Colin Ellar è venuto a mancare venerdì 17 luglio 2026. È stato uno dei primi allievi di Chögyal Namkhai Norbu, nonché uno storico Gekö di Merigar e membro del Gakyil Rosso. La sua famiglia, i suoi amici e il Gakyil di Merigar condividono i loro ricordi di lui.
Mio padre Colin Ellar, di Jason
75 anni sembrano davvero pochi.
Una cosa che mi rende felice è che quest’uomo sia riuscito a vivere una vita pari a 150 anni tra il 29 novembre 1950 e il 17 luglio 2026.
Posso raccontarvi i fatti salienti che la maggior parte delle persone conosce:
- È nato all’ospedale di Paddington da una madre single
- Ed è cresciuto in una piccola villetta a schiera, in una cittadina operaia chiamata Murton, nella contea di Durham, dove tutti lavoravano in miniera.
- È stato un inizio di vita difficile
- Negli anni ’60 scoprì la musica. Iniziò a suonare nei locali per operai con gli amici e poi si trasferì a Londra
- Lavorò come musicista professionista per 10 anni
- Poi scoprì gli insegnamenti e trascorse quasi 10 anni come allievo di Norbu Rinpoche qui in Italia
- Conobbe mia madre a Merigar e vissero qui per 2 anni finché non arrivai io e ci trasferimmo ad Amsterdam
- Con una svolta inaspettata, si appassionò all’amministrazione locale e divenne consigliere comunale nel 1998
- Nei suoi 20 anni di vita pubblica fu dirigente, vice dirigente e sindaco
- Aiutò innumerevoli persone e comunità attraverso il suo lavoro sul campo e le sue politiche
- In quel periodo la comunità e gli insegnamenti erano ancora importanti per lui, e trascorrevamo molte vacanze scolastiche praticando il Karma Yoga a Kunselling o le estati guidando fino a Merigar per i ritiri.
- Oltre a tutto questo, ha lavorato come meccanico di biciclette a San Francisco, responsabile operativo, venditore di bastoncini luminosi, tecnico di laboratorio nucleare, assistente di un membro del Parlamento, due volte come Geko, direttore di scena e un milione di altre cose di cui non ho ancora sentito parlare.



Sono molto orgoglioso che mio padre sia riuscito a fare così tanto in questi brevi 75 anni. Ma non saranno questi titoli e questi successi le cose che mi mancheranno.
Mi mancheranno le piccole cose:
Mi mancherà andare in macchina con lui e ascoltare musica.
Mi mancherà il modo in cui usava la camicia per grattarsi la schiena alla fine della giornata.
Mi mancherà il modo in cui riusciva a parlare a lungo con chiunque del suo gatto, o dei pomodori nel suo orto, o della nuova bicicletta che qualcuno stava pensando di comprare, anche se non sembrava il momento giusto per farlo.
Mi mancherà il modo in cui era sempre semplicemente se stesso e non sembrava mai a disagio da nessuna parte o con nessuno.
E mi mancherà la sensazione di sapere che è dall’altra parte del telefono se qualcosa va storto e non so cosa fare…

Questa settimana ho letto qualcosa sul lutto e da qualche parte ho trovato una riflessione sulla differenza tra lutto e tristezza.
La tristezza è un’emozione: la provi e poi passa a ondate.
Il lutto è ciò che provi quando perdi una parte di te stesso. Manca una parte della tua identità e del modo in cui ti vedi nel mondo, e questo farà sempre male.
E penso che, da ragazzo, perdere tuo padre sia difficile perché perdi le fondamenta su cui avevi costruito te stesso.
Alcune cose le sapevo già: la musica, la politica, la tua testardaggine. Te ne sei andato, ma quelle cose rimarranno sempre dentro di me.
Ma qualcosa è cambiato ora che non ci sei più e non so come descriverlo. So solo che in qualche modo le cose sembrano instabili, meno sicure, più esposte.
Domenica scorsa, il tuo corpo ha trascorso le ultime ore nella casa che amavi così tanto, e ti abbiamo portato fuori attraverso il giardino, che credo fosse il tuo posto preferito al mondo. Abbiamo percorso per l’ultima volta quella strada da Arcidosso a Grosseto.
Quando sono tornata a casa era già buio, e mentre percorrevo il vialetto *pang* *pang* *pang* le luci si sono accese.
Le tue luci, quelle che avevi sistemato tu, mi hanno guidato a casa.
Questo era il papà che eri. Illuminavi il sentiero. Mi lasciavi andare avanti, ma sapevo sempre che tu eri lì.
Ora la tua luce si è spenta. Senza di te sembra buio, ma mi hai insegnato abbastanza perché io possa andare avanti da solo. E farò del mio meglio per tenere accese le luci per chiunque verrà dopo di me.
Omaggio alla vita di Colin da parte della moglie, Yvonne Zuiker

