{"id":62264,"date":"2021-10-25T15:05:15","date_gmt":"2021-10-25T15:05:15","guid":{"rendered":"https:\/\/melong.online\/chogyal-namkhai-norbu-a-chengdu-nel-1988\/"},"modified":"2025-11-30T20:56:58","modified_gmt":"2025-11-30T20:56:58","slug":"chogyal-namkhai-norbu-a-chengdu-nel-1988","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/melong.online\/it\/chogyal-namkhai-norbu-a-chengdu-nel-1988\/","title":{"rendered":"Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu a Chengdu, 1988"},"content":{"rendered":"<p><em>Raimondo Bultrini<\/em><\/p>\n<p class=\"p1\">Per trentatre anni ho voluto raccontare le mie esperienze di viaggio con Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu agli altri suoi studenti. Avevo gi\u00e0 scritto un piccolo libro in italian (In Tibet, Shang Shung Editions) subito dopo essere tornato in Italia nell\u2019inverno del 1988, grazie all\u2019editore della rivista di Merigar che a quel tempo era Cesare Spada. Il libro, che contiene i momenti salienti di questo viaggio, era troppo corto e troppo fresco per poter dare la profondit\u00e0 e il fascino dei dettagli di una esperienza unica e ora irripetibile.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Negli anni seguenti ho trascritto \u2013 dando loro la forma di un resoconto di viaggio \u2013 gli appunti del mio diario dal giorno in cui Rinpoche arriv\u00f2 a Beijing a met\u00e0 febbraio del 1988, invitato a dare una serie di conferenze per l\u2019Istituto Nazionale delle Minoranze che ci avrebbe portato dalla capitale cinese a Chengdu e da l\u00ec al Tibet orientale fino a Lhasa. Ho continuato a trascrivere i miei appunti e impressioni per tutto il turbolento e straordinario pellegrinaggio dalla capitale tibetano verso il monte Kailash, in compagnia di altri settanta studenti, tutti pi\u00f9 o meno collegati a diverse comunit\u00e0 Dzogchen in giro per il mondo. <\/p>\n<div id=\"attachment_38403\" style=\"width: 1204px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/chogyal-namkhai-norbu-a-chengdu-nel-1988\/raimondo-in-tibet-2\/\" rel=\"attachment wp-att-23333\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38403\" class=\"wp-image-23333 size-full\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Raimondo-in-tibet-e1635173727496.jpg\" alt=\"\" width=\"1194\" height=\"789\" srcset=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Raimondo-in-tibet-e1635173727496.jpg 1194w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Raimondo-in-tibet-e1635173727496-300x198.jpg 300w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Raimondo-in-tibet-e1635173727496-768x507.jpg 768w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Raimondo-in-tibet-e1635173727496-530x350.jpg 530w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Raimondo-in-tibet-e1635173727496-720x476.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 1194px) 100vw, 1194px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-38403\" class=\"wp-caption-text\">Raimondo davanti alla casa di Changchub dorje a Khamdogar, dove il corpo del maestro era ancora conservato in una cassa sotto sale. Dopo le cerimonie con Rimpoche inizier\u00e0 il processo di distribuzione delle reliquie nei diversi stupa del villaggio<\/p><\/div>\n<p class=\"p1\">Invecchiato e con la memoria che comincia ad appannarsi la trascrizione del diaro \u00e8, credo, un documento importante di per s\u00e8 e, spero, per gli studenti del Maestro, anche se la mia intenzione quando l\u2019ho scritto era quello di rivolgermi a un vasto pubblico. Cos\u00ec molte cose saranno scontate per chi di voi ne legger\u00e0 alcuni passaggi.<\/p>\n<p class=\"p1\">Oggigiorno la narrazione romanzata della storia mi sembra che manchi di profondit\u00e0 e spero di essere in grado di usarla come base e di ripulirla degli errori grossolani di trascrizione dei nomi, di fatti e circostanze imprecisi. Ci\u00f2 nonostante non credo che certe carenze distorcano completamente il significato di quello che ho visto e sentito, spesso dalla voce del Maestro che per molti mesi \u00e8 stato l\u2019unico interlocutore e interprete di quello che ci accadeva intorno, visto che le uniche parole in tibetano che conoscevamo erano quelle dei mantra, imparate a memoria ma che non sempre collegavamo al loro