{"id":62466,"date":"2022-01-13T09:27:58","date_gmt":"2022-01-13T09:27:58","guid":{"rendered":"https:\/\/melong.online\/tibet-chogyal-namkhai-norbu\/"},"modified":"2025-12-02T15:09:19","modified_gmt":"2025-12-02T15:09:19","slug":"tibet-chogyal-namkhai-norbu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/melong.online\/it\/tibet-chogyal-namkhai-norbu\/","title":{"rendered":"Il Tibet di Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu \u2013 Parte 2"},"content":{"rendered":"<h3>Scrittore e giornalista Raimondo Bultrini racconta il suo viaggio con Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu, con l\u2019aiuto del suo diario e ricordi, attraverso la Cina e poi in Tibet avvenuto nei primi mesi del 1988<\/h3>\n<blockquote><p><i>Onore ai maestri del passato<\/i><br \/>\n<i>Al mio padre e mentore<\/i><br \/>\n<i>Alle sorelle e fratelli del Vajra<\/i><\/p><\/blockquote>\n<div style=\"width: 1204px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Raimondo-in-tibet-e1635173727496.jpg\" alt=\"\" width=\"1194\" height=\"789\"><p class=\"wp-caption-text\">Raimondo, nel 1988, di fronte alla casa di Changchub Dorje a Khamdogar, dove giaceva ancora il corpo del Maestro conservato sotto sale<\/p><\/div>\n<p>Da unico testimone occidentale di tutti gli 8 mesi del viaggio di Choegyal Namkhai Norbu tra Cina e Tibet nel 1988, ho sempre sentito il dovere di raccontare quantomeno i passaggi che ritengo siano pi\u00f9 significativi di quell\u2019esperienza unica e irripetibile. \u00c8 un dovere verso quanti, non solo i pi\u00f9 giovani, conoscono poco questo importante periodo nella vita del maestro. Ogni giornata potrebbe prendere da sola lo spazio di un lungo articolo e mi perdonerete se le cause personali accumulate mi hanno impedito di dedicarmi completamente a un riassunto pi\u00f9 dettagliato. Ma qui vorrei il pi\u00f9 possibile condensare il senso di quel percorso che preparato in dettaglio nei mesi precedenti.   <\/p>\n<p>Rimpoche aveva appena concluso un tour di seminari e ritiri in varie parti dell\u2019emisfero orientale e avrebbe interrotto per quel periodo tra Cina e Tibet i ritmi imposti dalle continue richieste di praticanti da tutto il mondo che lo invitavano ad insegnare lo dzog chen. In Cina, dove non esisteva ancora un gakyil della comunit\u00e0, i suoi libri sul bon e l\u2019antico Tibet erano gi\u00e0 pietre miliari della storiografia tibetana. Nei mesi che ho avuto la fortuna di condividere a suo stretto contatto ho potuto osservare il passaggio del maestro dalla dimensione della cultura occidentale dell\u2019Italia di quegli anni \u2013 con una popolazione quasi equivalente di cattolici conservatori e comunisti \u2013 a un mondo di tradizioni dove tutti seguono il buddhismo Vajrayana e in gran parte vedevano Rimpoche come fonte di benedizione ben pi\u00f9 che di sapienza. Rimpoche ribalter\u00e0 quel punto di vista in diverse occasioni parlando a nomadi, pastori e contadini, ma anche a professionisti e politici, dei metodi di autoliberazione che attraverso il guru yoga di unione con i propri maestri rende indivisibile il praticante dalla fonte della massima benedizione possibile, lo stato di contemplazione.   <\/p>\n<p>In ogni caso Rimpoche era consapevole di non poter deludere quanti si avvicinavano con la testa china per farsi imporre le mani dal guru identificato come intermediario della divinit\u00e0 stessa. \u201cQui \u00e8 diverso. Che altro posso fare se qualcuno va dietro alle forme? Almeno posso recitare per loro un mantra\u201d disse un giorno sorridendo quando gli chiesi perch\u00e9 non avesse mai adottato quel gesto in occidente. Aveva appena finito di toccare centinaia di teste, recitare altrettanti mantra e stava donando innumerevoli oggetti di protezione a quanti ne avevano fatto richiesta soffiando su di essi sillabe sacre, il maestro not\u00f2 la mia attenzione curiosa e poteva leggermi nei pensieri come un libro aperto. Allora raccont\u00f2 di quando molti anni prima a Torino durante un ritiro gli capit\u00f2 di incontrare un occidentale che voleva essere in tutto e per tutto tibetano. \u201cAvevo appena finito di parlare del guru yoga \u2013 raccont\u00f2 \u2013 e suonammo una A prima di dedicare i nostri meriti. Alla fine un uomo si avvicina al mio posto e con rispetto mi chiese se poteva avere una benedizione. Gli dissi che l\u2019aveva gi\u00e0 ricevuta con la pratica dell\u2019unione, ma lui insisteva e allora chiesi che tipo di benedizione volesse. \u201cNon so, faccia qualcosa, mi tocchi\u2026\u201d Ridemmo a lungo e la scena mi torner\u00e0 in mente spesso vista l\u2019intensit\u00e0 antica della relazione maestro devoto ben oltre il contatto fisico e mistico.        <\/p>\n<p>In gran parte Rimpoche ha indossato la stessa giacca a vento rossa e si \u00e8 vestito con gli eleganti indumenti religiosi solo quando gli chiedevano di guidare cerimonie e iniziazioni rituali. C\u2019\u00e8 anche una foto con un elegante abito pesante di velluto che arrivava ai piedi sottilmente ricamato di motivi tibetani e Rimpoche disse che era la veste di antenati aristocratici che furono consiglieri di re.  <\/p>\n<div id=\"attachment_38587\" style=\"width: 447px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38587\" class=\"wp-image-24047 size-full\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/%5ERimpoche-cerimonia-galenteen-copy.jpg\" alt=\"\" width=\"437\" height=\"640\" data-id=\"24047\"><p id=\"caption-attachment-38587\" class=\"wp-caption-text\">Rinpoche a Galenteng mentre d\u00e0 una iniziazione<\/p><\/div>\n<p>Personalmente non avevo mai visto il maestro indossare gli abiti sacri sacri in occidente, e non credo lo abbia mai fatto, ma in quei mesi \u2013 oltre alla foto con la chugkpa amaranto \u2013 mi capiter\u00e0 in almeno due speciali occasioni di scattargli delle foto negli abiti del rito. La prima volta trasmise con un mantello ricamato di rosso a trame dorate e una camicia gialla appartenuti allo zio Khyentse Wangchuk un\u2019iniziazione a pi\u00f9 di mille nomadi dell\u2019area attorno al monastero di Galenteen. Eravamo sotto un enorme tendone bianco aperto ai lati e adattato a gompa con centinaia di uomini, donne con turchesi nei capelli e bambini sul prato gremito anche di cavalli e cavalieri, monaci addetti all\u2019incenso del sang il cui fumo odoroso di cipresso avvolgeva ogni cosa.  <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_38588\" style=\"width: 705px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38588\" class=\"wp-image-24052 \" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/1-10.jpg\" alt=\"\" width=\"695\" height=\"468\" data-id=\"24052\" srcset=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/1-10.jpg 2122w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/1-10-300x202.jpg 300w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/1-10-768x517.jpg 768w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/1-10-520x350.jpg 520w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/1-10-720x485.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 695px) 100vw, 695px\" \/><p id=\"caption-attachment-38588\" class=\"wp-caption-text\">i monaci a Galenteng e il rito del Sang<\/p><\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/i-nostri-maestri-maestri-rigdzin-changchub-dorje\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><\/a><a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/i-nostri-maestri-maestri-rigdzin-changchub-dorje\/\">La seconda occasione fu il rito per consacrare gli stupa nel villaggio del suo maestro Changchub Dorje, durante il quale indossava un mantello di tonalit\u00e0 rossa con fasce azzurre sul quale erano stampati i saggi del lignaggio. In tutte queste occasioni la cerimonia assumeva forme esteriormente molto diverse da quelle che avevo praticato a Merigar e nei Gar occidentali. Difficile descrivere l\u2019intensit\u00e0 delle emozioni scatenate credo anche nel Maestro dalla magia di quei momenti, tra sguardi attenti di volti dai tratti etnici immutati da tempo immemorabile, la musica dei lunghi corni e il cupo rimbombo dei grandi tamburi, la nuvola odorosa piacevole all\u2019olfatto usata per la purificazione anche tra gli indiani d\u2019America, come mi disse Rimpoche che aveva assistito tra i Navaho a riti simili al sang tibetano: \u201cMolti mi scambiavano per uno di loro e chiedevano da quale trib\u00f9 venissi\u201d.