19-20 giugno – ore 19:00 – Arcidosso – Toscana – Italia

Un incontro artistico dedicato alla musica spirituale come linguaggio universale della consapevolezza e della connessione.

ESPÍRITO riunisce tradizioni ancestrali ed espressioni artistiche contemporanee provenienti da culture diverse e autentiche di tutto il mondo:

  • Dzogchen del Tibet
  • Africa centrale tribale
  • Amazzonia del Sud America
  • India
  • Nativi del Nord America
  • Coro cristiano d’Europa

intrecciate in un unico spazio, creano un dialogo sonoro che unisce paesi, epoche e saggezza spirituale.

Un’esperienza intima per vivere e assaporare la ricchezza della diversità culturale del mondo, dove l’arte esprime l’essenza spirituale della nostra natura, utilizzando la musica come veicolo per alimentare legami di connessione, pace e trasformazione collettiva.

PROGRAMMA LIVE E LINE UP

VENERDÌ 19 GIUGNO – Ore 19:00

MADRIGALISTI SENESI Musica corale e polifonia rinascimentale
IVAN CECI Meditazione sonora con flauti nativi americani
ALESSANDRO CIPRIANI & BISMANI Elettronica d’avanguardia e performance sonora
HUNI KUÎ & ISAKAYAWEI Canti di medicina tradizionale e musiche ancestrali del bacino amazzonico
ATI SPHERE: Ambient live set e sonorità immersive

SABATO 20 GIUGNO – Ore 19:00

GIANNI RICCHIZZI & SARASWATI HOUSE ENSEMBLE Musica classica indiana e raga meditativi
NAMKHAI YESHI, ALESSANDRO DI MAIO, MATILDE NAMKHAI Musicad al vivo: Musica del tempo presente, Danza del Vajra e Khaita
URNA CHAHAR-TUGCHI Canto tradizionale mongolo e improvvisazione vocale d’avanguardia
MARCEL CAPRICE & AVENTURE COMLANVI VIGNON Ritmi tribali africani, percussioni e live dance integration
ATI SPHERE: Ambient live set e sonorità immersive

Artisti

Madrigalisti Senesi

Il Gruppo Polifonico Madrigalisti Senesi è un coro con una lunga tradizione storica, fondato nel 1950 dal conte Guido Chigi Saracini con l’obiettivo di promuovere la diffusione della musica polifonica italiana e straniera. Dal 1992, la direzione del complesso è affidata alla maestra Elisabetta Miraldi.

Il gruppo è specializzato nello studio della polifonia rinascimentale, sia sacra che profana, ma coltiva anche un repertorio molto vario che spazia dal canto gregoriano e dalla lauda alla polifonia classica antica e alla musica corale moderna.

Composto esclusivamente da dilettanti, il coro svolge un’intensa attività didattica e concertistica sia in Italia che all’estero, effettuando numerose tournée nel mondo.

La polifonia sacra rinascimentale riesce a suscitare una profonda emozione spirituale grazie all’armonioso intreccio delle voci, che sembrano elevarsi insieme verso una dimensione superiore, creando una sensazione di equilibrio, pace e contemplazione.

Namkhai Yeshi, Alessandro di Maio, Matilde Namkhai

Il live set progettato per il festival Espirito è un flusso continuo che integra le danze tipiche della Comunità Dzogchen alle sonorità elettroniche contemporanee.

Il repertorio si sviluppa come un’evoluzione ininterrotta: si apre con la contemplazione attiva della Danza del Vajra, attraversa le melodie delle danze gioiose Khaita e culmina in un live set di Electronic Dance Music (EDM).

Questo approccio incarna il concetto di “Musica del tempo presente”. I ritmi elettronici non sono una semplice parentesi lúdica, ma il culmine della celebrazione attraverso la presenza nell’istante presente: un momento in cui la pratica dell’integrazione, fondamentale nell’insegnamento Dzogchen, si unisce al movimento e alla danza, giunti fluidamente fino alle espressioni del nostro tempo, mantenendo viva e continua la consapevolezza.