significato. <\/p>\n<p class=\"p1\">Questa prima parte che offro ai lettori del The Mirror con l\u2019umilt\u00e0 di uno studente culturalmente inadeguato per accompagnare un maestro della conoscenza qual era Rinpoche, non riguarda per ora il viaggio vero e proprio. Rileggendo il mio diario ho trovato la trascrizione di una conferenza che il Maestro tenne a Chengdu a giovani studenti e professori dell\u2019Istituto delle Minoranze con cui vorrei introdurre il senso della \u201cmissione\u201d del Professor Norbu in quei mesi ricchi di eventi a cui sono stato fortunato di partecipare. <\/p>\n<p class=\"p1\">Molte delle cose scritte saranno note ai lettori e a chiunque abbia letto il mio libro o sentito le parole di Rinpoche. Qui per\u00f2 erano indirizzate a giovani studiosi tibetani e cinesi e ai loro docenti allo scopo di approfondire la storia antica in chiave moderna. Solo andando alla radice \u2013 ho sintetizzato il lungo discorso da me trascritto quasi per intero e che potete leggere di seguito \u2013 \u00e8 possibile capire la necessit\u00e0 di preservare la cultura tibetana. Dovete per\u00f2 liberarvi dall\u2019idea di trovare delle risposte, prima ancora di studiare senza pregiudizi, cos\u00ec come ogni ricercatore dovrebbe fare. Un suggerimento pratico \u00e8 quello di studiare l\u2019inglese, una lingua che d\u00e0 accesso ad altri tipi di conscenze che oggigiorno sono necessarie per comprendere il mondo contemporaneo e contrastare la tendenza di riscrivere la storia e trasformare il Tibet in un museo.    <\/p>\n<h1>Ricerca della cultura tibetana<\/h1>\n<p><strong>Nel 1988 durante il suo viaggio in Asia Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu fu invitato a dare una serie di conferenze in diversi posti della Cina iniziando da Chengdu, poi nel Tibet orientale per finire a Lhasa. Quello che segue \u00e8 la traduzione della trascrizione di una conferenza che il Maestro ha dato a Chengdu, nella provincia del Sichuan in Cina, a un pubblico di giovani e docenti dell\u2019Istituto delle Minoranze. Nella sua conferenza parl\u00f2 del senso della \u201cmissione\u201d da lui portata avanti in quei mesi cos\u00ec pieni di eventi.  <\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\">Cari professori e studenti,<\/p>\n<p class=\"p1\">sono molto contento di essere di nuovo qui con voi dopo tanti anni. Quando ero giovane, se ben ricordo tra il 1953 e il 1954, venni infatti per la prima volta in questa scuola ad insegnare il tibetano e al tempo stesso per apprendere il cinese. Qualcuno lo ricorder\u00e0 perch\u00e9 vedo tra voi alcuni colleghi conosciuti all\u2019epoca.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Sono passati tanti di quegli anni che gli studenti di allora sono diventati docenti, funzionari, professionisti. Sono contento di essere qui non soltanto per la nostalgia di quegli anni ma anche perch\u00e9 ho notato da parte di tutti, sia professori che allievi, un profondo interesse per la cultura tibetana e per ci\u00f2 che in Occidente ho avuto personalmente modo di apprendere in tutti questi anni di ricerca. <\/p>\n<p class=\"p1\">Sappiamo che la cultura tibetana \u00e8 cos\u00ec antica da rappresentare di per s\u00e9 un valore, non solo per il nostro paese e il nostro popolo ma per il mondo intero. A livello internazionale tutti oggi riconoscono infatti questo valore come contributo per accrescere la conoscenza e la saggezza. La saggezza spirituale in primo luogo ma anche la consapevolezza civile. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Abbiamo attraversato momenti difficili. Io, per esempio, di ti trent\u2019anni da sono stato qui. Poi, per varie circostanze, per varie circostanze, come tutti sanno, sono uscito dal Tibet e ho raggiunto l\u2019India. Non avevo la minima idea di andarmene definitivamente e di lasciare il mio paese ma la nostra vita dipende anche dalle circostanze.   <\/p>\n<p class=\"p1\">So che c\u2019\u00e8 un giudizio negativo nei confronti di quanti sono andati via. Per quanto mi riguarda, ripeto, la verit\u00e0 dei fatti \u00e8 ben diversa. Ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto non era nelle mie intenzioni, non immaginavo nemmeno che avrei studiato all\u2019estero e che avrei contribuito cos\u00ec alla salvaguardia della mia cultura. Ma, come si dice in tibetano, <span class=\"s1\">\u201c<\/span>la causa negativa porta anche la fortuna\u201d. Siccome in quell\u2019anno, il 1959, lo stesso governo tibetano aveva abbandonato il paese, non potevo pi\u00f9 tornare indietro. Decisi quindi di lasciare anche l\u2019India e cercare un luogo dover poter studiare e fare qualcosa di utile.      <\/p>\n<div id=\"attachment_38405\" style=\"width: 307px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/chogyal-namkhai-norbu-a-chengdu-nel-1988\/1988_chogyal_namkhai_norbu_chengdu_003-2\/\" rel=\"attachment wp-att-23336\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38405\" class=\"wp-image-23336\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_Chogyal_Namkhai_Norbu_Chengdu_003.jpg\" alt=\"\" width=\"297\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_Chogyal_Namkhai_Norbu_Chengdu_003.jpg 1367w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_Chogyal_Namkhai_Norbu_Chengdu_003-278x300.jpg 278w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_Chogyal_Namkhai_Norbu_Chengdu_003-768x829.jpg 768w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_Chogyal_Namkhai_Norbu_Chengdu_003-324x350.jpg 324w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_Chogyal_Namkhai_Norbu_Chengdu_003-300x324.jpg 300w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_Chogyal_Namkhai_Norbu_Chengdu_003-720x777.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 297px) 100vw, 297px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-38405\" class=\"wp-caption-text\">Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu (a destra) che cammina per Chengdu con sua sorella, Sonam Palmo, nel 1988. \u00a9 2021 Collezione Namkhai \/ MACO<\/p><\/div>\n<p class=\"p1\">Fu cos\u00ec che raggiunsi l\u2019Italia. L\u00ec c\u2019era un famoso studioso, Giuseppe Tucci, uno dei primi che si fosse interessato alla cultura tibetana divulgandola nel mondo occidentale. Mi invit\u00f2 per una collaborazione di due anni, io accettai e partii per il nuovo paese. <\/p>\n<p class=\"p1\">Per mia fortuna quel professore possedeva, nell\u2019Istituto per il Medio ed Estremo Oriente da lui fondato, una tra le pi\u00f9 grandi collezioni di testi tibetani al mondo, forse la pi\u00f9 grande. Cos\u00ec ebbi modo di leggere, studiare molto e collaborare con il professor Tucci. Naturalmente nei primi anni non leggevo altro che il tibetano. Non conoscevo l\u2019italiano e quel poco di inglese imparato in India non mi serviva, perch\u00e9 in Italia ben pochi parlavano questa lingua.   <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span>Come ben sapete noi tibetani incontriamo parecchie difficolt\u00e0 nello studio della altre lingue. Prima di tutto la struttura stessa della nostra lingua \u00e8 completamente diversa da quello di ogni altra. Inoltre in Tibet non c\u2019era nessuna opportunit\u00e0 di studiare le lingue straniere. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">A tutt\u2019oggi, a tanta distanza di tempo, non esiste per esempio un dizionario tibetano-italiano, bisogna usarne uno dall\u2019inglese.  <\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span>Cos\u00ec, con un certo sacrificio, ho imparato l\u2019italiano. Certamente lo studio di una lingua straniera non pu\u00f2 limitarsi all\u2019apprendimento di un linguaggio ma serve a comprendere il modo di vivere del paese, la sua cultura, le sue conoscenze e abitudini, completamente diverse. Magari che vive sempre in uno stesso paese non si rende conto di tutto questo ma conoscere altre lingue \u00e8 importantissimo e perci\u00f2 oggi tutti lo studiano, per sviluppare la comunicazione, approfondire la conoscenza della realt\u00e0.   <\/p>\n<p class=\"p1\">Quindi io ho imparato molto leggendo da un lato numerosi libri tibetani, dall\u2019altro vedendo il mondo dell\u2019Occidente, il modo di pensare, di studiare, di fare la ricerca. E cos\u00ec per la prima cosa mi sono reso conto dell\u2019importanza della cultura. Prima infatti non avevo le idee molto chiare su questo. Pensavo che per un paese fosse fondamentale lo sviluppo economia, la forza militare e l\u2019organizzazione di governo ma poi osservando meglio la vita e lo sviluppo dei paesi occidentali ho capito che, seppure indispensabili, lo sviluppo economico e militare non avevano per l\u2019individuo la stessa importanza della cultura.    <\/p>\n<p class=\"p1\">Ho visto che in Occidente la scuola elementare \u00e8 obbligatoria per tutti i cittadini e si pu\u00f2 dire che al giorno d\u2019oggi non c\u2019\u00e8 quasi pi\u00f9 nessuno che non abbia frequentato le elementari. In Italia, per esempio, non soltanto le elementari ma anche le scuole medie sono obbligatorie. Questo vuol dire che in Occidente tutti sanno almeno leggere, scrivere e di conseguenza hanno maggiori capacit\u00e0 di ragionamento, di comprensione intellettuale.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Ecco, questa dell\u2019istruzione \u00e8 la base stessa dello sviluppo della cultura. E poi, andando pi\u00f9 a fondo, mi sono reso conto che il valore di ogni cultura \u00e8 legato alla storia di un paese, di un popolo, alle sue origini. Su questo ho riflettuto molto.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Io ho vissuto ormai pi\u00f9 di met\u00e0 della mia vita in Occidente ed \u00e8 probabile che continuer\u00f2 a viverci ancora. Ma sono nato e ho studiato in Tibet, cos\u00ec ho sentimenti e legami molto vivi e forti con la cultura del mio paese. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Se rischiasse di andare perduta non se sarei soltanto dispiaciuto ma farei qualunque cosa in mio potere per salvarla. E questo non soltanto io ma di sicuro tutti i tibetani, ovunque si trovino, in India, in Tibet, in Cina. Ovunque tutti nutrono questo sentimento di riconoscenza.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Per\u00f2 certamente nutrire un sentimento non basta. In qualche modo bisogna agire in pratica, fare qualcosa per divulgare e diffondere questa conoscenza ma soprattutto comprenderne bene il valore. Cos\u00ec ho capito che dovevo risalire alle origini della cultura tibetana e scoprire il valore reale. Dopo due anni di lavoro con il professor Tucci, l\u2019Universit\u00e0 Orientale di Napoli mi offriva una cattedra di letteratura tibetana. Cos\u00ec, mentre svolgevo il mio nuovo lavoro cercavo di seguire anche l\u2019attivit\u00e0 didattica e le conferenze degli altri professori. Questo confronto mi \u00e8 servito molto e ho riflettuto sul fatto che la maggior parte dei testi tibetani, almeno quelli pi\u00f9 accreditati, sono buddhisti. Ma      <\/p>\n<p class=\"p1\">noi sappiamo che prima dell\u2019avvento del buddhismo in Tibet esisteva il B\u00f6npo, la cultura delle origini, e che dopo l\u2019 VIII secolo d.C. questa \u00e8 stata trascurata. \u00c8 nell\u2019ordine naturale delle cose, quando in un paese sorge qualcosa di nuovo, tutto ci\u00f2 che esisteva prima viene considerato privo di valore. Succede spesso. In Tibet \u00e8 stato cos\u00ec. Per questo motivo nello studio della nostra storia si risale fino a Songtsen Gampo e non oltre. Le origini della cultura tibetana vengono fatte risalire di conseguenza all\u2019India e anche in parte alla Cina per scienze come la medicina e l\u2019astrologia, ignorando totalmente tutto ci\u00f2 che c\u2019era in Tibet prima di Songtsen Gampo.    <\/p>\n<div id=\"attachment_38406\" style=\"width: 1661px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/chogyal-namkhai-norbu-a-chengdu-nel-1988\/1988_chnn_chengdu_by_keng_leck_002-2\/\" rel=\"attachment wp-att-23338\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38406\" class=\"size-full wp-image-23338\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_002.jpg\" alt=\"\" width=\"1651\" height=\"1181\" srcset=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_002.jpg 1651w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_002-300x215.jpg 300w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_002-768x549.jpg 768w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_002-489x350.jpg 489w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_002-720x515.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 1651px) 100vw, 1651px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-38406\" class=\"wp-caption-text\">A sinistra Keng Leck, al centro Ayang Tulku, davanti al centro Alex Siedlecki. Foto per gentile concessione di Keng Leck.