{"id":62623,"date":"2022-02-24T08:34:53","date_gmt":"2022-02-24T08:34:53","guid":{"rendered":"https:\/\/melong.online\/tibet-chogyal-namkhai-norbu-parte3\/"},"modified":"2025-12-06T20:36:28","modified_gmt":"2025-12-06T20:36:28","slug":"tibet-chogyal-namkhai-norbu-parte3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/melong.online\/it\/tibet-chogyal-namkhai-norbu-parte3\/","title":{"rendered":"Il Tibet di Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu \u2013 Parte 3"},"content":{"rendered":"<p><strong>Raimondo Bultrini continua il suo racconto del viaggio in Tibet con Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu nel 1988, arrivando a Derghe, negli altopiani, e a Galenteen.<\/strong><\/p>\n<h3><b>Verso Derghe<\/b><\/h3>\n<p>Di ritorno in Asia dai ritiri in Giappone e Australia Rimpoche era passato da Hong Kong dove lo aveva molto colpito l\u2019opulenza e la frenesia affaristica dell\u2019isola che costituiva un modello della futura Cina, in attesa che scadesse nel \u201897 dopo 156 anni di governatorato la concessione al governo britannico con il ritorno sotto le leggi di Pechino. Il Maestro si domandava se per il Tibet fosse possibile seguire lo stesso modello previsto a Hong Kong di \u201cUn paese due sistemi\u201d, ma temeva l\u2019impatto tra la sua gente di un modello di sviluppo industriale e commerciale basato sullo sfruttamento di ambiente e risorse. <\/p>\n<p>La stessa mattina cominciata con la rumorosa radio-sveglia dell\u2019albergo, un pezzo del corteo che ci aveva accolto all\u2019arrivo sedeva sul pavimento nella nostra stanza e in quella di Sonam Palmo e Phuntsok. Avevano aperto per la colazione grandi sacchi di tela riempiti di <g id=\"gid_0\">tsampa<\/g> e Rimpoche riassapor\u00f2 con gioia quel gusto d\u2019infanzia mostrandomi come mischiare la farina d\u2019orzo col t\u00e8 al burro versato dai grandi thermos cinesi nella ciotola di legno che mi regalarono i suoi parenti da portare con me per tutto il viaggio nello stile dei nomadi. Ovunque vadano i pastori di yak e dri (le femmine) ne portano una con s\u00e9 per ricevere l\u2019offerta di t\u00e8 delle varie famiglie che incontreranno nelle loro tende bianche durante gli spostamenti estivi delle mandrie sugli altipiani e in quelle nere di pelo animale che li difendono dall\u2019inverno himalayano.  <\/p>\n<div style=\"width: 244px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Raimondo-Bultrini-234x350.jpg\" alt=\"\" width=\"234\" height=\"350\"><p class=\"wp-caption-text\">Raimondo Bultrini<\/p><\/div>\n<p>Quella tazza dove si mischia <em>tsampa<\/em> e t\u00e8 \u00e8 un oggetto prezioso e tradizionalmente ogni tibetano ne porta una racchiusa in una tasca della <em>chuba<\/em>. Quella di Rimpoche era trasportata dalla sorella o dalla nipote e la mia stava infilata dentro la tasca interna di una giacca a vento e sar\u00e0 preziosa lungo gran parte del percorso nelle aree meno abitate degli altipiani, assieme alla carne di yak secca che i parenti del Maestro avevano stagionato all\u2019aperto nell\u2019aria rarefatta delle montagne. Fu solo un assaggio, perch\u00e9 a pranzo Rimpoche era stato invitato dalle autorit\u00e0 del Sichuan a un pasto con banchetto zeppo di portate e dovette onorare mangiando il pi\u00f9 possibile tra molti boccali di birra cinese. Era il primo incontro ravvicinato con le autorit\u00e0 statali che avrebbero dovuto dare il loro parere decisivo alle sue proposte di collaborazione pratica sul campo. Rallegrati da pietanze e bevande che comprendevano potenti liquori cinesi si spinsero a interrogare il Maestro sui suoi rapporti con il Dalai Lama e Rimpoche con franchezza disse che il leader in esilio non \u00e8 un nemico della Cina come molti vogliono fare intendere, e spieg\u00f2 loro il significato dei 5 punti politici dell\u2019accordo proposto alla Cina da Sua Santit\u00e0.    <\/p>\n<p>Gli disse che ognuno di questi punti \u00e8 in linea con la Costituzione stessa delle Nazioni Unite, accettata anche dal partito comunista cinese, e che gli argomenti esposti andrebbero discussi invece di rifiutarli a priori. Ne potevano trarre giovamento tutti, aggiunse, e neanche la Cina poteva ignorare la necessit\u00e0 di una reale autonomia non solo per i tibetani ma anche per tutte le altre minoranze etniche. Concluse la conversazione \u2013 che si protrasse con diversi kamp\u00e8 \/ brindisi \u2013 dicendo che tra le sue principali intenzioni c\u2019era quella di preservare la cultura e la lingua tibetana prima che le rapide trasformazioni la distruggano. Come avemmo modo di constatare nel corso del viaggio, stava infatti iniziando una colonizzazione dall\u2019esito oggi sotto gli occhi di tutti. Bastavano a capirlo le immagini degli alberi tagliati trasportati da enormi Tir cinesi che incontravamo lungo le strade di confine e le centinaia di tronchi visti fluttuare lungo i fiumi scesi dall\u2019Himalaya destinati alle grandi segherie cinesi.    <\/p>\n<p>Quella dell\u201988 fu la prima vera immersione piena di Rimpoche nei luoghi d\u2019origine e della sua formazione di \u201c<em>tulku<\/em>\u201d o reincarnato. Al Maestro fu facile comprendere ci\u00f2 che stava avvenendo in un paese che aveva lasciato prima della piena occupazione militare cinese trent\u2019anni prima, mentre io potevo solo contare sulle mie letture di storia e sull\u2019esperienza di due viaggi, uno giornalistico effettuati nei due anni precedenti a Pechino tra gli intellettuali e un altro come assistente di un gruppo in visita alle localit\u00e0 turistiche del sud, sempre accompagnato da guide ufficiali. <\/p>\n<p>Non sempre il Maestro aveva tempo di tradurre o parlarmi del tipo di persone e luoghi che incontravamo, ma fece del suo meglio usando la comune lingua italiana, oltre a cercare di insegnarmi le basi del tibetano grazie a un gioco per bambini, una serie di caratteri con la translitterazione occidentale di consonanti e vocali. Scrisse a mano una serie di bigliettini ripiegati con cura e messi in un borsellino tibetano e mi invit\u00f2 a estrarne di tanto in tanto uno e memorizzarlo. Non feci ahim\u00e9 molti progressi e questo isolamento linguistico pes\u00f2 spesso sul mio umore, escluso dal percepire fino in fondo l\u2019intensit\u00e0 del dialogo che si svolgeva quasi quotidianamente davanti ai miei occhi tra il Maestro e le migliaia di tibetani che venivano a incontrarlo dovunque ci trovassimo.  <\/p>\n<p>Lo precedeva la fama ancora viva dei suoi predecessori e maestri, ma anche come visto la stima degli studiosi del Tibet antico. A volte folle incalcolabili si radunavano fuori dalle case, dai monasteri o dalle tende che ci ospitavano per vederlo e sentirlo parlare, in gran parte per ricevere quantomeno una benedizione. Rimpoche ascoltava tutti e per chi lo richiedeva creava l\u00ec per l\u00ec piccoli oggetti di protezione, il pi\u00f9 delle volte utilizzando le stesse <em>kata<\/em> ricevute come tradizionale offerta della \u201dmente pura\u201d.  <\/p>\n<p>Un giorno, osservando dei nomadi al pascolo e scene di vita reale immutate nel tempo, Rimpoche ricord\u00f2 una cosa che ci aveva colpito all\u2019universit\u00e0 delle minoranze di Pechino. Negli annessi locali dell\u2019Istituto Nazionale dei Popoli Etnici c\u2019era un piccolo museo dove tibetani, mongoli, uiguri e altre popolazioni antiche erano raffigurati con immagini e statue-manichini abbigliate coi loro costumi tradizionali con sullo sfondo un modello di una loro abitazione tipica. \u201c\u00c8 quello che rischia la cultura tibetana \u2013 comment\u00f2 \u2013 ricordo di un popolo estinto come quelli dei vichingi e degli antichi egizi\u201d. Rimpoche disse per\u00f2 che la fede nella religione e negli antichi insegnamenti non sarebbe scomparsa tanto presto tra la gente, visto che \u00e8 rimasta pressoch\u00e9 immutata nei decenni di dominio comunista tra una vasta maggioranza dei suoi connazionali. Lo preoccupava pi\u00f9 la sorte del movimento Rimed di unit\u00e0 tra tutte le scuole tibetane e l\u2019aumento dei falsi maestri del dharma business, capaci \u2013 disse \u2013 di dividere la comunit\u00e0 dei praticanti e contaminare tradizioni e lignaggi antichi di secoli se non millenni, sia dentro che fuori dal Tibet.    <\/p>\n<h3>Il potere politico e il popolo<\/h3>\n<p>Dopo diversi giorni di viaggio da Chengdu \u2013 capitale del Sichuan e punto di partenza delle comitive per il Tibet \u2013 raggiungemmo Derghe, capoluogo dell\u2019omonima provincia dove Rimpoche \u00e8 nato nel villaggio di Geug l\u20198 dicembre 1938 e ha studiato presso i maestri di varie scuole. Avevo lasciato il lavoro da giornalista del quotidiano del partito comunista italiano per seguirlo in quello che sentivo come un viaggio di svolta anche \u201cideologica\u201d, ma fui piacevolmente colpito dal fatto che le stesse autorit\u00e0 rosse cinesi condividevano la stima verso il Maestro degli stessi studiosi e accademici. Il ricevimento di Rimpoche nella stamperia di testi buddhisti pi\u00f9 antica di Derghe fu l\u2019anticipo di ci\u00f2 che ci attendeva in altri villaggi e province. Sembrava una scena uscita da un altro tempo, se non fosse stato per la giacca a vento del maestro decisamente in contrasto con gli abbigliamenti dei tibetani locali e le tonache amaranto dei religiosi che lo circondavano. File di monaci e genti comuni con le mani giunte erano allineate lungo l\u2019intero percorso mentre sul tetto suonavano i lunghi corni rituali e nell\u2019aria si diffondeva l\u2019odore del sang di cipresso misto ad altre erbe aromatiche.    <\/p>\n<div id=\"attachment_38716\" style=\"width: 698px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38716\" class=\" wp-image-24447\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-14.jpg-800x800-533x350.jpg\" alt=\"\" width=\"688\" height=\"452\" data-id=\"24447\" srcset=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-14.jpg-800x800-533x350.jpg 533w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-14.jpg-800x800-300x197.jpg 300w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-14.jpg-800x800-768x504.jpg 768w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-14.jpg-800x800-720x473.jpg 720w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-14.jpg-800x800.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 688px) 100vw, 688px\" \/><p id=\"caption-attachment-38716\" class=\"wp-caption-text\">La stamperia di Derghe<\/p><\/div>\n<p>Rimpoche mi spieg\u00f2 che parte della libreria era stata distrutta e abbandonata durante la rivoluzione culturale, cos\u00ec come il monastero di Derghe Gonchen di tradizione Sakyapa dal quale dipendeva la stampa dei manoscritti. Qui avevano studiato e insegnato molti dei suoi zii e maestri, salvo sfuggire alle sue regole ferree e \u201ccommerciali\u201d di cui torner\u00f2 a parlare. La stamperia ha mantenuto la sua fama e ora stava per essere restaurata con soddisfazione di pellegrini, studiosi e monasteri che commissionavano i testi dei canoni buddhisti e molti altri insegnamenti conservati clandestinamente durante la rivoluzione culturale, con matrici lignee spesso antiche di secoli. Quello stesso giorno nel salone delle assemblee del municipio di Derghe il Maestro era atteso dagli amministratori per un saluto ufficiale, ma si rivel\u00f2 un lungo e informale incontro con quei funzionari che volevano sapere le sue sincere impressioni sul Tibet dopo tanti anni. \u201cAvete fatto bene a ricostruire monasteri, librerie e templi \u2013 disse loro \u2013 ma sarebbe meglio ammettere in primo luogo che non aveva senso distruggerli. Penso che adesso sia importante creare le condizioni perch\u00e9 non si torni a distruggere facendo qualcosa insieme. Ma bisogna stare attenti a non mischiare le due culture. Per esempio tra gli amministratori della citt\u00e0 ci sono oggi molti tibetani, ma negli uffici cinesi non possono continuare a parlare la loro lingua. Molto \u00e8 gi\u00e0 andato perso, e molto si perder\u00e0 se una delle due culture si sovrappone o mischia all\u2019altra\u201d.    <\/p>\n<div id=\"attachment_38717\" style=\"width: 692px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38717\" class=\" wp-image-24448\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-7.jpg-800x800-545x350.jpg\" alt=\"\" width=\"682\" height=\"438\" data-id=\"24448\" srcset=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-7.jpg-800x800-545x350.jpg 545w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-7.jpg-800x800-300x193.jpg 300w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-7.jpg-800x800-768x493.jpg 768w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-7.jpg-800x800-720x463.jpg 720w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-7.jpg-800x800.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 682px) 100vw, 682px\" \/><p id=\"caption-attachment-38717\" class=\"wp-caption-text\">Il monastero Derghe Gonchen<\/p><\/div>\n<p>Il nostro gruppo con in testa Rimpoche era stato fatto sedere vicino al sindaco e ai suoi consiglieri, accomodati in stile cinese sui divani disposti uno di fronte all\u2019altro e divisi da un tavolo con le tazze del t\u00e8 coperte da un tappo per mantenere il calore. Lungo una delle pareti erano appesi in fila i ritratti dei padri del comunismo da Marx a Engels seguiti da Mao e Deng Xiao Ping, l\u2019uomo delle riforme economiche e delle prime aperture al mondo. Dall\u2019altra, probabilmente solo per quell\u2019occasione, erano state affisse figure delle divinit\u00e0 buddhiste.  <\/p>\n<p>Namkhai Norbu si rese presto conto di aver colpito la sua audience \u2013 non volava una mosca \u2013 su un punto sensibile del rapporto tra potere politico e popolazione. Doveva aver previsto questa circostanza perch\u00e9 accenn\u00f2 l\u00ec per la prima volta il suo progetto ai responsabili delle decisioni: costruire delle scuole per tibetani e in tibetano nelle aree dove \u00e8 cresciuto e ha studiato a sua volta. Dopo l\u2019incontro un alto funzionario del governo locale che negli anni cinesi era stato suo amico ci invit\u00f2 a bere del vino a casa di una famiglia contadina e promise solennemente di dare una mano al Maestro per rendere pratiche le sue idee. Rest\u00f2 sorpreso quando la venditrice di vino chiese davanti a lui una benedizione al Lama venuto da lontano e il Maestro lanci\u00f2 del riso nella stanza.   <\/p>\n<p>La sera di quel giorno intenso Rimpoche torn\u00f2 in stanza soddisfatto delle promesse che aveva ricevuto anche da altri leader ma stanco, e gli impegni non erano finiti. Ho gi\u00e0 detto che Rimpoche accett\u00f2 il trattamento da \u201clama\u201d consapevole della necessit\u00e0 di non deludere genti tradizionaliste compresi i suoi stessi parenti che lo hanno chiamato Rimpoche fin dal giorno del riconoscimento. Saputo infatti dell\u2019arrivo di un tulku importante che fu discepolo di molti grandi Lama del monastero Sakyapa di Derghe Ganchen, folle di tibetani vennero a chiedere una benedizione affollando in silenzio anche il corridoio, sotto gli occhi increduli dei clienti cinesi. Accadr\u00e0 molto spesso a ogni tappa del viaggio e il piccolo album di foto che Rimpoche portava con s\u00e9 donato da vari praticanti occidentali con le sue immagini fu presto esaurito.   <\/p>\n<p>La presenza dei cinesi diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 rara addentrandoci nel Tibet orientale a quel tempo ancora in parte incontaminato e senza troppi coloni, che erano raccolti solo nelle valli pi\u00f9 miti, come i cercatori d\u2019oro che incontravamo chinati con i loro setacci lungo i corsi d\u2019acqua alla ricerca di petite e sabbie aurifere.<\/p>\n<p>Al termine della faticosa giornata cominciata con la prematura sveglia e finita con la stanza affollata, Rimpoche fu cos\u00ec gentile da raccontarmi una storiella che collegai all\u2019uomo torinese in cerca di benedizione corporale, un nostro fratello n\u00e9 tibetano n\u00e9 pi\u00f9 nemmeno occidentale. \u201cC\u2019era una volta un pipistrello che voleva far credere agli uccelli di essere della loro specie. Vedete? Ho le ali, vado su e gi\u00f9 e dove voglio. Gli uccelli lo credettero e lo fecero volare con loro. Un giorno incontra dei topi e dice: Vedete? Sono proprio come voi. Guardate il muso, i denti. Ma venne il tempo che gli uccelli e i topi si ritrovarono nello stesso luogo dove tutti si accorsero che non era n\u00e9 topo n\u00e9 uccello e lui rest\u00f2 solo\u201d. \u201cOra dormiamo\u201d. Rimpoche spense la luce e prima di coricarsi mi ricord\u00f2 un impegno importante. \u201cDomani bisogna cambiare soldi\u201d.   <\/p>\n<p>Quella con la valuta era una delicata operazione in un paese dove gli stranieri possono usare solo i FEC \u2013 check emessi dal governo a tasso elevato \u2013 che sono pressoch\u00e9 sconosciuti nelle regioni dove ci saremmo recati, dove si usavano solo i <em>remimbi<\/em> o <em>yuan<\/em>. A Chengdu erano giunti da vari continenti l\u2019americano Alex Siedlecki (intenzionato a fare un documentario e attuale direttore del Museo di Arcidosso) Ady della comunit\u00e0 greca, giunta da Atene solo per incontrare il Maestro, Keng e Cheh (oggi insegnante di yantra e istruttore del SMS) da Singapore. Keng e Cheh come vedremo ci raggiungeranno successivamente anche nel Derghe e la loro presenza a Chengdu si rivel\u00f2 provvidenziale per le traduzioni con i membri della gang di cambiamoneta. Ci fecero attendere in una camera d\u2019albergo la telefonata che annunciava l\u2019arrivo del drappello di uomini con il contante infilato sotto le giacche e dentro le borse. Fumavano ed erano molto nervosi perch\u00e9 volevano approfittare di noi, ma finimmo per concludere una buona transazione anche se riuscirono a rifilarci anche un pacco di banconote false. I pacchi di <em>yuan<\/em> erano cos\u00ec tanti che Rimpoche li lanci\u00f2 in aria gridando \u201csiamo ricchi!