Sul palco, la performance prenderà vita attraverso le esibizioni dei danzatori e delle danzatrici della Danza del Vajra e di Khaita, mentre la componente musicale sarà eseguita dal vivo dal maestro Namkhai Yeshi, Alessandro Di Maio e Matilde Namkhai.

Ad arricchire l’architettura sonora ci saranno speciali field recordings tratti dagli archivi BBC di David Attenborough, scelti e processati dal vivo per celebrare i suoi 100 anni.

Attraverso questo linguaggio musicale moderno e stratificato, daranno vita a un’espressione diretta dell’integrazione della presenza nell’istante presente e nel movimento.

La Danza del Vajra è una danza sacra che conduce a un cammino di scoperta interiore e di sviluppo della coscienza mediante l’uso di suoni speciali —mantra— e di un mandala di cinque colori.

La Danza del Vajra e le Danze Gioiose Khaita sono riconosciute dal Consiglio Internazionale della Danza (CID), organizzazione ufficiale affiliata all’UNESCO.

https://soundcloud.com/yeshisilvanonamkhai

https://soundcloud.com/alessandro-di-maio

https://www.youtube.com/watch?v=var4yRB1Fnc

https://www.youtube.com/watch?v=xRNCCd2JmEM

Alessandro Cipriani

Video: Giulio Latini | Music, sound design e testi: Alessandro Cipriani

Ispirata a La zattera della Medusa di Géricault, Shipwrecks/Naufragi evoca, attraverso immagini di corpi dispersi nel mare e una complessa trama sonora, il tema del naufragio reale e simbolico del nostro tempo. Tra il visibile e l’invisibile, il viaggio audiovisivo mette in discussione la nostra capacità di accogliere la vulnerabilità dell’Altro, in una dimensione spirituale aperta alla speranza.

Nel suono, echi della vita contemporanea si intrecciano con variazioni elettroacustiche sui primi sedici battute della Passione secondo Matteo di Johann Sebastian Bach (BWV 244, n. 1).

Giulio Latini (1960–2025)

Giulio Latini è stato professore di Comunicazione Multimediale all’Università di Roma “Tor Vergata” per oltre vent’anni. Ha realizzato numerosi video, cortometraggi e documentari presentati in festival internazionali come la Biennale di Venezia, il MAXXI, l’IDFA (Amsterdam) e il Torino Film Festival.

Alessandro Cipriani (1959)

Le sue opere hanno ricevuto numerosi premi e sono state eseguite in festival come Bourges, ICMC, Musica Nova (Praga), la Biennale di Venezia e il Beijing Opera Theatre. È professore titolare di Composizione Musicale Elettroacustica al Conservatorio di Frosinone e membro fondatore del collettivo Edison Studio.

Gianni Ricchizzi & Saraswati House Ensemble

In India esiste una tradizione musicale millenaria che, pur evolvendosi nel corso dei secoli, è riuscita a mantenersi viva fino ai giorni nostri. Il Khyal («immaginazione»), appartenente alla musica hindustani dell’India settentrionale, nacque nel Medioevo dall’incontro tra la cultura islamica e la cultura indù.

Saraswati House è il primo centro italiano dedicato alla musica indiana. Fondato nel 1990 e situato a Porziano, tra le colline di Assisi, è stato creato dal maestro Gianni Ricchizzi, l’unico italiano ad aver conseguito un master in Musica Indiana e Sitar presso la Benares Hindu University.

L’ensemble è composto dal Maestro Gianni Ricchizzi (sitar), Alessandro Coccia (bansuri), Valerio Bruni (santur) e Fabio Chiari (tabla).

https://www.youtube.com/watch?v=2mGgEmeFLUI&t=16s

Ati Sphere

Ati Sphere è un artista digitale e regista specializzato nella creazione di installazioni interattive e spettacoli di video mapping. Il suo innovativo processo creativo combina l’arte visiva con l’esperienza cinetica, integrando la creatività artistica con le tecnologie contemporanee.

Attraverso proiezioni interattive, crea immagini che reagiscono istantaneamente ai movimenti degli spettatori, trasformandoli in co-creatori attivi dell’opera.