<\/p><\/div>\n<p class=\"p1\">Ma vediamo le cose con ordine, a cominciare dall\u2019origine del popolo tibetano. I libri di storia di cui stiamo parlando dicono che Songtsen Gampo \u00e8 una emanazione di Avalokite\u015bvara. Poich\u00e9 Avalokite\u015bvara \u00e8 un bodhisattva, mosso quindi dalla compassione, sarebbe stato lui a portare la luce in Tibet, un paese buio e senza cultura, senza spiritualit\u00e0, insomma un luogo abitato da selvaggi.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Alcuni testi narrano addirittura che, quando Buddha Sakyamuni viveva in India, pi\u00f9 di 2.500 anni or sono, in Tibet non c\u2019erano ancora esseri umani. Un bodhisattva, probabilmente lo stesso Avalokite\u015bvara, stando di fronte a Buddha vide una luce espandersi dalla sua fronte in direzione del Paese delle Nevi. Al bodhisattva che gli chiedeva spiegazioni di quella visione il Buddha rispose: \u201c\u00c8 un segno dell\u2019avvenire, Una tua emanazione generer\u00e0 la popolazione del Tibet che successivamente seguir\u00e0 il mio insegnamento e si diffonder\u00e0 la luce nel paese.\u201d  <\/p>\n<p class=\"p1\">Fu cos\u00ec che, secondo questi testi, Songtsen Gampo, come emanazione di Avalokite\u015bvara, invit\u00f2 i maestri buddhisti dall\u2019India e dalla Cina, portando finalmente in Tibet una civilt\u00e0 perfetta. E questo \u00e8 anche il motivo della grande devozione che i tibetani devono nutrire per il re\u2013bodhisattva e i suoi discepoli. <\/p>\n<p class=\"p1\">Ma la verit\u00e0 non \u00e8 proprio quella descritta dai libri. Lasciamo a chi crede in queste cose la questione se Songtsen Gampo fosse o meno una emanazione di Avalokite\u015bvara ma dal punto vista storico non \u00e8 stato cero questo il motivo principale cha ha spinto Songtsen Gampo a introdurre le conoscenze indiane e cinesi in Tibet.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Prima di lui ci sono stati almeno una trentina di re del Tibet, a cominciare dal primo, Odepujal (Myaktri Tsampo) che, vissuto pi\u00f9 o meno al tempo di Buddha Sakyamuni, non regn\u00f2 certamente su terrori privi di esseri umani e dal tempo di quel re fino a Songtsen Gampo tutti i sovrani e il popolo hanno seguito e praticato la religione B\u00f6n. Quindi non era nemmeno un paese buio come dicono, ma c\u2019era una cultura, una conoscenza spirituale.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Inoltre, anteriormente all tempo di Odepujal, esisteva nei territori dell\u2019odierno Tibet occidentale un regno famoso chiamato Shang Shung. Era questo il regno originario del popolo tibetano, con la capitale vicino al monte Kailash, diviso in tre aree, Shang Shung interno, centrale ed esterno. Lo Shang Shung centrale corrispondeva alla regione del Kailash, dove ha sempre avuto sede la capitale, quello esterno agli attuali Tibet centrale e orientale mentre lo Shang Shung interno comprendeva vasti territori intorno alla catena del Karakorum, comprese alcune regioni dell\u2019ex Unione Sovietica, della\u2019Afghanistan, del Pakistan. Un impero, dunque, che fu vasto e potente.   <\/p>\n<p class=\"p1\">Quanto al Tibet, ai suoi inizi era un piccolo regno tributario dello Shang Shung. In tempi nei quali i metodi di governo non erano quelli di oggi, una simile condizione comportava al massimo di dover fare riferimento a quella lontana autorit\u00e0 che inviava di tanto in tanto dei suoi rappresentanti ed esigeva il pagamento di qualche tributo. <\/p>\n<p class=\"p1\">Lo Shang Shung, storicamente, ovvero risalendo a pi\u00f9 di 3.890 anni fa, era anche la patria del B\u00f6n. Il maestro delle origini di questa religione si chiamava Tonpa Shenrap e il suo principale sostenitore era un potente sovrano della Shang Shung, re Triwer (*). <\/p>\n<p class=\"p1\">La storia tibetana comincia a quei tempi. Vi sono infatti testimonianze scritte degli eventi e dall\u2019epoca sappiamo che sul trono dello Shang Shung si sono avvicendati 18 famosi re. Poi \u00e8 nato il Tibet che, seppure con un nuovo nome e altri re, era pur sempre dipendente dallo Shang Shung, non solo perch\u00e9 le origini culturali erano le stesse, cio\u00e8 il B\u00f6n.  <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Dovunque ci fosse il B\u00f6n c\u2019era in qualche modo anche il potere dello Shang Shung. Fu cos\u00ec che, dopo sette dinastie tibetane, alcuni re iniziarono a voler porre sotto controllo il potere dei sacerdoti B\u00f6npo. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">In particolare l\u2019ottavo re del Tibet, Drigum (*), scese in campo contro questi sacerdoti uccidendone molti e distruggendo i monasteri ma il paese, tutto il popolo era radicato nell\u2019antica religione, fedele ai suoi rappresentanti. Il re fu assassinato da un ministro prima che avesse avuto il tempo di portare a termine il suo progetto. Alla fine le cose tornarono come prima.  <\/p>\n<div id=\"attachment_38407\" style=\"width: 1712px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/chogyal-namkhai-norbu-a-chengdu-nel-1988\/1988_chnn_chengdu_by_keng_leck_001-2\/\" rel=\"attachment wp-att-23339\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38407\" class=\"wp-image-23339 size-full\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_001.jpg\" alt=\"\" width=\"1702\" height=\"1181\" srcset=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_001.jpg 1702w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_001-300x208.jpg 300w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_001-768x533.jpg 768w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_001-504x350.jpg 504w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_001-720x500.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 1702px) 100vw, 1702px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-38407\" class=\"wp-caption-text\">Da sinistra: Rinpoche, Alex Siedlecki, Cheh Goh, Keng Leck e Adi dalla Grecia. \u00a9 2021 Namkhai Collection\/MACO<\/p><\/div>\n<p class=\"p1\">Altri re tentarono senza successo di sradicare il B\u00f6n, finch\u00e9 non si giunse ai tempi del famoso re Songtsen Gampo. Era un re di grande intelligenza. Stabil\u00ec subito una serie di alleanze dinastiche chiedendo ed ottenendo come mogli prima una principessa dello Shang Shung, poi una del Nepal \u2013 un regno, all\u2019epoca, prezioso ponte di comunicazione con l\u2019India \u2013 e infine una cinese. <\/p>\n<p class=\"p1\">Il disegno di Songtsen Gampo non era certamente solo quello di prendere delle mogli o di allacciare relazioni diplomatiche ma quello di importare dai loro paesi d\u2019origine le conoscenze che avrebbero permesso di creare la nuova cultura tibetana.<\/p>\n<p class=\"p1\">Nella versione buddhista della storia, che \u00e8 poi quella ufficiale, prima di Songtsen Gampo in Tibet non esisteva la scrittura. Cos\u00ec un giorno il re mand\u00f2 un suo ministro in India per imparare il sanscrito e al suo ritorno cambiarono sia il sistema di scrittura che la grammatica. Da qui la considerazione di Songtsen Gampo come salvatore del Tibet e portare di civilt\u00e0 ma la verit\u00e0 non \u00e8 esattamente questa. Un sistema di scrittura esisteva ed era gi\u00e0 in uso da tempo in tutto lo Shang Shung, Tibet compreso, ma il re volle creare un alfabeto che appartenesse interamente al suo regno Oggi si usa in Tibet una scrittura in stampatello chiamata <i>Uchen<\/i> mentre la scrittura antica derivante dallo Shang Shung, viene utilizzata come corsivo.     <\/p>\n<p class=\"p1\">Ecco quindi chiarito che, sebbene esistesse gi\u00e0 una scrittura, i buddhisti hanno preferito lasciare intendere che fosse stato proprio un re della loro religione a inventarne una e a donarla ai tibetani. In questo modo Songtsen Gampo \u00e8 comunque riuscito nei suoi scopi. Ha portato il buddhismo nel paese invitando maestri dalla Cina e dall\u2019India, creando cos\u00ec una nuova cultura che prendeva il posto dell\u2019antica.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Questa scelta ha contribuito certamente in maniera determinante a sviluppare e completare la cultura tibetana, ma avendo attribuito tutti i meriti all\u2019India e alla Cina si \u00e8 commeso l\u2019errore di ignorare il valore della tradizionale originaria B\u00f6n.