<\/a>   <\/p>\n<p>His expedition, which he began in China as an academic, switched between three levels when he arrived in the eastern and western highlands: that already mentioned of being venerated, that of the yogi-pilgrim in the places of his mentors and masters (including the sacred Mount Kailash in the company of a seventy students like me who came from all over the world) and finally, on a more political level, that of negotiating delicate relations with the Chinese authorities. It was in the first and second part of the trip (described briefly in a small book by Shang Shung published shortly after our return to Italy) that the core of ASIA&#8217;s projects was born and entrusted to Andrea Dell\u2019Angelo, who returned with the Master and Giovanni Boni to the same places to start work on them. <\/p>\n<div id=\"attachment_36716\" style=\"width: 725px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-36716\" class=\"wp-image-16289 size-full\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/01_cnn_kangkar_chengdu_1956-e1573900915179.jpg\" alt=\"\" width=\"715\" height=\"800\" data-id=\"16289\"><p id=\"caption-attachment-36716\" class=\"wp-caption-text\">Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu e Gangkar Ch\u00f6kyi Senge, 1953<\/p><\/div>\n<p>Nell\u2019approccio con i funzionari che avrebbero dovuto sostenere i progetti futuri, Rinpoche fu favorito dalle cause che aveva gi\u00e0 seminato in giovent\u00f9. A introdurlo presso governatori locali e capi del partito tibetani e cinesi furono infatti studiosi e professori delle principali universit\u00e0 di studi tibetologici che erano stati suoi studenti o lo avevano conosciuto negli anni \u201950 come rappresentante dei monasteri tibetani. Nel 1953 fu invitato dalla Giovent\u00f9 comunista cinese a visitare Chengdu \u2013 che sar\u00e0 una delle nostre tappe \u2013 e Chongqin, poi gli chiesero di insegnare la lingua tibetana a Menyag e per tre anni fino al 1957 fu docente alla South-western University for Minorities di Chengdu dove a sua volta studi\u00f2 cinese classico e mongolo. Fu in questo periodo che Rinpoche incontr\u00f2 <a href=\"https:\/\/melong.online\/masters-masters-gangkar-rinpoche\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Kangkar Rinpoche<\/a>, una figura molto importante per la sua formazione anche umana, tanto che passando vicino al suo monastero Rimpoche fece acquistare a tutti noi delle coperte fabbricate per finanziare gli yogi che ne continuano il lignaggio.    <\/p>\n<p>The meeting that marked the turning point for Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu took place in 1955 when he was still 17 and living in Chengdu. A dream took him to his master <a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/i-nostri-maestri-maestri-rigdzin-changchub-dorje\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rigdzin Changchub Dorje<\/a> in Khamdogar or Nyaglagar beyond the borders of central Tibet, where we will go in early summer. <\/p>\n<h3>Le aperture cinesi<\/h3>\n<p>A curare per noi il rilascio di tutte le autorizzazioni e visti compreso il mio in quanto assistente di Rimpoche fu proprio uno di quegli studenti assidui frequentatori delle sue lezioni a Chengdu e altri centri della provincia, divenuto un importante funzionario della Regione autonomia tibetana a Pechino. Ne incontreremo molti di ex allievi a Chengdu e a Kangding, importante citt\u00e0 a maggioranza tibetana con un rinomato centro universitario tecnologicamente avanzato. Qui l\u2019accoglienza nell\u2019ateneo tecnologicamente pi\u00f9 avanzato del Sichuan fu tale che il nostro gruppo venne fatto passare tra due ali di studenti con le kat\u00e0 bianche tradizionali e il fiocco rosso dei \u201cpionieri\u201d comunisti, insegnanti e gente del posto sventolavano bandiere buddhiste (\u00e8 vietato il tradizionale leone delle nevi) e quelle rosse della Cina.  <\/p>\n<p>I capi politici e gli amministratori, in linea con il nuovo corso pi\u00f9 aperto e tollerante del partito, non vedevano pi\u00f9 come un pericolo l\u2019idea di preservare \u2013 come proponeva loro Rimpoche \u2013 l\u2019antica cultura dei tibetani. Anche i tulku, i cosiddetti \u201cbuddha viventi\u201d secondo la definizione cinese, erano stati in un certo modo \u201criabilitati\u201d dopo gli eccessi dell\u2019esercito e le persecuzioni della rivoluzione culturale (negli anni \u201890 una legge affid\u00f2 poi la loro selezione al partito che ipotec\u00f2 la scelta stessa delle reincarnazioni principali come il Dalai e il Panchen lama). <\/p>\n<p>Rimpoche parl\u00f2 spesso di questa antica istituzione iniziata da un maestro Kajugpa nel XIII secolo (e \u201ccopiata da tutte le altre scuole\u201d, disse) verso la quale era piuttosto critico per l\u2019uso troppo distorto del titolo e l\u2019eccessivo potere materiale