Nell’ultimo decennio, Ati Sphere si è specializzato nella realizzazione di installazioni di video mapping in tutta Europa, trasformando architetture statiche attraverso proiezioni luminose e animazioni tridimensionali.

https://www.instagram.com/ati.sphere

Bismani Huni Kuî & Isakayawei

Bismani Huni Kuî è una giovane donna indigena del popolo Huni Kuî, originaria del cuore della foresta amazzonica dello stato dell’Acre. Nel suo cammino, condivide i saperi ancestrali del suo popolo attraverso preghiere, canti tradizionali, ascolto e la parola viva della foresta.

Insieme al marito Isakayawei, proveniente dalla Chapada dos Veadeiros, nel cuore del Cerrado, presentano un’esperienza che unisce memoria, spiritualità, musica e tradizione.

Isakayawei è maestro di cerimonie e ricercatore delle medicine della foresta. Insieme, Bismani e Isakayawei tessono un incontro tra la diversità amazzonica e le conoscenze del Cerrado, offrendo al pubblico narrazione, canto tradizionale e musica strumentale.

https://mail.google.com/mail/u/4/#inbox/FMfcgzQgMCdzsngCnsQtbTDkWNTGFcJH?projector=1

Marcel Caprice Aventure Comlanvi Vignon

Da quattro anni vivo ad Arcidosso con mia moglie, Petra Baudis. Insieme, nella nostra Casa dell’Arte, sviluppiamo progetti culturali legati alla danza, alla musica e alle arti.

Sono nato a Ouidah, in un piccolo villaggio di pescatori. I miei antenati, come mia madre, sono stati iniziati al Vodún e hanno vissuto questa tradizione spirituale come parte essenziale della loro vita quotidiana.

Tra le divinità le cui tradizioni mi sono state trasmesse durante la mia iniziazione vi sono Hevioso (dio del tuono), Sakpata (divinità della terra), Ogun (dio del ferro) e Oro (dio del vento). Pratico anche il culto degli Zangbeto, guardiani della notte.

In questa serata desidero presentarvi una parte di una cerimonia dedicata a Sakpata. Si tratta di una preghiera che, nella mia tradizione, si esprime attraverso la danza e il canto.

Ivan Ceci

Appassionato esperto di flauti nativi americani, Ivan Ceci si dedica a diffondere in Italia la storia e la tradizione di questi magici strumenti, in particolare i loro benefici nella meditazione moderna e nelle pratiche di benessere.

Membro e istruttore riconosciuto dalla World Flute Society, organizza corsi e workshop, eventi musicali all’aperto, cerchi di flauto e concerti interspecie.

Nel 2023 ha pubblicato due album di meditazioni sonore, disponibili su Spotify, Apple Music, Tidal e Amazon Music.

https://www.lavocedelvento.com

Urna Chahar Tugchi

Urna Chahar Tugchi è molto più di una cantante; è un’ambasciatrice culturale globale la cui arte trascende i confini dello spazio, del tempo e dei generi.

Con una voce straordinaria — una forza della natura che si estende per oltre quattro ottave — porta la saggezza filosofica e gli echi infiniti della sua terra natale, l’altopiano di Ordos nella Mongolia Interna, nelle più importanti sale da concerto del mondo.

Nella voce di Urna sopravvivono il ritmo delle mandrie erranti e il sussurro del vento della steppa. Le sue canzoni non sono reliquie del passato, ma preghiere potenti e vibranti che risuonano con la nuova vita del qui e ora.

Per Urna, la tradizione non significa mai immobilità; è il solido fondamento per un volo senza confini verso l’era contemporanea. Quando canta, la saggezza ancestrale si fonde con lo stupore di un bambino che contempla per la prima volta l’azzurro profondo del cielo. È un’arte dell’infinito.

https://www.youtube.com/watch?v=25qdIPCpMLQ&list=RD25qdIPCpMLQ&start_radio=1

Maggiori informazioni sul sito web del Festival: https://espirito2026.netlify.app/

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