{"id":60696,"date":"2021-10-01T12:50:03","date_gmt":"2021-10-01T12:50:03","guid":{"rendered":"https:\/\/melong.online\/drawn-and-written-in-stone\/"},"modified":"2025-11-01T19:43:50","modified_gmt":"2025-11-01T19:43:50","slug":"drawn-and-written-in-stone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/melong.online\/it\/drawn-and-written-in-stone\/","title":{"rendered":"Drawn and Written in Stone"},"content":{"rendered":"<h3 class=\"p1\">An inventory of stepped structures and inscriptions on rock surfaces in Upper Tibet (ca. 100 BCE to 1400 CE)<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">John Vincent Bellezza<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Bar International Series 2995\/2020 BAR Publishing<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">311 pp., in brossura<\/h3>\n<p class=\"p1\"><a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/drawn-and-written-in-stone\/book-review-drawn-and-written-in-stone-2\/\" rel=\"attachment wp-att-23091\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-23091 alignleft\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/book-review-drawn-and-written-in-stone.png\" alt=\"\" width=\"195\" height=\"274\"><\/a>John Vincent Bellezza \u00e8 un noto archeologo e storico specializzato nella cultura pre-buddhista del Tibet, autore di numerosi libri e articoli sulla storia antica dell\u2019altopiano tibetano. Quest\u2019opera non nasce da una fredda ricerca intellettuale basata su fonti letterarie tratte dagli scaffali di biblioteche, ma viene alla luce grazie a venti spedizioni <g id=\"gid_0\">in situ<\/g> effettuate in un arco temporale lungo 18 anni (1995-2013) con l\u2019assistenza di guide locali. Drawn and Written in Stone esamina gli antichi segni lasciati su rocce, pendii e grotte, che raccontano la storia religiosa dell\u2019altopiano del Tibet tramite le iscrizioni e l\u2019arte rupestre, fornendo cos\u00ec testimonianze riguardo alla prima tradizione religiosa del Buddhismo e dello Yungdrung Bon.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Il libro \u00e8 una gioia per gli occhi di chi lo sfoglia, con centinaia di fotografie di strutture in pietra e iscrizioni rupestri, ed \u00e8 arricchito da moltissimi disegni e illustrazioni che raffigurano piccoli amuleti in rame noti come <i>thog-lcags<\/i>. Il famoso autore e visionario tibetano Orgyen Lingpa descriveva cos\u00ec \u201ci quattro portali delle pratiche virtuose reali\u201d: il primo essere a guardia delle tombe reali, il secondo risiedere nei castelli, il terzo istituire templi e innalzare steli con editti, il quarto incrementare il numero delle iscrizioni su superfici in pietra. In conseguenza a queste istruzioni, la realizzazione di iscrizioni rupestri era quindi uno sviluppo naturale delle attivit\u00e0 culturali in Tibet durante l\u2019epoca imperiale.  <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Le conoscenze attuali riguardo all\u2019epigrafia tibetana sono accresciute in modo cospicuo tramite questo lavoro, che presenta un\u2019indagine esauriente sulle iscrizioni scolpite o dipinte sulle strutture in pietra, e sui <i>chorten<\/i> dell\u2019Alto Tibet.<\/p>\n<p class=\"p1\">Il testo \u00e8 basato su due distinti nuclei di testimonianze materiali: arte rupestre e iscrizioni su roccia. L\u2019arte e le iscrizioni dell\u2019Alto Tibet sono documenti di attivit\u00e0 religiose a partire dal periodo protostorico (dal 100 BCE al 600 CE circa), attraverso la preistoria (600-1000 circa), fino al Medioevo (1000-1400 circa). <\/p>\n<p class=\"p1\">In Tibet esistono moltissimi esempi differenti di arte figurativa se ci riferiamo a pittogrammi e graffiti rupestri. Il loro esame arricchisce il novero delle informazioni riguardo al contesto culturale, sociale e religioso a partire dall\u2019Et\u00e0 del bronzo e rivela le caratteristiche architettoniche e religiose della regione. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Le strutture a gradini in pietra sono contraddistinte principalmente da due diverse tipologie di monumenti: reliquiari o tabernacoli di forma elementare e la controparte nel Buddhismo e nello Yungdrung Bon, conosciuta con il nome di <i>chorten<\/i> in tibetano e <i>stupa<\/i> in sanscrito. La mole principale di iscrizioni nell\u2019Alto Tibet \u00e8 di carattere religioso e si compone di mantra. <\/p>\n<p class=\"p1\">Il volume inizia con un\u2019introduzione generale in cui spiega il metodo e la prospettiva seguiti dall\u2019autore. La prima parte del libro \u00e8 formata da cinque capitoli nei quali fornisce un esauriente quadro generale delle strutture a gradini in pietra nel contesto dell\u2019arte rupestre dell\u2019Alto Tibet. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Nel primo capitolo si presenta una breve panoramica che riporta il nome dei siti, la posizione sull\u2019altopiano tibetano, la tipologia di arte rupestre e i criteri adottati, tramite una classificazione per epoche storiche.<\/p>\n<p class=\"p1\">Il secondo capitolo racconta le origini delle strutture a gradini in pietra nell\u2019Alto Tibet attraverso le fonti letterarie ed etnografiche. Troviamo qui alcune bellissime illustrazioni a colori con descrizioni dettagliate dei famosi talismani in rame <i>tog-lchags <\/i>e di oggetti in pietra. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Il terzo capitolo \u00e8 davvero molto interessante dal punto di vista artistico perch\u00e9 riproduce 232 disegni in bianco e nero di strutture a gradini. Le strutture raffigurate sono organizzate in venti gruppi diversi in base alla tipologia, a cominciare dal tipo pi\u00f9 semplice, per proseguire con esempi maggiormente intricati e giungere infine al culmine con <g id=\"gid_0\">chorten<\/g> buddhisti e non buddhisti di notevole complessit\u00e0. Si presenta qui un bellissimo inventario delle tipologie illustrato da Rebecca Bellezza e altri artisti con meravigliosi disegni di notevole sensibilit\u00e0.  <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Il quarto capitolo affronta il tema delle strutture a gradini analizzando le influenze culturali nell\u2019arte rupestre tra l\u2019Alto Tibet e le regioni nord-occidentali, con particolare riferimento alla disseminazione culturale e al trasferimento di conoscenze verso aree contigue, come la valle di Spiti, il Ladakh e il Pakistan settentrionale.<span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">I <i>chorten<\/i> della valle di Spiti si caratterizzano per uno stile semplice e iscrizioni nella roccia che risalgono alla Preistoria. Anche le strutture a gradini e i chorten del Ladakh presentano principalmente incisioni rupestri, per quanto in questa regione queste strutture abbiano forme peculiari non comuni altrove. Dal punto di vista epigrafico, la differenza che si nota tra l\u2019Alto Tibet e il Ladakh \u00e8 che in questo territorio le iscrizioni sono in Kharostthi, Brahmi e Sarada, e molte sono presenti vicino a chorten. Nel nord del Pakistan (Gilgit-Baltistan) si rileva una massiccia presenza di arte rupestre, proprio come in Ladakh, e sono presenti anche alcuni grandi stupa. Il capitolo quarto \u00e8 inoltre arricchito da un cospicuo numero di disegni in bianco e nero che riproducono questo genere di arte, semplice ma graziosa.    <\/p>\n<p class=\"p1\">La prima parte del volume si conclude con il quinto capitolo, un meraviglioso catalogo fotografico delle strutture in pietra, riprodotte grazie a 220 immagini a colori. \u00c8 questo il cuore dell\u2019opera e rappresenta un contributo davvero rilevante sotto il profilo documentario. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">La seconda parte inizia con il sesto capitolo nel quale \u00e8 presentata un\u2019indagine completa riguardo alle antiche iscrizioni su pietra dell\u2019Alto Tibet. L\u2019autore introduce e descrive le antiche iscrizioni rupestri dell\u2019Alto Tibet e analizza il loro significato in prospettiva storica e culturale. Queste iscrizioni, in tibetano o in una forma di sanscrito \u201ctibetanizzato\u201d, sono uno strumento efficace per la comprensione dei caratteri della religione nell\u2019altopiano tibetano occidentale. Il capitolo si conclude con un utile elenco delle ubicazioni dei siti in cui si trovano iscrizioni rupestri.   <\/p>\n<p class=\"p1\">Il capitolo sette affronta la storia delle iscrizioni rupestri nell\u2019Alto Tibet tramite una descrizione degli sviluppi epigrafici nell\u2019area dell\u2019altopiano tibetano occidentale. Le prime iscrizioni nell\u2019Alto Tibet furono scritte in tibetano antico e le epigrafi incrementano in modo significativo il nucleo di letteratura esistente in questa lingua, che \u00e8 relativamente ristretto. Permettono inoltre di avere una comprensione pi\u00f9 completa dell\u2019evoluzione grammaticale della lingua tramite un confronto tra le forme scritta e parlata.  <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Nell\u2019ottavo capitolo l\u2019autore propone un\u2019analisi paleografica delle iscrizioni rupestri tibetane considerate nel volume. Il tibetano antico dell\u2019epoca era scritto in uno stampatello conosciuto con il nome di <i>dbu-can<\/i> (lettere con la testa). Nel periodo imperiale e post-imperiale sono stati usati differenti tipi di scrittura dbu-can (<i>yig-gzugs<\/i>) distinti sulle diverse superfici usate per scrivere.  <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Bellissime fotografie mostrano i tipi paleografici preistorici e medievali, fornendo un\u2019autentica descrizione fisica delle qualit\u00e0 delle iscrizioni rupestri, come il tipo di calligrafia utilizzato, i tratti delle lettere, e l\u2019ortografia delle iscrizioni stesse. La tradizione paleografica delle iscrizioni rupestri dell\u2019Alto Tibet include molto spesso segni distintivi nella forma calligrafica comune. <\/p>\n<p class=\"p1\">Nel nono capitolo \u00e8 presentata una analisi in cui si spiega dal punto di vista statistico il significato dei mantra e dei rituali nella religione buddhista e bon.<span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Il decimo capitolo, la parte pi\u00f9 bella e ricca del volume, offre un meraviglioso catalogo fotografico e la lettura di iscrizioni rupestri tibetane grazie a 394 fotografie a colori in cui sono immortalate 525 iscrizioni. Ogni iscrizione riportata in fotografia, incisa o dipinta, presenta anche la versione in tibetano, il tipo di scrittura in cui \u00e8 realizzata, i segni grammaticali, e una traduzione in inglese. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Il libro si conclude con una bibliografia completa ed esaustiva utile in modo particolare per gli studiosi e tutti coloro che sono interessati a conoscere la storia antica del Tibet. La lettura del volume d\u00e0 l\u2019impressione di camminare insieme a J. V. Bellezza per i passi dell\u2019altopiano tibetano, scoprendo cos\u00ec accanto a lui, seppur in maniera virtuale, la bellezza dei monumenti arcaici e dell\u2019arte rupestre di un paese affascinante e ancora abbastanza sconosciuto. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><i>Giorgio Dallorto<br \/>Traduzione di Luca Villa<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recensione di &#8220;Drawn and Written in Stone&#8221; di John Vincent Bellezza, famoso archeologo e storico specializzato nel patrimonio pre-buddista del Tibet e autore di numerosi libri e articoli sulla storia antica dell&#8217;altopiano tibetano. <\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":38349,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","_searchwp_excluded":"","footnotes":""},"categories":[1531],"tags":[2327,1807,2328],"class_list":["post-60696","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-cultura-tibetana","tag-recensione-di-libro","tag-storia-tibetana","et-has-post-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60696","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=60696"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60696\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":60697,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60696\/revisions\/60697"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38349"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=60696"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=60696"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=60696"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}