\u201d     <\/p>\n<div id=\"attachment_62622\" style=\"width: 691px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-62622\" class=\"wp-image-23339 \" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_001-504x350.jpg\" alt=\"\" width=\"681\" height=\"473\" data-id=\"23339\" srcset=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_001-504x350.jpg 504w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_001-300x208.jpg 300w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_001-768x533.jpg 768w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_001-720x500.jpg 720w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1988_ChNN_Chengdu_by_Keng_Leck_001.jpg 1702w\" sizes=\"(max-width: 681px) 100vw, 681px\" \/><p id=\"caption-attachment-62622\" class=\"wp-caption-text\">Da sinistra Rinpoche, Alex Siedlecki, Cheh Goh e Keng Leck. \u00a9 2021 Namkhai Collezione\/MACO<\/p><\/div>\n<p>Infatti, se non fossero stati destinati a tutte le donazioni fatte nei luoghi sacri e in quelli non proprio profani dei villaggi dove sarebbero sorte scuole e ospedali, avrebbe fatto ricca pi\u00f9 di una famiglia tibetana per il resto della vita.<\/p>\n<h3>Verso l\u2019altipiano<\/h3>\n<p>L\u201911 maggio, un mercoledi lasciammo il gruppo degli stranieri che non avevano potuto ottenere i permessi e iniziammo tra villaggi cinesi allora poverissimi il tragitto verso l\u2019altipiano tibetano. C\u2019era un blocco stradale all\u2019inizio della prima strada d\u2019accesso ai monti Qionglai e sostammo una notte nella cinese Ya\u2018an, dove il Maestro era gi\u00e0 stato quando venne eletto come delegato dei monasteri del Tibet orientale per partecipare alla cerimonia d\u2019inaugurazione dell\u2019autostrada Chengdu Lhasa. Disse che a quel tempo l\u2019idea di portare un p\u00f2 di progresso a un paese isolato per millenni contagiava molti giovani e che anche il Dalai Lama tentava di ottenere un accordo con le autorit\u00e0 comuniste per una forma di sviluppo controllato, come quello che esporr\u00e0 di nuovo molti decenni dopo nei suoi 5 punti di pace.  <\/p>\n<p>Mentre attendevamo inutilmente l\u2019apertura della strada avevamo notato una vecchia contadina che vendeva uova sode da un cesto di vimini. Rimpoche ne compr\u00f2 per tutta la comitiva e presto giunsero altre contadine senza la stessa fortuna perch\u00e9 rientrammo in citt\u00e0 per attendere la riapertura del mattino. La vicenda delle uova fece tornare in mente al Maestro quello che era accaduto all\u2019arrivo delle prime truppe cinesi nel Tibet orientale. \u201cAll\u2019inizio i soldati erano molto gentili, per esempio compravano le uova a un prezzo anche superiore al loro valore e si facevano ben accogliere dalla gente aggiustando strade e pagando il cibo in preziosi yuan. Purtroppo quel periodo non dur\u00f2 a lungo e presto mostrarono un volto molto pi\u00f9 duro e si fecero odiare da tanti\u201d.   <\/p>\n<p>Attraversati i primi rilievi della catena tibetana giungemmo a Kanding dove Rimpoche aveva molte conoscenze tra i suoi ex studenti cinesi e tibetani degli anni \u201850. Prima degli incontri ufficiali, vennero a prenderci per andare alle terme d\u2019acqua sulfurea dove da giovane il Maestro amava immergersi quasi ogni giorno tra una lezione e l\u2019altra, un godimento unico per tutti noi. In quei giorni i professori della locale universit\u00e0 organizzarono affollate conferenze e aiutarono a organizzare i nostri spostamenti nel \u201cvero\u201d Tibet.  <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Il mattino della partenza, il 14 maggio, Rimpoche ebbe un sogno. Eravamo giunti in un paese di montagna dove la gente parlava una lingua sconosciuta. Io guidavo la vettura con la quale avevamo viaggiato fin l\u00ec e nel sogno immagin\u00f2 di essersi allontanato a piedi dallo slargo dove eravamo posteggiati. Al ritorno non trov\u00f2 pi\u00f9 n\u00e9 l\u2019auto n\u00e9 il gruppo e inizi\u00f2 a cercarci chiedendo indicazioni ad alcune persone che per\u00f2 non lo capivano. A un certo punto imbocc\u00f2 un sentiero con diversi sipari e si ritrov\u00f2 in un paese bellissimo. \u201cMi ero dimenticato di essermi perso\u201d disse divertito.     <\/p>\n<p>Nella dimensione reale la jeep prese a salire tra panorami che mutavano radicalmente man mano che incontravamo le prime abitazioni in stile tibetano e i primi yak. Oltre la citt\u00e0 di Garze gi\u00e0 a maggioranza tibetana affronteremo il passo pi\u00f9 alto di tutti, il Chola Shan. Rimpoche mi disse che per costruire quella strada che sfiora i 6.000 metri morirono molti operai sia cinesi che tibetani e ora molte delle risorse dal Tibet viaggiavano su autotreni attraverso quel serpente d\u2019asfalto che vedremo snodarsi attraverso tornanti incantevoli e valli visibili sotto di noi attraverso larghi strapiombi.  <\/p>\n<p>C\u2019erano tutti i segni della proliferazione di opere pubbliche sempre pi\u00f9 mastodontiche e invasive che avrebbero snaturato per sempre il panorama tibetano e non facevamo che incontrare autotreni e camion con rimorchi carichi di legname specialmente di pino e abete sottratto a monte. Oggi tutti sappiamo gli effetti di quel disboscamento, comprese le alluvioni nelle citt\u00e0 cinesi sempre pi\u00f9 violente anche a causa dello scioglimento dei grandi ghiacciai per l\u2019effetto serra. <\/p>\n<p>Il Maestro osservava tutto con occhi severi e lungo il tragitto della nostra jeep carica di persone e bagagli mi raccont\u00f2 una storia paradossale che era capitata ai vecchi amministratori locali di un villaggio del Derghe prima dell\u2019occupazione. Disse che una compagnia famosa in Giappone per i suoi stuzzicadenti morbidi e resistenti aveva offerto di acquistare certi alberi della loro foresta per produrli in loco, utilizzando solo il nucleo del tronco e buttando il resto. Per fortuna i capi locali capirono che in cambio di qualche <i>yen<\/i> non valeva la pena distruggere un ambiente poi difficile da ricostruire. Ma da pi\u00f9 di 60 anni ormai le decisioni non spettano pi\u00f9 alle genti tibetane e gli scempi continuano.   <\/p>\n<h3>La antica storia di Galenteen o Galingteng<\/h3>\n<p>Prima di raggiungere Galenteen dove avremmo fatto base per numerose spedizioni nelle aree pi\u00f9 remote e sacre del pellegrinaggio, Rimpoche mi raccont\u00f2 dello zio abate Khyentse Wangchuk, considerato reincarnazione del Maestro dei Maestri Ch\u00f6kyi Wangpo, entrambi tert\u00f6n (scopritori di tesori spirituali nascosti) e yogi popolari in tutto il Tibet dell\u2019Est e oltre. Restarono chiusi per anni in ritiro solitario in eremi e grotte su picchi che il Maestro mi indicava fermando l\u2019auto per offrire kata in direzione dei luoghi dove ricevette da loro insegnamenti preziosi, e dove pratic\u00f2 a sua volta tra insenature nascoste delle montagne. Ci eravamo gi\u00e0 inoltrati nel Derghe da qualche ora quando, all\u2019altezza di un incrocio di tre vallate sormontate da vette impervie, offr\u00ec dei fiori gialli che crescevano in quella stagione e somigliavano a tulipani. Si rivolse a una montagna dalla punta arrotondata, dove \u2013 mi disse \u2013 pratic\u00f2 d\u2019estate e d\u2019inverno un altro zio, lo yogi Togden Ugyen Tendzin, che raggiunse lo stato del corpo di luce, a quanto pare lasciando con un palmo di naso le guardie comuniste che sorvegliavano la sua casa di ritiro.   <\/p>\n<p>Nella biografia del Togden magistralmente tradotta da Adriano Clemente ho ritrovato un dettaglio significativo per capire con quale determinazione questi maestri perseguissero la via dell\u2019Ati. Conoscevo la leggenda di Milarepa che gett\u00f2 il suo unico possedimento, una ciotola per mangiare le ortiche selvatiche, e Rimpoche racconter\u00e0 ne \u201cIl corpo di luce\u201d la storia di quando una ricca famiglia locale offr\u00ec al Togden un abito di pelle di pecora foderata di pelliccia per i suoi gelidi eremitaggi e lui la baratt\u00f2 con una certa iscrizione sacra su pietra per la protezione degli esseri. <\/p>\n<p>Quei luoghi impervi protetti talvolta solo da assi di legno erano per il giovane Norbu e lo zio anche palestre di Yantra yoga, che il Togden aveva appreso da Adzom Drugpa in quanto uno dei discepoli pi\u00f9 vicini. Chi conosce la storia dei lignaggi sa che Drugpa \u00e8 stata la precedente incarnazione di Namkhai Norbu. Proprio allo zio Togden furono affidati dal Lama morente lo scialle a strisce bianche e rosse, il campanello e il Vajra destinati al suo successore. Tentando di immaginare questo rapporto di Maestro e discepolo alternato attraverso numerose generazioni di saggi, osservavo in lontananza dalla strada i loro luoghi di ritiro ma non potevo capire \u2013 ignorando gran parte delle vicende rese pubbliche dal Maestro nelle sue dettagliate biografie \u2013 nemmeno il ruolo storico che svolsero al loro tempo questi lignaggi dei tulku di monasteri anche importanti, che rompevano apertamente regole imposte dalle proprie stesse amministrazioni. Molto yogi consapevoli delle degenerazioni causate dai soldi si rifiutavano di elargire a comando un tot di insegnamenti e benedizioni al giorno a monaci e devoti.     <\/p>\n<p>Comprendevo per\u00f2 appieno il privilegio di studiare con un praticante della via di autoliberazione discepolo diretto di questi <em>tulku<\/em> solitari, che spesso trasmettevano da bocca a orecchio le istruzioni solo a uno studente. Devo premettere che mai una volta Rimpoche ha pronunciato per il mio solo udito mantra speciali, tranne l\u2019invocazione di Manjushri \u201cOm arapatza nadi hum phet\u201d dopo che gli avevo chiesto come potessi aumentare la mia scarsa intelligenza. (\u201cPuoi provare\u201d, disse sorridendo). Ma lo stargli accanto, osservarlo nei suoi gesti ordinari e negli straordinari effetti dell\u2019energia che trasmetteva attorno, era un insegnamento costante e non scritto. Durante le lunghe conversazioni in tibetano e cinese con gente comune, alti lama, funzionari politici e intellettuali, la sua voce era per le mie orecchie come un mantra che talvolta diventava una ninna nanna e mi appisolavo in pubblico, con grande imbarazzo di Rimpoche. A proposito di presenza nella contemplazione\u2026.     <\/p>\n<p>Ci fermammo in due tappe a Galenteen e non conoscevo la biografia del Khyentse gi\u00e0 scritta due anni prima dal Maestro, poi da lui aggiornata e tradotta nel \u201999 da Enrico dell\u2019Angelo con il titolo La lampada che rischiara le menti ristrette. Scoprir\u00f2 quindi solo pi\u00f9 tardi il senso di molte cose che in quei giorni Rimpoche mi disse ma non capii, o non memorizzai subito nel bloc notes, ma sono tornate vivide grazie a esperti tibetologi come Enrico e Adriano Clemente che hanno trascritto con precisione le storie narrate loro dalla stessa fonte su quegli yogi fuori dal comune e sui luoghi dove nacquero.  <\/p>\n<p>Percepii comunque con tutti i sensi la devozione colorata e intensa dei cavalieri nomadi scesi nella strada provinciale da Galenteen a darci il benvenuto offrendo il primo impatto visivo con le genti delle valli isolate. C\u2019erano uomini dall\u2019aspetto primordiale abbigliati di pelli, volti colore di certe sabbie rosse degli altipiani e capelli cresciuti senza aver mai visto una spazzola e spesso neanche acqua. Ci cavalcavano al fianco fieri e felici come bambini gridando mantra propiziatori, agitavano e lanciavano nell\u2019aria kata muovendosi di qua e di l\u00e0 sul dorso del loro animale come nei film degli indiani d\u2019America, circondati di vette innevate e l\u2019aria rarefatta come cristallo.  <\/p>\n<p>I nomadi del distretto di Changra dove lo zio abate costru\u00ec il monastero attorno al quale si svolge ancora oggi la vita religiosa dei suoi discepoli, avevano raggiunto la strada che collega la valle al capoluogo Derghe per dare ricevimento degno al celebre nipote del loro maestro, l\u2019uomo che ha dato i natali a un altro successore del lignaggio, suo figlio Yeshe Silvano Namkhai, riconosciuto dallo stesso Karmapa come tulku di Khyentse Wangchuk. Yeshe visiter\u00e0 il monastero e i villaggi molti anni dopo, accolto con festeggiamenti perfino pi\u00f9 lunghi ed elaborati di quelli che Galenteen aveva organizzato per il periodo di permanenza del Maestro.<\/p>\n<div id=\"attachment_38588\" style=\"width: 714px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38588\" class=\" wp-image-24052\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/1-10-520x350.jpg\" alt=\"\" width=\"704\" height=\"474\" data-id=\"24052\" srcset=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/1-10-520x350.jpg 520w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/1-10-300x202.jpg 300w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/1-10-768x517.jpg 768w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/1-10-720x485.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 704px) 100vw, 704px\" \/><p id=\"caption-attachment-38588\" class=\"wp-caption-text\">La cerimonia sang a Galenteen dopo l&#8217;arrivo di Rinpoche<\/p><\/div>\n<p>Nella ripida salita la nostra jeep guidata da un autista tibetano stupito a sua volta dell\u2019accoglienza, i loro animali ci superarono in velocit\u00e0 con un corteo che sembrava non avere fine di uomini dai lunghi capelli intrecciati di corde rosse dell\u2019etnia kham e di altri gruppi di ceppo tibetano. Sostammo in una radura verdissima dove un folto gruppo di monaci aveva acceso le erbe del sang e ci venne offerto un piatto di dolci e caramelle assieme al t\u00e8 al burro che dividemmo con frotte di bambini accompagnati da donne abbigliate in abiti tradizionali con piccoli e grandi turchesi o altre pietre nei capelli. Finalmente raggiungemmo la prima destinazione del tempio nel cuore del villaggio a proposito del quale Rimpoche aveva avuto gi\u00e0 due sogni durante il viaggio. Vide le iscrizioni originali, che ritrover\u00e0 nella realt\u00e0, di molto anteriori a quelle delle tre tradizioni scolastiche Sakya, Kajugpa e Nymagpa che si erano alternate in quel luogo di pratica da almeno 11 secoli.   <\/p>\n<p>Galenteen o Galingteng venne fondato dal leggendario Lhalung Palgyi Dorje, discepolo diretto di Padmasambava, considerato un eroe perch\u00e9 uccise con uno stratagemma geniale il re Langdarma divenuto acerrimo nemico del buddhismo Vajrayana. Galing e la valle di Lhalung furono per molti anni il suo rifugio sicuro dai soldati del re che lo cercarono ovunque, e qui si dice ottenne in solitudine il corpo di luce. <\/p>\n<p>Rimpoche mi raccont\u00f2 i dettagli mentre attraversavamo la valle che prende il nome proprio da quel famoso discepolo del grande esorcista dell\u2019ottavo secolo responsabile della diffusione del buddhismo tantrico in Tibet e diventer\u00e0 la base di alcuni dei progetti di ASIA. \u201cSi dice che Palgy Dorje \u2013 spieg\u00f2 \u2013 aveva imbrattato il suo cavallo bianco con del carbone e indoss\u00f2 un mantello nero a due facce per raggiungere l\u2019accampamento del re nel Tibet occidentale. Appena scoccata la freccia al cuore del sovrano attravers\u00f2 un fiume dove lav\u00f2 il cavallo e ribalt\u00f2 la giacca sfuggendo alle ricerche dei soldati che cercavano un cavaliere nero, dirigendosi poi proprio in questa valle\u201d. <\/p>\n<p>Visiteremo presto Lhalung, distante parecchie ore a cavallo dalla residenza dello zio Khyentse. La famiglia di Rimpoche ed io eravamo ospiti della casa su due piani con le finestre e i pavimenti in legno costruita mezzo secolo prima per l\u2019abate che da l\u00ec si spostava in ritiro anche in localit\u00e0 pi\u00f9 vicine come quella di Giawo e altre, vicine ai luoghi dove visse Palgyi Dorje. Una di queste grotte o eremo fu visitata dal maestro nei giorni seguenti assieme a Cheh durante la sua permanenza a Galen. La casa residenziale del Khyentse era un alloggio semplice e come il resto del villaggio non aveva elettricit\u00e0, cos\u00ec che dipendevamo da candele di fabbricazione cinese purtroppo di cattiva qualit\u00e0 che bruciavano di lato e in fretta lasciandoci presto al buio.   <\/p>\n<p>La parola Galen vuol dire \u201ctogliere la sella\u201d, ma si riferisce anche alla sillaba del nome di famiglia di un altro saggio celeberrimo che vi si ferm\u00f2 all\u2019inizio del XIV secolo di nome Ga Anyen Tampa, discepolo diretto di Sakya Pandita e maestro spirituale di un imperatore mongolo. Fu qui che Ga \u201ctolse la sella\u201d per fermarsi a lungo prima di tornare a corte. Ma \u00e8 al discepolo di Padmasambava che si deve la nascita del gar, o luogo spirituale noto col suo nome, affidato per molti anni prima della rivoluzione alla guida del Khyentse che aveva predetto i fatti a venire a causa del clima di divisione che si andava creando tra gli stessi amministratori del suo <em>labrang<\/em> <i>e <\/i>in molte famiglie.  <\/p>\n<p>Nella stanza rivestita di legno con la stufa di terracotta della casa di Chokyi Wangchuk giunse \u2013 oltre a Cheh \u2013 anche il suo connazionale di Singapore Keng Leick (esistono suoi video su youtoube). Rimpoche sedeva spesso sul letto a parlare con noi continuando a preparare medicine e pillole di chudlen, oppure a lavorare le sciarpe kata e corde di protezione che avrebbe distribuito alle centinaia di persone attese ogni giorno nella casa, sempre affollata per sentirlo parlare o ricevere benedizioni. Le <i>kata<\/i> sembravano prendere vita sotto le sue dita dopo averle intrecciate e autenticate con un mantra prima di distribuirle alla fila di persone in attesa. Molti ne chiedevano una anche per i figli (nelle zone nomadi ne avevano una media dai 3 ai 5), per gli yak o i cavalli, perfino per \u201cproteggere\u201d le nuove macchine che erano state inventate per cagliare pi\u00f9 facilmente il burro.   <\/p>\n<p>Tranne la settimana di influenza che debilit\u00f2 il maestro costringendolo a restare il pi\u00f9 del tempo a letto, a Galenteen le giornate si susseguivano placidamente con visite di gente comune e autorit\u00e0, insegnamenti del maestro ai nomadi e passeggiate lungo il fiume. Spesso mi recavo a ridosso del tempio dove gli abitanti avevano raccolto insieme le pietre scolpite coi volti delle divinit\u00e0 e le sillabe dei mantra che erano state rubate durate la rivoluzione culturale, un luogo di pace e silenzio. Il villaggio si anim\u00f2 alla vigilia di una grande cerimonia di iniziazione della Lunga Vita di Avalokitesvara e i prati attorno alla casa del Khyentse si riempirono di tende. C\u2019era un affollamento mai visto prima e giunsero venditori ambulanti, yogi solitari, monaci e monache usciti dai loro ritiri e perfino un paio di camion, uno con l\u2019accensione a manovella e l\u2019altro carico di birre che vennero letteralmente saccheggiate.   <\/p>\n<div id=\"attachment_38721\" style=\"width: 694px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38721\" class=\" wp-image-24456\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-9.jpg-800x800-539x350.jpg\" alt=\"\" width=\"684\" height=\"444\" data-id=\"24456\" srcset=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-9.jpg-800x800-539x350.jpg 539w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-9.jpg-800x800-300x195.jpg 300w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-9.jpg-800x800-768x498.jpg 768w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-9.jpg-800x800-720x467.jpg 720w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-9.jpg-800x800.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 684px) 100vw, 684px\" \/><p id=\"caption-attachment-38721\" class=\"wp-caption-text\">La folla di nomadi presenti all\u2019iniziazione di Avalokitesvara a Galenteen<\/p><\/div>\n<p>Rimpoche prepar\u00f2 assieme alle protezioni centinaia di medicine del ch\u00fclen da distribuire durante l\u2019iniziazione e le autentic\u00f2. Al mattino successivo nell\u2019area attorno alla tenda-g\u00f6npa che avrebbe ospitato gli officianti del rito giunsero altre centinaia di persone e ne potei calcolai a spanna pi\u00f9 di 1.500 considerando che alla sera le pillole del ch\u00fclen erano andate esaurite. Venivano da villaggi lontani anche tre giorni a cavallo, richiamati dalla notizia propagata in poco tempo di valle in valle della cerimonia nel luogo sacro del venerato Khyentse celebrata dal nipote prediletto. Presto cominciarono le danze di leoni delle nevi, i cori e canti tradizionali religiosi e \u2013 pi\u00f9 popolari di tutte \u2013 le canzoni folcloristiche basate sulla vita del \u201cRe Art\u00f9\u201d tibetano, il principe Gesar considerato emanazione di Padmasambhava. Ne registrai alcune ma temo siano andate perse. Rimpoche ne conosceva diverse a memoria come tutti i bambini tibetani, ma crescendo ha riletto da studioso gran parte dei 50 volumi delle sue storie trascritte. Quella sua conoscenza dei canti e le danze tradizionali porter\u00e0 per quanto credo alla contagiosa passione per la khaita.      <\/p>\n<div id=\"attachment_38720\" style=\"width: 708px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38720\" class=\" wp-image-24452\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-16.jpg-640x640-532x350.jpg\" alt=\"\" width=\"698\" height=\"459\" data-id=\"24452\" srcset=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-16.jpg-640x640-532x350.jpg 532w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-16.jpg-640x640-300x197.jpg 300w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-16.jpg-640x640.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 698px) 100vw, 698px\" \/><p id=\"caption-attachment-38720\" class=\"wp-caption-text\">L\u2019altare per la cerimonia di Avalokitesvara nella tenda-G\u00f6npa di Galenteen<\/p><\/div>\n<p>Pensando alla gran quantit\u00e0 di materiale letterario e storico che aveva raccolto negli anni, quella sera Rimpoche mi parl\u00f2 di una tecnologia che diventer\u00e0 pi\u00f9 sofisticata, pratica e diffusa vent\u2019anni dopo. Avrebbe voluto catalogare e riprodurre in microfilm \u2013 disse \u2013 i tanti libri antichi ricevuti in dono e quelli della biblioteca Shang Shung di Merigar. Intuiva che presto sarebbe stata un\u2019operazione pi\u00f9 facile, come avverr\u00e0, non con le pellicole, ma grazie agli scanner dell\u2019era digitale appena agli inizi. Al mattino, durante una danza delle maschere di Yamantaka per propiziare la classe di esseri Tsen signori celesti di Galen, giunsero diverse jeep con le autorit\u00e0 politiche del capoluogo Derghe, e non era appropriato proseguire con quella parte della cerimonia religiosa.   <\/p>\n<p>Il loro arrivo del resto era molto importante per il villaggio e furono invitati a una grande colazione sotto una delle tende pi\u00f9 belle dell\u2019accampamento. I boss dissero che avevano gi\u00e0 discusso nel consiglio del distretto che comprendeva Colondon (o Korondo, nella Valle sacra di Lhalungar dove ci recheremo presto) le sue proposte di scuole, ospedali e servizi sociali per i nomadi e le avevano trovate \u201cfantastiche\u201d, come mi tradurr\u00e0 soddisfatto Rimpoche confermando le aspettative del clima conviviale di quell\u2019incontro al quale parteciparono i monaci e il capo del monastero. <\/p>\n<div id=\"attachment_38719\" style=\"width: 234px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38719\" class=\"size-large wp-image-24451\" src=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-1.jpg-600x600-224x350.jpg\" alt=\"\" width=\"224\" height=\"350\" data-id=\"24451\" srcset=\"https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-1.jpg-600x600-224x350.jpg 224w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-1.jpg-600x600-192x300.jpg 192w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-1.jpg-600x600-300x469.jpg 300w, https:\/\/melong.online\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-1.jpg-600x600.jpg 409w\" sizes=\"(max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><p id=\"caption-attachment-38719\" class=\"wp-caption-text\">I monaci indossano abiti da preti Bon durante le Danze a Galenteen<\/p><\/div>\n<p>Dopo una nuova serie di danze basate sul mito della rivalit\u00e0 tra un re buono e uno cattivo condotte dai monaci con impressionanti maschere di cartapesta, inizi\u00f2 la cerimonia vera e propria e Rimpoche si cambi\u00f2 d\u2019abito per indossare le vesti rituali del suo zio Abate, come ho gi\u00e0 raccontato. Finita la prima parte delle consacrazioni nella tenda-gompa sempre pi\u00f9 circondata di persone, il locale lama che assisteva il maestro gir\u00f2 tra la folla toccando tutti sulla testa con l\u2019immagine di Avalokiteshvara mentre i monaci distribuivano le pillole del <em>ch\u00fclen<\/em> agli adulti. <span class=\"Apple-converted-space\"> <\/span><\/p>\n<p>Lo stesso affollamento ci fu il giorno dopo anche se stavolta il rito era anticipato da una gara di cavalli, una vera passione popolare. Rimpoche era stato fatto salire su uno dei campioni che avrebbe poi vinto la prima corsa e l\u2019eccitazione della gente attorno che voleva toccarlo lo fece imbizzarrire, per fortuna senza conseguenze. Il percorso delle gare passava sotto alla nostra finestra e ci furono anche una corsa podistica e una di biciclette, vecchi modelli cinesi pesanti. Infine si disputarono le finali con i cavalli vincenti. Alla fine Rimpoche conter\u00e0 7 vittorie dei cavalieri locali (sono famosi in tutta la regione disse) e due dei forestieri. \u201cQui c\u2019\u00e8 un\u2019antica tradizione e i fantini sono molto forti\u201d disse con orgoglio.     <\/p>\n<p>Nei giorni successivi il maestro decise di trasmettere a monaci e laici che ne fecero richiesta il \u201c<em>lung<\/em>\u201d del libro dei tun, le pratiche spirituali della comunit\u00e0, e durante l\u2019intera recitazione un vecchio lama che era contemporaneo del Khyentse mi tenne strette le mani sorridendo con gli occhi ammalati di cataratta. Nelle settimane precedenti, approfittando della permanenza di Cheh, Rimpoche fece insegnare ai presenti l\u2019armonia del canto del Vajra e ai monaci gli 8 movimenti dello yantra, sebbene impacciati nei loro lunghi abiti religiosi. Al termine delle cerimonie e della festa per l\u2019iniziazione di Avalokiteshvara Rimpoche trasmise a una cinquantina di anziani la pratica del Powa e al termine una vecchissima donna in lacrime gli dir\u00e0 che prima di morire avrebbe voluto vedere a Galenteen suo figlio Yeshe, incarnazione di Khyense Wanghuk del quale era stata discepola fin da bambina.   <\/p>\n<p><em>Continua<\/em><\/p>\n<p>La prima parte pu\u00f2 essere letta <a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/chogyal-namkhai-norbu-a-chengdu-nel-1988\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>.<br \/>\nLa seconda parte pu\u00f2 essere letta <a href=\"https:\/\/melong.online\/it\/tibet-chogyal-namkhai-norbu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>.<\/p>\n<p><em>Un gruppo di pellegrini arrivati per asssistere alle cerimonie di Galenteen<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Raimondo Bultrini continua il suo racconto del viaggio in Tibet con Ch\u00f6gyal Namkhai Norbu nel 1988, arrivando a Derghe, negli altopiani, e a Galenteen.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":38718,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","_searchwp_excluded":"","footnotes":""},"categories":[1545],"tags":[1634,1593,2522,1842,1824],"class_list":["post-62623","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dal-passato","tag-chnn-it","tag-derghe-it","tag-galenteen","tag-raimondo-bultrini-it","tag-tibet-it","et-has-post-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62623","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=62623"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62623\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62737,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62623\/revisions\/62737"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38718"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=62623"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=62623"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/melong.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=62623"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}