\u00f9 di entrare in intimit\u00e0 con la nostra visione relativa, il che generalmente significa arrivare a conoscere le nostre resistenze perch\u00e9 sono molto connesse alla nostra visione relativa.   <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Se abbiamo bisogno di alcuni esempi delle relazioni tra l\u2019infinita variet\u00e0 delle apparenze e la loro fonte ultima, possiamo parlare dell\u2019oceano e delle sue onde, del vento e dell\u2019onnicomprensivo spazio. Il vento pu\u00f2 soffiare in molte direzioni e pu\u00f2 essere davvero inquietante, ma non si separa mai dallo spazio. Fondamentalmente questo ci dice che non possiamo mai essere persi. Anche nei nostri momenti pi\u00f9 disperati c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di salvezza, non significa che c\u2019\u00e8 qualcuno che scende dall\u2019alto per salvarci, ma \u00e8 semplicemente inclusa nella natura di chi siamo. Possiamo usare un altro esempio: le apparenze sono come le nuvole e questa fonte primordiale \u00e8 simile al cielo. Ci possono essere tanti tipi di nuvole ma non si separano mai dal cielo.     <\/p>\n<p>Tutto questo serve per darci un\u2019idea della reale condizione, per fornirci un po\u2019 di chiarezza a livello intellettuale. Anche se lo capiamo, non arriva al punto. Pu\u00f2 essere utile, pu\u00f2 guidarci, ma non pu\u00f2 essere una esperienza comclusiva per noi. \u00c8 come un bel quadro, una speculazione intellettuale. Quindi \u00e8 importante fare questa distinzione perch\u00e9 a volte le persone sono confuse. Hanno un\u2019idea molto chiara di come stanno le cose a livello intellettuale e possono spiegare molto bene questa relazione, ma non \u00e8 la stessa cosa che avere chiarezza esperienziale di questa condizione. Ci\u00f2 significa che dobbiamo applicare la pratica. Significa che dobbiamo fare le pratiche che ci vengono indicate, per comprendere veramente in modo concreto, in modo che sia molto evidente, profondamente, in modo che pervada tutto il nostro essere e davvero sentire quella cosa.       <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>A volte ascoltiamo qualcosa che \u00e8 spiegato molto bene, molto chiaramente, e diciamo, \u201cWow, \u00e8 fantastico. Lo capisco davvero\u201d. Ma cosa abbiamo ottenuto? Niente, solo una sorta di quadro intellettuale della cosa di ci\u00f2 che \u00e8 stato spiegato molto bene e ora abbiamo una certa comprensione a un certo livello. Ma quando pratichiamo e cerchiamo di incarnare quella comprensione, portarla a livello esperienziale, ci diventa chiaro attraverso le nostre tre porte, corpo voce e mente, non solo con una configurazione mentale da calcolare. Finch\u00e9 calcoliamo qualcosa e cerchiamo di incollare le parole insieme, siamo intrappolati nelle designazioni verbali, siamo intrappolati nei concetti, e questo \u00e8 lontano dal vero significato.     <\/p>\n<p>Ci sono tre aspetti: la base, la via e il frutto. Per quanto riguarda il frutto da questa prospettiva non c\u2019\u00e8 proprio niente da fare. Spesso pensiamo di doverci impegnare in qualcosa per progredire. Ma in questa via di autoliberazione si tratta pi\u00f9 di imparare a non fare nulla in modo corretto. Quando abbiamo iniziato questo corso abbiamo parlato della differenza tra la meditazione, o il fare attivamente qualcosa, e la contemplazione che \u00e8 qualcosa di riflessivo. Non puntiamo n\u00e9 concentriamo attivamente la nostra mente in nessuna direzione.     <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Ma a volte quando diciamo di non fare nulla, possiamo cadere in una sorta di nichilismo nebuloso, pensando che non c\u2019\u00e8 niente da fare. E allo stesso tempo non cerchiamo di dirigere la nostra attenzione su un punto di riferimento particolare. Puntare la mente in una certa direzione \u00e8 un metodo per sviluppare una cosa rispetto a un\u2019altra. Non si tratta pi\u00f9 di contemplazione. A questo livello di pratica, cercare di realizzare qualcosa \u00e8 pi\u00f9 di un ostacolo.    <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>All\u2019inizio abbiamo detto che questa dimensione ultima non preferisce l\u2019illuminazione al samsara. Non c\u2019\u00e8 niente di superiore o inferiore tra samsara e nirvana. Ma questa dimensione ultima non \u00e8 qualcosa che raggiungiamo con uno sforzo o un impegno particolare. Inoltre, non aumenta con la meditazione, indipendentemente dalla situazione in cui ci troviamo, forse siamo felici, forse siamo tristi, forse siamo su, forse siamo gi\u00f9. C\u2019\u00e8 questo sapore unico di tutto ed \u00e8 quel sapore unico di cui stiamo parlando che dobbiamo scoprire. Non basta dire semplicemente che \u00e8 tutto un singola sapore. Questo \u00e8 un argomento importante nello Dzogchen e anche nel Mahamudra, che non possiamo saltare. Dobbiamo passare attraverso passaggi precisi per fare un po\u2019 di esperienza.       <\/p>\n<p>E una volta scoperto quel singolo sapore, allora possiamo anche capire che questo stato \u00e8 al di l\u00e0 di ogni azione particolare. Quindi l\u2019imperativo qui \u00e8 che per comprendere la non dualit\u00e0 della condizione assoluta non nata e la sua naturale qualit\u00e0 di saggezza, non c\u2019\u00e8 alcuna azione particolare da applicare per scoprirla. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p><em>Trascritto e curato da Liz Granger<\/em><span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un estratto del discorso tenuto da Steven Landsberg il 2 luglio 2022 a Lekdanling, Londra, Regno Unito, durante cinque giorni di sessioni di pratica e spiegazioni.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":39179,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","_searchwp_excluded":"","footnotes":""},"categories":[1522],"tags":[1873,2143,1569],"class_list":["post-58612","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pratiche","tag-discorso","tag-lekdanling-it","tag-steven-landsberg-it","et-has-post-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58612","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=58612"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58612\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39179"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=58612"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=58612"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=58612"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}