Dal 22 al 24 maggio, l’Unione Buddhista Italiana (UBI) ha trasformato la Fabbrica del Vapore di Milano in un vivace centro di ricerca spirituale e celebrazione culturale in occasione del Vesak 2026. Le principali tavole rotonde e i dialoghi pubblici si sono concentrati sul tema “Libertà e liberazione. Due orizzonti, un solo respiro” ed è stato volutamente interdisciplinare, riunendo oltre 60 maestri buddisti, scienziati, filosofi, attivisti, artisti e leader religiosi per esplorare la libertà sia come realtà sociale che come percorso interiore di liberazione. Più di 12.000 persone hanno partecipato all’evento nel corso dei tre giorni.


A testimonianza dell’importanza culturale di Merigar nel territorio, il Museo d’Arte e Cultura Orientale (MACO) ha esposto una selezione della collezione personale di Chögyal Namkhai Norbu, composta da suggestive fotografie in bianco e nero scattate dall’antropologo e orientalista italiano Fosco Maraini durante il suo soggiorno in Tibet (1937–1948). La serie, una piccola parte di una collezione di 108 fotografie donate a Rinpoche nel 1990 dal fotografo, è stata curata con attenzione dal direttore del museo Alex Siedlecki con il titolo “Dove il Cielo tocca la Terra” e ha offerto ai partecipanti una finestra profonda su un Tibet ormai quasi perduto nel tempo. Lo stand ha offerto un’atmosfera tranquilla per conversare con Gabriele Siedlecki del MACO sulla natura dell’esistenza del museo e sul suo prossimo decimo anniversario. Ha inoltre fornito a Merigar una piattaforma sobria per comunicare il suo programma estivo di attività aperte al pubblico, supportato dalla presenza dei membri di Gakyil Giuseppe Cammarota e Kirian Regan.

Gabriele Siedlecki, Giuseppe Cammarota e Kirian Regan


Inoltre, ASIA, un altro frutto dell’impegno di Rinpoche nel sostenere la consapevolezza sociale delle culture himalayane, era presente al festival VESAK, fornendo ai partecipanti informazioni sulle campagne di aiuto umanitario e sui programmi educativi in corso dell’associazione.

Il festival ha presentato molti dialoghi stimolanti, tra cui “Umanità e Natura”, che ha trattato di ecologia, responsabilità e del rapporto tra gli esseri umani e il mondo naturale. Alla conferenza ha partecipato, tra gli altri, la cantautrice italiana e sostenitrice della sostenibilità ambientale Elisa, che sabato sera ha anche generosamente offerto un intimo concerto di pianoforte gratuito.


Un altro momento saliente del festival è stata la partecipazione di Rangjung Neljorma Khandro Tseringma Rinpoche. I suoi insegnamenti, intitolati “Come liberare la mente dalle proprie illusioni”, hanno sottolineato che la mente si libera dalle proprie illusioni quando riconosce direttamente la natura interdipendente della realtà; da questo riconoscimento, saggezza e compassione si sviluppano naturalmente insieme, portando a una forma stabile di libertà interiore dedicata al benessere di tutti gli esseri.

Il Vesak 2026 dell’UBI ha testimoniato la ricca diversità del panorama buddhista italiano. Il festival si è concluso con una potente cerimonia finale che ha celebrato la nascita, l’illuminazione e il parinirvana del Buddha, in cui rappresentanti di tutte le tradizioni presenti, comprese le scuole Theravada, Zen e Vajrayana, si sono riuniti in una pratica collettiva. Questo momento di unità, caratterizzato da gratitudine e intenzioni condivise, ha ricordato la forza collettiva della comunità buddhista in Italia e il suo impegno a contribuire a una società più compassionevole attraverso il Dharma.


La partecipazione sobria ma di grande impatto della Comunità Dzogchen, attraverso la presenza sia del MACO che dell’ASIA, ha rafforzato un legame prezioso con l’UBI (Unione Buddista Italiana) e ha ulteriormente trasmesso i doni preziosi dell’eredità culturale di Chogyal Namkhai Norbu. Un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile tutto questo.

Kirian Regan

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