<span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Fu comunque proprio Songtsen Gampo a tenere sotto controllo per primo il potere dei sacerdoti B\u00f6npo mentre pi\u00f9 tardi uno dei suoi successori, Trison Detseng (*), invit\u00f2 il grande maestro Padmasambhava e il dotto Sataraskita, per costruire il tempo di Samie, eliminando gran parte della tradizione B\u00f6n dell\u2019epoca. Trison era riuscito positivamente in questa sua impresa perch\u00e9 non aveva soltanto distrutto, ma sostituito gradualmente, costruito e sviluppato la nuova cultura buddhista. <\/p>\n<p class=\"p1\">L\u2019epoca di Sogtsen Gampo fu infine segnata da un altro importante evento storico, la fine dello Shang Shung. Venne infatti annesso al Tibet dopo che Songtsen Gampo ne ebbe ucciso il re. E dell\u2019ex potente impero non rest\u00f2 pi\u00f9 nemmeno il nome. <\/p>\n<p class=\"p1\">Questa \u00e8 la storia che spiega perch\u00e9 Sogtsen Gampo ha portato il buddhismo in Tibet. Non perch\u00e9 non esistesse gi\u00e0 una religione o perch\u00e9 il paese era al buio, abitato da selvaggi. C\u2019era piuttosto un preciso motivo politico. <\/p>\n<p class=\"p1\">Penso che sia molto importante per tutti noi, interessati alla cultura tibetana comprendere bene tutto questo. Perch\u00e9 una cultura come la nostra, che pu\u00f2 far risalire le sue origini a pi\u00f9 di 3.890 anni fa, ha storicamente un valore non inferiore a quello di culture come l\u2019indiana o la cinese. <span class=\"Apple-converted-space\">  <\/span>Non pu\u00f2 essere ignorata la storia di una nazione esistita sulla Terra per cos\u00ec lungo tempo poich\u00e9 rappresenta un tesoro mondiale.<\/p>\n<p class=\"p1\">Se non comprendiamo tutto questo, la gente continuer\u00e0 a prendere in considerazione solo gli aspetti folcloristici delle nazionalit\u00e0 di minoranza e dei ceppi etnici, senza considerare il valore della loro cultura. Non pu\u00f2 essere cos\u00ec. Una conoscenza profonda, esistita 4.000 mila anni fa, che ancora vive e viene trasmessa \u00e8 una cosa grandiosa, importante, non pu\u00f2 andare persa.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Esistono molte culture sulla terra e certamente tutte hanno il loro valore particolare e vanno salvaguardate. Ma quante di queste culture custodiscono in s\u00e9 valori universali?<br \/>Prendiamo ad esempio, in Tibet, le teorie sull\u2019origine dell\u2019uomo. Molti studiosi tibetani quando parlano delle origini sostengono che, secondo l\u2019antico B\u00f6n, tutto sarebbe sorto dall\u2019uovo cosmico. Altri studiosi ridono di questa teoria, la ritengono una sciocchezza, altri ancora sostengono che il principio dell\u2019uovo cosmico non \u00e8 originario del B\u00f6n ma preso a prestito pi\u00f9 tardi dell\u2019induismo e dello shivaismo.    <\/p>\n<p class=\"p1\">Se \u00e8 uno studio a sostenere certe tesi, tutti sono subito pronti a credergli. Perch\u00e9? Perch\u00e9 si pensa che il Tibet sia un paesino che pu\u00f2 avere, s\u00ec, una sua cultura, ma non certo la storia e il valore delle conoscenze acquisite da altre nazioni pi\u00f9 antiche e importanti. Fosse quindi anche la pi\u00f9 originale tra le tradizioni dalla cultura tibetana, questi studiosi si domandano sempre, da dove viene? Dalla Cina o dall\u2019India?  <\/p>\n<p class=\"p1\">Torniamo all\u2019esempio di prima. A pensarci bene se anche fosse vero che la teoria dell\u2019uovo cosmico proviene dallo shivaismo, c\u2019\u00e8 sempre da domandarsi l\u2019origine dello shivaismo stesso, che nei testi sacri di questa religione si colloca sul monte Kailash. Ma dov\u2019\u00e8 il monte Kailash? \u00c8 in Tibet, non vero in India. Pi\u00f9 precisamente \u00e8 il cuore dell\u2019antico regno dello Shang Shung, patria del B\u00f6n. Ecco quindi che lo shivaismo, e tutte le sue teorie, vengono dal B\u00f6n e non viceversa.     <\/p>\n<div id=\"attachment_38408\" style=\"width: 1408px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/chogyal-namkhai-norbu-a-chengdu-nel-1988\/1988_chnn_chengdu_by_keng_leck_004-2\/\" rel=\"attachment wp-att-23340\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38408\" class=\"size-full wp-image-23340\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_004.jpg\" alt=\"\" width=\"1398\" height=\"1066\" srcset=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_004.jpg 1398w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_004-300x229.jpg 300w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_004-768x586.jpg 768w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_004-459x350.jpg 459w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_004-720x549.