delle istituzioni che contano sulla fama del tulku. Anticipava quello che dir\u00e0 lo stesso Dalai lama molti anni dopo: \u201cMan mano che l\u2019era degenerata avanza aumentano i riconoscimenti di reincarnazioni di importanti lama. Per qualche motivo politico sono stati riconosciuti un incredibile numero di persone con criteri inappropriati e discutibili, e questo ha enormemente danneggiato il Dharma\u201d. La prova \u00e8 \u2013 scrive \u2013 che la Cina ha creato delle speciali commissioni politiche per gli affari religiosi con il potere di \u201ccertificare i Buddha viventi\u201d, come il partito chiama le presunte \u201creincarnazioni\u201c. Nel 2017 sul New York Times Sua Santit\u00e0 us\u00f2 parole ancora pi\u00f9 chiare e inequivocabili su come impedir\u00e0 ai cinesi ogni possibile stratagemma per sostituirlo: \u201cTutte le istituzioni religiose, tra cui il Dalai Lama, si sono sviluppate in circostanze feudali \u2013 disse \u2013 corrotte da sistemi gerarchici, e hanno cominciato a discriminare tra uomini e donne; sono giunti (perfino) a compromessi culturali con leggi simili alla Sharia e al sistema delle caste\u201d. \u201cPertanto (con me), l\u2019istituzione del Dalai Lama, con orgoglio, volontariamente, si \u00e8 conclusa\u201d.    <\/p>\n<p>Rimpoche aveva spiegato pi\u00f9 volte a me e altri compagni di viaggio che la fama e il prestigio del titolo tra le popolazioni tibetane non sempre corrispondeva alle qualit\u00e0 di lama e abati dagli abiti pomposi, titolari di labrang \u2013 le propriet\u00e0 dei monasteri \u2013 i cui amministratori o Geko erano spesso in guerra con altri per l\u2019influenza sui villaggi e entrate pi\u00f9 larghe. Lo stesso zio Khyentse e il suo precedessore dovettero subire campagne di discredito dei grandi monasteri e dei loro stessi Geko per la loro opposizione al circuito del dharma business e i lunghi periodi passati negli eremi a praticare. <\/p>\n<p>Rimpoche torn\u00f2 nel suo paese 34 anni fa con l\u2019intento, realizzato, di porre in quell\u2019anno le basi delle attivit\u00e0 di A.S.I.A. ma cap\u00ec che esistevano le condizioni per la nascita della comunit\u00e0 Dzogchen cinese, oggi parte integrante di quella internazionale. A diversi livelli dell\u2019amministrazione pubblica da Pechino a Chengdu, da Qamdo a Derghe in molti vollero sostenere le sue idee per una integrazione tra due mondi apparentemente tanto separati come Tibet e Cina. Rimpoche rese chiaro a tutti che i due vicini, seppure divisi dalla politica avevano a lungo avuto intensi interscambi culturali e religiosi, fin da quando il buddhismo si diffuse dall\u2019India anche in Cina attraverso i primi pellegrini. Ricord\u00f2 che molti imperatori si convertirono al Vajrayana e \u2013 come avevano fatto i potenti khan mongoli \u2013 ricevettero numerosi insegnamenti spirituali da diversi Dalai lama.   <\/p>\n<p>Il maestro disse fin dal suo arrivo a Pechino che intendeva aprire scuole e creare servizi comunitari specialmente per i nomadi, ma anche avviare seminari per monaci di tradizioni tradizionalmente neglette. Sapeva che non sarebbe stato facile ma quel periodo storico era forse l\u2019unica finestra aperta dentro la grande muraglia dell\u2019ideologia cinese. Infatti dopo Tien an Mien la Cina torn\u00f2 a chiudersi e trasformo\u2019 radicalmente il panorama e lo stile di vita di gran parte della popolazione. \u00c8 stato un merito di A.S.I.A. quello di poter concludere i suoi progetti evitando la sorte di altre onlus internazionali indipendenti costrette a lasciare il paese, senza abbandonare mai l\u2019idea originaria di portare sostegno a comunit\u00e0 vittime \u201ccollaterali\u201d di un progresso che stava stravolgendo \u2013 oltre all\u2019ambiente sul tetto del modo \u2013 sistemi antichi ed efficienti di sussistenza delle trib\u00f9, specialmente nomadi.    <\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24055 size-full alignnone\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Screenshot-2022-01-13-at-09.58.51-1.png\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"590\" data-id=\"24055\" srcset=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Screenshot-2022-01-13-at-09.58.51-1.png 800w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Screenshot-2022-01-13-at-09.58.51-1-300x221.png 300w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Screenshot-2022-01-13-at-09.58.51-1-768x566.png 768w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Screenshot-2022-01-13-at-09.58.51-1-475x350.png 475w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Screenshot-2022-01-13-at-09.58.51-1-720x531.png 720w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>Rimpoche parlava spesso in viaggio dell\u2019importanza di questi pastori erranti nella cultura tibetana (scrisse un libro interamente dedicato a loro) e della loro relazione con la natura primordiale. Di nomadi ne incontreremo a centinaia sotto le loro tende di stoffa usate durante gli spostamenti brevi, o di lana di yak delle residenze invernali. Il Maestro li intratteneva per ore raccontandogli storie dell\u2019esotico occidente che incantavano grandi e bambini al fuoco delle stufe, e ascoltava i loro racconti chiedendo di spiegargli cos\u2019era successo alle loro vite dopo l\u2019arrivo dei cinesi. Seppe che gli esperimenti delle cooperative di nomadi erano falliti ma che tutti temevano qualche altra iniziativa per limitare la libert\u00e0 da sempre goduta dalle famiglie di scegliere le pasture per gli animali. (Oggi purtroppo i nomadi vivono in gran parte dentro compound di stile cinese e si sono visti imporre una vita pi\u00f9 sedentaria e controllata).    <\/p>\n<h3><b>La natura del Tibet<\/b><\/h3>\n<p>Fu in due occasioni, rimaste impresse nella mia memoria, che Rinpoche spieg\u00f2 il rapporto tra mistici tibetani e natura, in anni durante i quali le preoccupazioni ambientali non erano ancora il tema del giorno. Un mattino mentre attraversavamo un bosco del Tibet orientale, molto pi\u00f9 verde di quello occidentale, disse che ogni albero era per lui un oggetto di contemplazione. Nei miei appunti annotai di avere avuto un flash, immaginai un mondo dove ciascuno viveva in simbiosi con il proprio albero come poteva accadere in una delle tante dimensioni di cui mi parl\u00f2 il Maestro. Pensai anche al fatto che sotto un banyan si sarebbe illuminato il Buddha, e sotto gli stessi rami usc\u00ec dal grembo della madre.   <\/p>\n<p>A met\u00e0 maggio la neve non era ancora sciolta sui prati delle alte quote che si riempivano di fiori gialli e rossi sotto cieli di un azzurro mai visto. Ci fermammo qualche chilometro prima del monastero dello zio abate Khyentse W dove scendemmo dall\u2019auto per seguire a piedi una strada laterale sterrata e qui apparve l\u2019incanto di un laghetto circondato di abeti e ginepro. Rinpoche fiss\u00f2 intensamente i colori e le forme incantevoli dello specchio d\u2019acqua che sembrava un turchese trasparente incastonato tra la neve e il verde intenso degli alberi. Disse di esserci venuto con lo zio abate quando aveva 11 anni, e ne fu talmente incantato che voleva costruirci un monastero. \u201cDa allora \u2013 mi disse \u2013 ogni volta che la mia mente \u00e8 disturbata da elementi esterni e da problemi apparentemente irrisolvibili, torno sempre qui, in questo lago\u201d.    <\/p>\n<p>Spiego\u00f2 che quando era piccolo aveva un\u2019idea molto diversa delle priorit\u00e0 essendo stato educato a diventare un maestro e potenziale capo di qualche monastero. Ma l\u2019importanza delle istituzioni religiose divenne relativamente secondaria per Rinpoche quando incontr\u00f2 il suo Maestro di Dzogchen Changchub Dorje a Khamdogar del quale spero di poter parlare nella seconda parte di questo racconto. <\/p>\n<p>Quella mattina sulle rive del lago della sua infanzia il maestro spieg\u00f2 la sua nuova idea su<span class=\"Apple-converted-space\">  <\/span>come utilizzare quel luogo incantevole. \u201cSe possibile vorrei costruire qui un luogo di pratica che possa essere anche utilizzato dalla nostra gente della comunit\u00e0 internazionale\u201d, disse. Non so se quell\u2019idea ha poi trovato applicazione, ma temo che l\u2019irrigidimento politico e la politicizzazione delle autorit\u00e0 religiose possa avere reso difficile questa parte del programma di Rinpoche.  <\/p>\n<p>Per dare un\u2019idea dei cambiamenti avvenuti al tempo del suo arrivo, il Maestro giunse a Pechino da Hong Kong quando mancavano 9 anni al ritorno dell\u2019isola alla Cina, evento che secondo lui poteva cambiare gli assetti di potere anche a Pechino. C\u2019era stata la perestroika con le prime riforme liberali russe e Deng Xiao Ping a Pechino apriva la Cina al mondo, ospitando perfino i primi inviati del \u201cnemico\u201d Dalai lama a Lhasa. Un anno dopo il viaggio del Maestro, la rivolta di Tien an Mien fu di fatto il tentativo di ridimensionare il potere della classe dirigente del nord, di lingua mandarina. Dal mondo degli uomini d\u2019affari e politici del sud tradizionalmente pi\u00f9 aperti proveniva un potente simpatizzante degli studenti in rivolta, il segretario generale del partito Zhao Zhiyang, poi allontanato.   <\/p>\n<p>Era facile capire come applicando la base dello Dzogchen il maestro agisse secondo le circostanze che imponevano il rispetto delle leggi ma anche delle abitudini dei paesi che incontravamo. Era esteriormente facile per lui, anche se a livello emotivo lo accompagnava un sentimento di enorme tristezza fin da quando per rivedere il suo Tibet aveva dovuto ottenere l\u2019autorizzazione da genti straniere. Il Maestro ha autoliberato col tempo gli ostacoli di passioni profonde e dolorose, perfino il senso di colpa che mi disse di aver provato per aver messo in pericolo la sua famiglia in quanto \u201cbuddha vivente\u201d, quindi nemico del popolo.  <\/p>\n<p>Qui vorrei anticipare un altro aspetto importante \u2013 di certo lo fu per me \u2013 di quel viaggio dell\u201988. Mentre salivamo in jeep gli altipiani oltre Ya\u2019an per entrare in Tibet Rimpoche mi chiese che cosa pensassi di Sua Santit\u00e0. Mi resi conto di non avere una risposta precisa, conoscendo poco gli stessi metodi della sua scuola Gelugpa. Risposi che lo conoscevo pi\u00f9 come leader politico che religioso, e allora il maestro mi parl\u00f2 di una storia che sarebbe diventata la mia ossessione negli anni a venire, anche se in quel momento non mi resi conto della sua importanza per il futuro stesso della cultura tibetana e del suo rappresentante pi\u00f9 celebre, l\u2019attuale XIV detentore del titolo di Oceano di saggezza. Spieg\u00f2 che il movimento anti-settario Rimed nel quale si identificava, aveva fino agli anni \u201970 una forte riserva verso una forma di culto delle \u201cGuardie\u201d o protettori alla quale era associato il leader tibetano. Prevedeva infatti la \u201cpresa del rifugio\u201d in un essere considerato difensore della pura dottrina Gelugpa contro ogni altra \u201ccontaminazione\u201d. Quando i berretti gialli erano al potere \u201cconiavano anche le monete\u201d mi spieg\u00f2 un giorno il Maestro davanti a un grande monastero della scuola a Derghe, \u201ce non intendevano cedere il potere del loro clero ad altre scuole\u201d.       <\/p>\n<p>Solo pi\u00f9 tardi seppi che al tempo della sua \u201ciniziazione\u201d al controverso \u201cspirito\u201d il Dalai lama era circondato di tutori e consiglieri che praticavano il culto di un essere gyalpo chiamato Shugden, anche se il protettore ufficiale di tutti i Dalai lama era Palden Lhamo. Di conseguenza \u201cnessun religioso delle altre tre scuole \u2013 mi disse il Maestro \u2013 n\u00e9 altri praticanti dello Dzogchen come me avrebbero mai preso iniziazioni dal Dalai Lama\u201d. La causa era proprio quel suo legame con uno \u201cspirito nocivo\u201d, come lo definir\u00e0 anni dopo il Dalai Lama stesso. \u201cMa ora \u2013 aggiunse il Maestro \u2013 tutto \u00e8 risolto. Sua Santit\u00e0 ha capito lo spirito divisivo di quella pratica e ha invitato tutti i tibetani a interromperla. Ora sono pronto a ricevere un\u2019iniziazione da lui\u201d (cosa che accadr\u00e0 a Gratz anni dopo, ndr).   <\/p>\n<p>Il motivo di quel vecchio conflitto mi risult\u00f2 sempre pi\u00f9 chiaro quando lavorai con il sostegno del Maestro e dello stesso leader tibetano esule al libro sulle conseguenze di quella vicenda per gli eventi storici ancora in corso. La Cina trover\u00e0 nei lama del culto dei fedeli alleati per la strategia di sostituire alla sua morte il Dalai Lama con un tulku educato dai suoi nemici interni e dai consiglieri del partito. Giunsero anche a finanziare la rumorosa campagna internazionale anti-Dalai Lama accusato da una \u201ccoalizione\u201d pro-Shugden di \u201cpersecuzione religiosa\u201d, con azioni pubbliche che ebbero vasta eco internazionale e poco effetto pratico.  <\/p>\n<p>Ma vorrei tornare ora alle tappe del viaggio da quando lasciammo la capitale cinese Pechino, dove il maestro alloggiava nella casa di Donatella Rossi in un compound per occidentali e io nelle stanze in affitto degli studenti nell\u2019universit\u00e0 di Beid\u00e0, dove di l\u00ec a poco si accender\u00e0 il primo focolaio delle rivolte di Tien An Mien che porr\u00e0 fine all\u2019era pi\u00f9 liberale di Deng.