{"id":58613,"date":"2022-10-14T10:34:46","date_gmt":"2022-10-14T10:34:46","guid":{"rendered":"https:\/\/melong.online\/il-tibet-di-chogyal-namkhai-norbu-parte-5\/"},"modified":"2025-12-06T20:48:04","modified_gmt":"2025-12-06T20:48:04","slug":"il-tibet-di-chogyal-namkhai-norbu-parte-5","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/melong.online\/it\/il-tibet-di-chogyal-namkhai-norbu-parte-5\/","title":{"rendered":"Il Tibet di Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu \u2013 Parte 5"},"content":{"rendered":"<h2>Sulla strada per Nyaglagar<\/h2>\n<p><strong>Raimondo Bultrini continua il suo viaggio con Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu nel 1988 per raggiungere il villaggio del maestro di base di Rinpoche, Rigzin Changchub Dorje.<\/strong><\/p>\n<p><em>Le puntate precedenti pubblicate sul Mirror del viaggio compiuto accompagnando Choegyal Namkhai Norbu Rinpoche in Tibet nel 1988, erano una sintesi dei diari e dei testi elaborati nei mesi e anni successivi al nostro ritorno in Occidente. Questa e le altre puntate sono invece la trascrizione pi\u00f9 o meno esatta del lungo racconto inedito trascritto al termine di una delle tappe pi\u00f9 significative di quel pellegrinaggio a Khamdogar, o Nyaglagar, il villaggio dove visse negli ultimi decenni della sua lunga vita il maestro radice di Namkhai Norbu, il grande yogi Changchub Dorje (1826-1961?). <\/em><\/p>\n<p><em>Fu studente di Adzam Drugpa (consederato la reincarnazione precedente di Norbu Rinpoche), di Nyagla Pema D\u00fcddul, Shardza \u200b\u200bTashi Gyaltsen, e Drubwang Shakya Shri. Secondo un testo che Nina Robinson ha scritto su Namkhai Norbu, <a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/i-nostri-maestri-maestri-rigdzin-changchub-dorje\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/melong.com\/our-masters-masters-rigdzin-changchub-dorje\/<\/a>, Changchub Dorje \u201cnacque nel villaggio Dhakhe, nel distretto Nyagrong, nel sud-est del Kham. Sua madre, Bochung (bo chung), era originaria del Dege e fu discepola di Gyalwa Changchub (rgyal ba byang chub), uno yogi del Khrom, di alta realizzazione. Fond\u00f2 una comunit\u00e0 di praticanti per lo pi\u00f9 laici in una remota valle del Konjo, nella parte orientale del Dege. Era conosciuta, e lo \u00e8 tutt\u2019ora, come Nyaglagar, o Khamdogar. Fu nel 1955 che Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu incontr\u00f2 Rigdzin Changchub Dorje, in seguito a un sogno.     <\/em><\/p>\n<p><em>\u201cLa prima volta che incontrai il mio Maestro Changchub Dorje \u2013 parole di Norbu Rinpoche \u2013 fui letteralmente sorpreso del suo aspetto e di come viveva, simile a quella di un qualunque contadino. Indossava abiti di pelle di pecora molto spessi e pantaloni di pelle di pecora grandi e spessi perch\u00e9 in quel paese faceva freddo. Fino ad allora avevo conosciuto solo maestri vestiti molto elegantemente. Non avevo mai visto o incontrato maestri che avevano quell\u2019aspetto. L\u2019unica differenza nel suo aspetto rispetto a un normale uomo del villaggio era che aveva i capelli lunghi raccolti in cima alla testa, e indossava orecchini e una collana di conchiglie.\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>Il mio racconto dei giorni passati insieme a Rinpoche 33 anni dopo quella sua straordinaria esperienza a Nyaglagar \u00e8 rimasto a lungo in un cassetto per il mio timore \u2013 non ancora sopito \u2013 di imprecisioni e superficialit\u00e0 nel descrivere l\u2019intensit\u00e0 e profondit\u00e0 del rapporto tra Rinpoche e il maestro che lo introdusse allo Dzogchen, e la straordinariet\u00e0 di un luogo remoto del Tibet letteralmente trasformato da Rigzin Changchub Dorje in una comunit\u00e0 di praticanti credo unica al mondo. Il mio tentativo \u00e8 stato quello di descrivere fatti e circostanze con la semplicit\u00e0 di un cronista, la mia professione per decenni, e mi attribuisco ogni errore di interpretazione delle stesse spiegazioni ricevute da Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu in quei giorni e mesi di straordinario percorso a ritroso nel tempo. <\/em><\/p>\n<p>Raggiunta finalmente la strada nazionale giovane accompagnatore mi offre la sua bicicletta per arrivare al villaggio di Kuant\u00f2 dall altra parte del fiume. C\u2019\u00e9 da attraversare un posto di blocco sul ponte che separa il Sichuan dalla regione autonoma. Un soldato tibetano con un vecchio mitra in spalla guarda il mio passaporto e il permesso , mentre intorno a noi si forma un gruppetto di curiosi. II ponte \u00e8 abbastanza lungo e su entrambi i lati ci sono garitte militari che sembrano vuote.   <\/p>\n<div style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Gawang-e-monaci-Nyaglagar-MACO-e1665742791836.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"508\"><p class=\"wp-caption-text\">I monaci di Nyaglagar con il nipote di Changchub Dorje, Karwang, l\u2019ultimo a sinistra. Per gentile concessione del MACO<\/p><\/div>\n<p>Si arriva in poco tempo a Kuant\u00f2 dove \u2013 come al solito \u2013 le case cinesi sono isolate e cinte da cancelli, e quelle tibetane allineate una accanto all\u2019 altra lungo le rive del fiume.<\/p>\n<p>Passando in mezzo alla solita folla curiosa, tra stradine fangose e tratti di villaggio dall\u2019 aspetto africano, arriviamo nella casa che ha ospitato in questi due giorni Rinpoche e Puntsok. Namkhai Norbu \u00e8 ancora malato, la tosse gli impedisce quasi di respirare. Io invece adesso mi sento bene, forte e finalmente un po\u2019 tranquillo. \u00c9 l\u2019idea stessa di trovarmi in viaggio, l\u2019attesa di raggiungere un luogo di cui non immagino nemmeno i contorni a eccitare la mente e il corpo. Forse il continuo movimento fisico impedisce ai pensieri di raccogliersi troppo a lungo sullo stesso punto, sull\u2019 ansia di vivere che non sono riuscito a sciogliere nelle mie faticose meditazioni.    <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Spero di potermi lavare nel fiume, ma devo rinunciare anche stavolta perch\u00e9 c\u2019\u00e9 poco tempo. \u00c9 gi\u00e0 quasi un mese che non faccio un bagno completo, anche se a queste quote le conseguenze non sono poi per fortuna cos\u00ec terribili. Ripartiamo il giorno dopo l\u2019arrivo attraversando paesaggi di valli strette come ferite nei fianchi dei monti fino a quando non si aprono quasi all\u2019improvviso pianure sconfinate che finiscono con catene nevose. Stiamo viaggiando ormai sopra i 5000 metri sul passo del No\u2014l\u00e0, dove spiccano nella neve le tende nere dei nomadi. Namkhai Norbu racconta di aver attraversato molte volte questo passo, ma in ben altre condizioni, con giorni e giorni di cammino a cavallo.    <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Scendendo sull\u2019altro versante l\u2019inverno sembra finire all\u2019improvviso, ma tra i colori dell\u2019erba primaverile spiccano ancora chiazze di neve e ghiaccio. Proprio dal bianco di una campagna gelata si stagliano le figure di due uomini che camminano facendo prostrazioni. Vanno a Lhasa, e arriveranno distrutti, allo stremo delle forze, se saranno in grado di resistere.  <\/p>\n<p>Perch\u00e9 lo fanno? L\u2019unica cosa certa \u00e8 che la fede \u00e8 pi\u00f9 forte della loro stessa vita. Hanno l\u2019intenzione di arrivare nella citt\u00e0 santa, e s\u2019inginocchiano pregando su ogni sasso della strada. Per loro ogni metro in pi\u00f9 sulla via \u00e8 un offerta alle divinit\u00e0, ai maestri, all\u2019Insegnamento. Nessun conforto materiale, un\u2019auto per arrivare prima, ricchezze, niente importante della purificazione di un viaggio cos\u00ec sacro e sofferto. M\u00e8ta finale \u00e8 la realizzazione.    <\/p>\n<p>Chiedo al Maestro se questo sacrificio servir\u00e0 davvero a qualcosa. \u201cCon un\u2019intenzione cos\u00ec forte \u2013 risponde \u2013 otterranno senz\u2019altro ci\u00f2 che vogliono\u201d. Resto a lungo in silenzio mentre vedo scomparire in lontananza i due pellegrini che ora sono fermi a osservarci. Anche io \u2013 nonostante le diverse tappe del percorso sto andando a Lhasa. Ma c\u2019\u00e8 una bella differenza tra il loro travagliato cammino e il mio facile viaggio a bordo di jeep e aerei.   <\/p>\n<p><strong>Gli animali degli altipiani<\/strong><\/p>\n<p>Attraversiamo il capoluogo, Jonda, dove vivono molti cinesi. E altri ne incontriamo ammassati sui camion, diretti verso qualche cava, o lungo la strada in costruzione. Bastano pochi chilometri dal capoluogo per non incontrare pi\u00f9 anima viva. L\u2019 erba diventa color verde muschio e la terra \u00e8 rossa. Sembrano i colori di una savana, solo pi\u00f9 intensi, mentre il posto dell\u2019uomo \u00e8 preso da ogni sorta di animali selvaggi.   <\/p>\n<p>A cento metri da noi corre un lupo, che si ferma quando blocchiamo la jeep per fotografarlo. Ci osserva pochi secondi poi scarta e fugge. Due enormi avvoltoi si alzano in volo mentre ovunque, da una buca all\u2019altra del terreno, corrono i piccoli <em>avra<\/em>, specie di topi che spesso trasportano sul dorso minuscoli uccelli, gli <em>atakayu<\/em>. Quando gli avra entrano nelle buche, l\u2019uccello cade. Osservo la scena con la sensazione che possa nascondere un significato. Restando presenti, attimo dopo attimo, possiamo cavalcare il tempo, senza rincorrerlo n\u00e9 anticiparlo. Ogni distrazione di indugio nei ricordi, di speranza o paura per il futuro, ci fa seguire la sorte di questo minuscolo uccello.      <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Gli <i>avra<\/i> hanno anche un altra caratteristica utilizzata dai tibetani per i loro simbolici aneddoti morali. Questo topo accumula infatti in estate molta paglia per cibarsi nella stagione fredda, e con grande fatica ne ammucchia in quantit\u00e0 enormi rispetto alle sue dimensioni. Spesso, per\u00f2, altri animali pi\u00f9 grandi, scoperte le tane, con pochi bocconi divorano tutte le sue riserve. Il piccolo roditore rappresenta cos\u00ec l\u2019inutilit\u00e0 dello sforzo di accumulare ricchezze per s\u00e9 stessi con cupidigia quando il caso pu\u00f2 toglierci tutto.   <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Infine gli <i>avra<\/i> \u2013 che vivono in perfetta simbiosi con gli <em>atakayu<\/em>, tanto da farsi addirittura trasportare in volo se neccessario sono anche famosi per la rete delle loro gallerie simili a quelle delle talpe. Ci sono zone tanto infestate dagli <em>avra<\/em> da restarne completamente brulle. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Ma i veri padroni di questi luoghi sembrano in realt\u00e0 i corvi. Ce ne sono ovunque, grandissimi. Anche questi uccelli hanno per i tibetani un altro significato simbolico oltre quello apparente: sono la manifestazione della protettrice Ekajati, un entit\u00e0 femminile che tutela l\u2019Insegnamento volando circondata di fiamme da un punto all\u2019altro del cielo. Ha un occhio solo che simboleggia la visione non duale, e per avere un idea della sua forma i tibetani adornano gli altari con le piume di pavone: l\u2019occhio \u00e8 il cerchio colorato e concentrico.   <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>I pochi nomadi che incontriamo hanno l\u2019aspetto selvaggio. I capelli delle donne e dei bambini sono lunghi e dritti, rivolti in ogni direzione, mentre la pelle ha il colore rosso della terra. Dopo una mezza giornata di viaggio in jeep raggiungiamo un villaggio di semi nomadi che vivono in case di pietra rossa al termine della strada battuta.  <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Un uomo dai capelli lunghi raccolti ordinatamente sulla nuca ci viene incontro per accompagnarci, austero, verso una tenda bianca dai disegni ricamati, dove gruppi di monaci, bambini e curiosi sono la ad attenderci. II nostro accompagnatore si chiama Karwang, \u00e8 uno dei nipoti di Changchub Dorje, il lama fondatore del villaggio di Khamdogar. Per raggiungere il villaggio che il maestro di Namkhai Norbu chiam\u00f2 anche Nyaglagar dobbiamo viaggiare ancora tre ore a cavallo attraverso torrenti, discese ripide, sentieri strettissimi, poich\u00e9 manca strada e nemmeno la jeep potrebbe farcela. Per questo Karwang e i monaci sono giunti all\u2019appuntamento con un giorno di anticipo e le cavalcature per tutti.   <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Intorno alla tenda da viaggio, dove sostiamo in cerchio per il rituale t\u00e8 al burro, sono legati quelli che saranno i nostri cavalli pi\u00f9 un paio di muli per i bagagli. Attraversiamo cosi, in carovana, un altro tratto di paradiso che non ha mai conosciuto automobili, n\u00e9 occidentali. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Camminare a cavallo in luoghi come questi offre certamente una sensazione totalmente nuova di armonia con la natura, ma anche di irrealt\u00e0. Adesso non \u00e8 tanto fantastico ci\u00f2 che sto vedendo e toccando, quanto il pensiero di un mondo dove esistono fumi di industrie, missili, stress, traffico. I rari villaggi lungo la strada sono fatti di case in pietra all\u2019aspetto di piccoli castelli addossati alle rocce. Seguiamo il percorso di un fiume trasparente come vetro, dove l\u2019acqua corre tanto regolarmente da sembrare una lastra immobile che lascia riflettere luce sui sassi nel fondo.   <\/p>\n<p>Come sempre il paesaggio cambia a ogni curva. Posso contemplare ogni cosa perch\u00e9 un giovane monaco tiene abilmente le redini del mio cavallo, lasciandomi libero di godere il paesaggio. Anche qui, fin da piccoli, i Khampa imparano a cavalcare ancor prima di saper stare fermi sulle loro gambe, e il giovane monaco scudiero sorride per il mio buffo stile di trotto. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Lungo questo percorso non ci sono tende di nomadi, ma case sparse, dalle quali escono uomini e donne che ci vengono incontro. Qualcuno intuisce che dev\u2019esserci un grande lama, e si avvicina a capo scoperto per ottenere una benedizione. A poca strada da Nyaglagar due segni di buon auspicio annunciano l\u2019arrivo della nostra comitiva. Un\u2019aquila gira in tondo sopra le nostre teste e un cuculo canta ininterrottamente da qualche parte della valle. Il canto del cuculo in particolare \u00e8 considerato uno dei segni pi\u00f9 fausti.    <\/p>\n<p><strong>A Nyaglagar<\/strong><\/p>\n<p>I suoni bassi dei lunghi corni e dei tamburi, gli acuti delle conchiglie e delle trombette giungono sempre pi\u00f9 forti man mano che ci avviciniamo al villaggio, mentre le punte delle colonne di fumo del <i>sang<\/i> compaiono qua e l\u00e0 oltre l\u2019ultima gola che nasconde la vallette di Nyaglagar. Anche qui offerta di erbe aromatiche sacre diffonde nell\u2019area un odore dolce e acre mentre tutti i sensi possono concentrarsi in un\u2019una, fantastica sensazione contemplativa. La valle si apre dietro l\u2019ultima curva mostrando un triangolo formato da un fiume, una foresta di abeti, una montagna. Il cielo \u00e8 di un azzurro cristallino appena chiazzato da sbuffi di nuvole leggere e sembra anch\u2019esso delimitato dallo stesso triangolo di questa valle.   <\/p>\n<p>Provo subito una sensazione molto diversa rispetto a Galen. La natura sembra accoglierci con il suo umore migliore, un buon clima, colori intensi. Al villaggio si entra attraverso un ponte di legno dove c\u2019\u00e9 un vero e proprio comitato di accoglienza. Namkhai Norbu riceve gli omaggi delle <em>kata<\/em> e viene fatto salire su un altro cavallo. Ora la musica dei monaci che suonano sul tetto del tempio \u00e8 pi\u00f9 fragorosa. Lungo la strada di terra battuta che porta al nucleo centrale del villaggio sono allineati grandissimi <em>chorten<\/em> bianchi, sopravvissuti alla Rivoluzione culturale. Due templi quasi interi e le rovine di altri distrutti per gli anni di abbandono forzato, delimitano insieme ai <em>chorten<\/em> il perimetro di Nyaglagar, cinquanta case e decine di grotte naturali dove ancora oggi vivono yogi ed eremiti praticantindello Dzogchen. Con la piccola telecamera cerco di riprendere tutto il sorpendente spettacolo che ci riserva l\u2019accoglienza del villaggio, la folla che segue il cavallo di Rinpoche e che fa largo per lasciarci passare, curiosa e sorridente.       <\/p>\n<p>Finalmente eccoci arrivati in questo luogo, forse la pi\u00f9 attesa di tutte le m\u00e8te. Ho sentito cosi tanto parlare di Nyaglagar e del mitico Changchub Dorje, che ho la sensazione eccitante di poter toccare un sogno. Ed effettivamente la storia dei maestri e dei discepoli legati a Nyaglagar sembra nascere tutta dai sogni. Namkhai Norbu era poco pi\u00f9 di un ragazzo quando raccont\u00f2 ai suoi genitori la visione di un villaggio del Tibet dove viveva un uomo sulla cui casa in stile cinese campeggiava il mantra di Padmasambhava. Dalle descrizioni di un viaggiatore amico del padre, che parlava di un grande medico molto conosciuto al di l\u00e0 dello Yangtse, riconobbe l\u2019uomo e il villaggio del sogno, e chiese al padre di accompagnarlo fin li.    <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>C\u2019\u00e9 solo qualche abitazione in pi\u00f9 rispetto ad allora, il 1956. Per il resto nulla \u00e8 cambiato, nemmeno la casa del lama fondatore: gli stessi oggetti, le stesse stanze spoglie, lo stesso bianco dei muri. Anche i vecchi eremiti sono scesi dalle grotte sopra al villaggio per vedere il lama giunto dall\u2019Occidente, e qualcuno riconosce il tulku diciottenne che fu discepolo del grande maestro, pi\u00f9 di trent\u2019anni prima. II corteo delle visite comincia appena mettiamo piede nella sala del tempio dove alloggeremo per un paio di settimane.   <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_39200\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39200\" class=\"size-full wp-image-26071\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Sonam-Palmo-Phuntsok-e1665743232881.jpeg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"449\" data-id=\"26071\"><p id=\"caption-attachment-39200\" class=\"wp-caption-text\">Phuntsog Wangmo (a sinistra) e la sorella maggiore di Rinpoche, Sonam Palmo, durante il viaggio<\/p><\/div>\n<p>Insieme a Sonam Palmo e Puntsok sediamo sui tappeti che saranno i nostri giacigli mentre a lama Norbu \u00e8 riservato un grande letto sul fondo della stanza, davanti a un piccolo altare circondato da 108 nicchie con altrettante statue di Padmasambhava. I visitatori offrono sciarpe bianche e s\u2019inginocchiano davanti al lama nel solito, lento rituale. Aspettano dietro la porta il loro turno e qualcuno fa prostrazioni lungo il tragitto fino al letto-trono del lama, ornato di sete colorate Devo faticare non poco per dire \u201cno\u201d a tutte le persone che continuamente mi offrono t\u00e8 al burro, <em>tsampa<\/em>, carne secca, biscotti, caramelle, riso con carne. Ho imparato a dire \u201cBasta, grazie\u201d: qualche volta, ma non sempre, \u00e8 la frase magica per interrompere il flusso del cibo.    <\/p>\n<p>Sonam Palmo \u00e8 dispiaciuta con me perch\u00e9 rifiuto troppo spesso le offerte. So che pu\u00f2 sembrare un comportamento offensivo, ma non riesco davvero a mangiare e bere tutto ci\u00f2 che mi arriva davanti e l\u2019insistenza di Sonam Palmo per la prima volta mi irrita, come succede ai bambini costretti a qualcosa di seccante. La <em>tsampa<\/em> \u00e8 difficile da imporre a chi non \u00e8 abituato perch\u00e9, soprattutto nei primi giorni gonfia lo stomaco ed \u00e8 poco digeribile. Per non parlare delle radici del <i>to-m\u00e0<\/i>, che sono cos\u00ec ruvide da trovare difficile accesso attraverso l\u2019esofago. L\u2019 unico modo di farle giungere a destinazione velocemente \u00e8 quello di condirle con lo yogurt. Ma \u00e8 buona regola mangiarne almeno met\u00e0 con <em>tsampa<\/em> secca e burro, un impasto micidiale. Va detto che questo piatto \u00e8 considerato una vera prelibatezza, e sicuramente dopo un lungo periodo di allenamento pu\u00f2 essere apprezzato nel suo giusto sapore. Per fortuna a Nyaglagar, in fatto di cibo, non c\u2019\u00e9 che l\u2019imbarazzo della scelta, perch\u00e9 il corteo di persone giunte per rendere omaggio al discepolo di Changchub Dorje \u00e8 formato da contadini e pastori, e nessuno entra a mani vuote.      <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Facce sorprese o intimidite, uomini, donne e vecchi di un eta incalcolabile, tutti con il loro <i>mala<\/i> in mano recitano mantra avvicinandosi al letto di Namkhai Norbu. Il lama sembra non avere espressione, e davanti ai miei occhi la sua figura si \u00e8 ormai trasformata in quella di un re venerato da frotte di sudditi. <\/p>\n<p>Terminato il corteo restano nella grande stanza illuminata dalle candele i monaci e i capi di questa comunit\u00e0 di tre, quattrocento anime. Siedono ai piedi del letto del lama, che parla in continuazione. Colgo al volo nomi di luoghi: America, Australia, Giappone, Europa, Italia. Anche qui Namkhai Norbu sta evidentemente parlando del misterioso Occidente e dei paesi dove ha viaggiato prima di arrivare in questo regno del Dharma.   <\/p>\n<p>Cerco di rilassarmi in attesa della notte, quando saremo di nuovo soli nella stanza. Mi portano molte coperte e capisco che \u00e8 ormai giunta l\u2019ora. Infatti, arretrando chini per non mancare di rispetto al lama voltandogli le spalle gli ospiti ci lasciano. Ma dopo la mezzanotte suonano due volte le lunghe trombe cupe e comincia il lento, costante, battere del tamburo per il rito notturno delle divinit\u00e0 guardiane, chiamate a proteggere il sonno del villaggio e dei nuovi ospiti.   <\/p>\n<p>Prima dell\u2019alba ci sveglia di nuovo il suono basso e profondo dei corni, per ricordare a tutti la presenza del lama che fu discepolo della grande anima di Nyaglagar. Mi \u00e8 difficile ritenere eccessiva tanta considerazione, ascoltando la storia di Changchub Dorje cosi come l\u2019ha descritta Rinpoche, e cosi come ne parlano \u2013 continuamente \u2013 gli abitanti di Nyaglagar. <\/p>\n<p><em>Continua nel numero di dicembre di The Mirror<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/it.melong.com\/chogyal-namkhai-norbu-a-chengdu-1988\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Leggi la parte 1<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/tibet-chogyal-namkhai-norbu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Leggi la parte 2<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/it.melong.com\/il-tibet-di-chogyal-namkhai-norbu-parte-3\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Leggi la parte 3<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/it.melong.com\/il-tibet-di-chogyal-namkhai-norbu-part-4\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Leggi la parte 4<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/melong.online\/chogyal-namkhai-norbu-tibet-1988\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Video di Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu in Tibet 1988<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Raimondo Bultrini continua il suo viaggio con Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu nel 1988 per raggiungere il villaggio del maestro di base di Rinpoche, Rigzin Changchub Dorje.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":43891,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","_searchwp_excluded":"","footnotes":""},"categories":[1545],"tags":[1634,1882,1842,1824],"class_list":["post-58613","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dal-passato","tag-chnn-it","tag-nyaglagar-it","tag-raimondo-bultrini-it","tag-tibet-it","et-has-post-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58613","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=58613"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58613\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62738,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58613\/revisions\/62738"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43891"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=58613"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=58613"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=58613"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}