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 1398px) 100vw, 1398px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-38408\" class=\"wp-caption-text\">ChNN con Cheh Goh e Keng Leck, in partenza da Chengdu per Derge, 1988. Foto per gentile concessione di Keng Leck.<\/p><\/div>\n<p class=\"p1\">Naturalmente questo \u00e8 solo un esempio. Ma basta rifletterci e se ne troveranno molti altri di casi analoghi. Se non si ragiona non si d\u00e0 alcuna importanza a questi aspetti, legati soltanto alla conoscenza di nozioni generali, ma soprattutto ai valori dell\u2019esistenza. Prendiamo un altro esempio. Si dice che, come esseri umani, noi abbiamo un livello fisico, ma anche uno mentale. Quello mentale \u00e8 pi\u00f9 profondo, pi\u00f9 difficile da comprendere.     <\/p>\n<p class=\"p1\">Su questo aspetto, nella tradizione del B\u00f6n \u00e8 esistito anche l\u2019insegnamento Dzogchen, un termine usato anticamente per definire il B\u00f6n della mente pura. \u00c8 un insegnamento cos\u00ec importante che anche nel buddhismo, nel tnatrismo, la finalit\u00e0 della conoscenza \u00e8 considerata Dzogchen. Se 3.000 anni fa, dunque, gi\u00e0 esisteva un interesse cos\u00ec profondo verso la natura della mente umana. Paragonabile a una filosofia, si pu\u00f2 comprendere meglio il grande valore di questa cultura.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Ma la cultura di un paese \u00e8 legata al popolo. Se il popolo non l\u2019applica e non vive di questa cultura, se esiste soltanto come conoscenza intellettuale, si pu\u00f2 intuire che, pi\u00f9 o meno, \u00e8 una cultura morta. Dico questo a voi studenti perch\u00e9 siete venuti qui da diverse zone del Tibet centrale e orientale, dallo Qinqai, dal Kansu, dallo Yunnan, proprio per approfondire questi aspetti della nostra cultura che spero svilupperete con lo studio, la ricerca. \u00c8 molto importante fare questa ricerca con la mente libera. Sapere che cosa vuol dire questo? Che un ricercatore non deve appartenere necessariamente o essere contrario a una religione, oppure ritenersi ateo, materialista. Se qualcuno \u00e8 condizionato da questi limiti non sta ricercando seriamente. Fare ricerca non vuol dire limitare se stessi, o cercare di approfondire gli aspetti che giustificano una sua ideologia gi\u00e0 prefissata.       <\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span>Mi \u00e8 capitato di vedere, alcuni anni fa, molti libri tibetani stampati in Cina e in Tibet, in particolare testi di scuole buddhiste. Da qualche parte ha sempre trovato scritto: \u201c\u00c8 stato deciso di stampare questo libro anche se non segue i principi del materialismo\u2026<span class=\"s1\">\u201d<\/span>. \u00c8 come stabilire ufficialmente che tutti devono seguire il punto di vista del materialismo.  <\/p>\n<p class=\"p1\">Sul livello politico non saprei che cosa dire, magari pu\u00f2 avere una giustificazione ma questo non pu\u00f2 essere l\u2019approccio di chi vuole fare ricerca. Ricerca vuol dire leggere, studiare qualsiasi cosa, sia essa B\u00f6npo, o buddhista, o rituale. Non \u00e8 importante da dove viene se contribuisce a scoprire qual \u00e8 la verit\u00e0 e nel mondo occidentale molto veri ricercatori hanno raggiunto risultati importanti applicando questo metodo, senza porsi dei limiti. Cos\u00ec spero facciate anche voi.     <\/p>\n<p class=\"p1\">Il valore dell\u2019uomo \u00e8 quello di essere libero, es essendo libero si applica, cerca, distingue tra buono e cattivo. Chi sa fare ricerca probabilmente sa trovare anche la propria identit\u00e0 di individuo, finalmente. <\/p>\n<p class=\"p1\">Spero che sappiate proseguire su questo livello, studiare e approfondire. Con questo augurio ci salutiamo e spero di incontrare nuovamente tutti voi. <\/p>\n<p><em>Foto in primo piano: Namkhai Norbu (a destra) mentre passeggia per Chengdu con sua sorella, Sonam Palmo, nel 1988. \u00a9 2021 Namkhai Collection \/ MACO <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1988, durante i suoi viaggi in Oriente, Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu fu invitato a tenere una serie di conferenze in varie parti della Cina, iniziando da Chengdu, poi nel Tibet orientale e infine a Lhasa. 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