<\/p>\n<p>Atterrammo la sera del 2 maggio a Chengdu, capoluogo del Sichuan e ancora oggi porta d\u2019ingresso turistica al Tibet, accolti da una piccola folla di parenti e tibetani avvisati del suo arrivo. Tra loro la sorella del Maestro Sonam Palmo, di poco pi\u00f9 anziana e straordinariamente somigliante tranne le lunghe treccine coi turchesi e nastri colorati come un\u2019indiana d\u2019America.<br \/>Era giunta da Lhasa con la figlia adottiva Phuntsok, un medico oggi noto a molte persone della comunit\u00e0 e indossava un cappellino di lana marrone, una chupa abbondante e sproporzionata al caldo della pianura cinese dalle cui maniche uscivano i guanti aperti sulle dita che ruotavano lentamente e continuamente un mala. Rimpoche e il suo variopinto corteo \u2013 che non manc\u00f2 di far colpo su un gruppo di turisti giapponesi \u2013 incurios\u00ec anche i giovani cinesi alla reception del Minshan hotel, pure abituati alla presenza di tutte le etnie tibetane in citt\u00e0.   <\/p>\n<p>In parte il corteo si trasfer\u00ec \u2013 scherzando sugli ascensori ancora inusuali in Tibet \u2013 nella stanza messa a disposizione del Maestro e del suo assistente dall\u2019Istituto delle minoranze. Il direttore aveva spedito un\u2019auto all\u2019aeroporto ed era venuto a sincerarsi personalmente che il sapiente venuto dall\u2019Ovest si trovasse a suo agio. Volle anche farci provare subito le specialit\u00e0 super piccanti del Sichuan anche se era gi\u00e0 sera tarda. Rimpoche ricord\u00f2 a cena il suo viaggio negli anni \u201950 attraverso questa provincia e lo stato, quando i cinesi non avevano ancora raggiunto gli eccessi della rivoluzione culturale e il maestro accett\u00f2 di viaggiare in varie citt\u00e0 cinesi come rappresentante della giovent\u00f9 comunista del Tibet. Ricordando quegli anni spieg\u00f2 al direttore dell\u2019Istituto che per lui \u00e8 sempre stato importante conoscere come si forma la societ\u00e0 di un paese per sapere qual \u00e8 il modo migliore di comportarsi in ogni circostanza e con rispetto. \u201cQuando giunsi in Italia negli anni \u201960 \u2013 gli disse \u2013 dopo aver appreso le basi della lingua, frequentai sia le sezioni del partito comunista che i circoli parrocchiali cattolici per capire come pensava la gente\u201d.     <\/p>\n<p>Al mattino successivo, dopo una brusca sveglia non richiesta del notiziario radio nazionale delle 06.00, Rimpoche mi spieg\u00f2 che ben pochi degli interlocutori cinesi che avremmo incontrato sapevano distinguere tra religiosi clericali e maestri senza \u201cchiesa\u201d quali sono considerati i praticanti dello dzog chen. Chiesi al Maestro con quale spirito avrebbe attraversato un paese come il suo, dove \u2013 nonostante le aperture recenti \u2013 la politica del partito sembrava giocare un ruolo sempre pi\u00f9 importante di quello della religione in ogni aspetto della societ\u00e0. Rispose che in ogni circostanza \u00e8 sempre meglio riflettere sulla ragioni che dividono la societ\u00e0 e non schierarsi mai completamente con una delle parti perch\u00e9 si pu\u00f2 perdere la possibilit\u00e0 di agire per il vantaggio di entrambe. Spieg\u00f2 che questo insegnamento pi\u00f9 pratico che spirituale lo aveva appreso non da uno dei suoi maestri di dharma, n\u00e9 dagli zii abati yogi, ma da un fratello di suo padre che fu un importante uomo politico e vice presidente di una provincia. \u201cQuesto zio \u2013 raccont\u00f2 Rinpoche \u2013 mi spieg\u00f2 che autorit\u00e0 e potere gli venivano dalla sua capacit\u00e0 di esporre le critiche al sistema ma di saper trovare sempre una mediazione. Quando avevo 15 o 16 anni mi disse: \u201cTu ora sei giovane ma quando crescerai non stare mai completamente da una parte o dall\u2019altra\u201d.    <\/p>\n<div id=\"attachment_38525\" style=\"width: 287px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38525\" class=\"wp-image-23803 \" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/3a.-Jamyang-Ch%C3%B6kyi-Wangchug.courtesy-of-Master-Bi-Song.jpg\" alt=\"\" width=\"277\" height=\"412\" data-id=\"23803\"><p id=\"caption-attachment-38525\" class=\"wp-caption-text\">Jamyang Ch\u00f6kyi Wangchug. Per gentile cortesia di Master Bi Song<\/p><\/div>\n<p>Il maestro viaggi\u00f2 nel suo Tibet costellato di ricordi della drammatica sorte di amici di giovent\u00f9, maestri, persone care, un padre e un fratello uccisi nei campi di lavoro cinesi, e il misterioso decesso dello zio Khyentse Wangchuk, abate del monastero e leader spirituale del villaggio di Galenteen dove passeremo molte settimane. Khyentse doveva essere linciato e fucilato pubblicamente insieme ad altri tre maestri suoi amici e grandi praticanti nel capoluogo Derghe in quanto \u201cfalsi Buddha viventi nemici del popolo\u201d e dimostrare la loro vulnerabilit\u00e0 umana. Ma 3 giorni prima dell\u2019esecuzione l\u2019abate venne trovato senza vita nella posizione meditativa dalle guardie rosse della prigione dov\u2019erano tutti rinchiusi. Non solo, in celle diverse e allo stesso tempo morirono gli altri lama.   <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Nella stessa prigione era costretta a lavori estenuanti la sorella anziana di Rimpoche Jamyang Chodron, una discepola di tutti e tre: il Khyetse, Shechen Rabjam e Drugpa Kuchen. Fu la sola a poterli incontrare, isolati com\u2019erano ta loro, e fu lei a portare agli altri l\u2019unico messaggio del Khyentse, una frase sul Grande simbolo che era stata concordata forse anticipando ci\u00f2 che sarebbe loro successo, lo stesso trattamento umiliante subito da altri maestri, costretti a percosse, crudeli processi e perfino a farsi cavalcare da invasati con delle redini al collo, esecuzioni sommarie. Sono molti i dettagli delle crudelt\u00e0 commesse dai cosiddetti <em>burtsonpa<\/em> (gli attivisti) come vedremo ancora, e li descrive il Maestro nella biografia de <em>La Lampada<\/em> trasmessa ad Enrico alla quale rimando per chi voglia saperne di pi\u00f9.  <\/p>\n<p>Centinaia di maestri e discepoli vennero torturati ferocemente davanti a folle eccitate dal sangue e dalla violenza sui \u201ccontrorivoluzionari\u201d, una \u201cevidente manifestazione di gyalpo \u2013 mi disse il maestro \u2013 che si nutre della rabbia e delle provocazioni dell\u2019uomo all\u2019ordine della natura primordiale\u201d. Il mondo seppe solo pi\u00f9 tardi il clima di terrore che si era creato in ogni famiglia spesso divisa tra figli di opposte posizioni sull\u2019indipendenza dalla Cina e la fedelt\u00e0 alla religione degli avi. <\/p>\n<p>Rinpoche stesso, nel Sikkim indiano dal \u201856 senza pi\u00f9 collegamenti con il Tibet occupato, mi disse che fino al \u201979 non riusc\u00ec in generale a sapere niente della sorte dei suoi parenti. Ma all\u2019inizio degli anni \u201970 \u201cla notizia della morte di Khyentse Wangchuk \u2013 spieg\u00f2 \u2013 mi giunse in modo del tutto inatteso. Un maestro a capo della scuola Sakyapa mi scrisse per dirmi che aveva avuto la visione dello zio reincarnato in mio figlio Yeshe, cos\u00ec venni a sapere che era morto\u201d. Durante il soggiorno a Galenteen racconter\u00e0 altri dettagli, tra i quali la morte innaturale di due degli accusatori di suo zio davanti al \u201ctribunale del popolo\u201d. Ma rimando ancora a La Lampada, e racconter\u00f2 pi\u00f9 avanti solo un aneddoto personale interessante che riguarda altre due figure di ex \u201crivoluzionarie\u201d torturatrici ancora in vita.   <\/p>\n<p><em>Continua nel prossimo numero di The Mirror.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scrittore e giornalista Raimondo Bultrini continua il racconto dei suoi viaggi con Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu attraverso la Cina e il Tibet nei primi mesi del 1988.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":43898,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","_searchwp_excluded":"","footnotes":""},"categories":[1545],"tags":[1634,1732,1842,1843],"class_list":["post-62466","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dal-passato","tag-chnn-it","tag-immagini-dal-passato","tag-raimondo-bultrini-it","tag-viaggio-in-tibet","et-has-post-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62466","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=62466"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62466\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62467,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62466\/revisions\/62467"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43898"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=62466"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=62466"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=62466"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}