Colin è stato mio marito e compagno di vita per 37 anni. La sua morte improvvisa e inaspettata è stata uno shock e mi mancherà terribilmente.
Mi aveva detto che gli sarebbe piaciuto vivere altri 5 anni per finire la casa, godersi i frutti del nostro giardino insieme a me e al nostro gatto.
Colin è sempre stato Colin; ho provato a chiamarlo “Mio amore”, “Amore”, ma nessun appellativo ha preso piede. Sono sempre tornata a chiamarlo Colin. Anche nostro figlio Jason, da bambino, lo chiamava Colin e non papà o papi. Anche qui in Italia lo chiamavano Signor Colin e non Signor Ellar.
Colin sapeva tutto. Era onnisciente e saggio. Era in grado di rispondere a domande complesse sugli insegnamenti e anche, quando la maniglia della porta si staccava, di spiegare come ripararla al meglio.
Era un uomo dalle mille sfaccettature e dai mille talenti. Era molto bravo a risolvere i problemi sul momento. È stato musicista, meccanico di biciclette, insegnante di inglese, operatore sociale, politico e due volte Geko a Merigar.
Colin, ho goduto della mia vita stando in tua presenza. Riuscivi a calmare la mia mente semplicemente toccandomi, tenendomi la mano. Mi mancherai. Ti porterò nel mio cuore per sempre………..
I ricordi di Colin raccontati da Sergio Quaranta e dal Gakyil di Merigar
Ho conosciuto Colin nei primi anni di Merigar. Nello Zhikang, che allora chiamavamo semplicemente ‘il capannone’ perché in realtà quello era, c’era un macchinario professionale per falegnameria. Il ‘capannone’ era stato infatti pensato in origine per ospitare una falegnameria dove i nostri giovani praticanti con quelle capacità potessero lavorare, per Merigar, e anche per creare fonti di sostentamento. Rinpoche batteva molto sull’opportunità che i praticanti si riunissero in cooperative di lavoro, per il loro stesso beneficio, e per quello della Comunità in generale.
Colin, da provetto falegname quale era, è stato uno dei praticanti che ha lavorato lì. Molte delle strutture in legno che ancora oggi funzionano a Merigar sono state realizzate da lui, in particolare, cosa alla quale Colin teneva molto e della quale andava giustamente orgoglioso, gli arredi interni della casetta di ritiro del Maestro li aveva costruite lui.

Anni dopo Colin è tornato in Inghilterra, percorrendo una carriera politica che lo aveva portato ad amministrare uno dei Municipi di Londra. In quella veste è stato il propulsore di tanti progetti che avevano lo scopo di fondo di aiutare le persone e rispettare la natura, e a parlare di questo lo abbiamo invitato a Merigar per le celebrazioni del Trentesimo anniversario. I festeggiamenti prevedevano, tra gli altri eventi, una serie di conferenze chiamate ‘Incontri di amicizia’ nelle quali nostri praticanti ed esponenti della comunità Amiatina affrontavano temi di vario genere, nell’ottica della condivisione di esperienze concrete. Colin presentò in quell’occasione il tema del ‘Supporto dei minori nel sistema pubblico inglese – giovani e bambini: come il sistema socio sanitario inglese sostiene l’istruzione e le relazioni sociali’, nella serie di conferenze raccolte nella sezione ‘La via della gentilezza’.
La ricchezza e lo spirito di comunanza che hanno caratterizzato quell’esperienza meriterebbero un approfondimento maggiore; di sicuro Colin ha dato un valido contributo.
Con il pensionamento, come altri praticanti, Colin si è trasferito con sua moglie Yvonne, in Amiata, in località La Serra. Colin e Yvonne hanno acquistato una casa; nonostante ciò, quando gli è stato chiesto se volessero fare i Geko a Merigar, hanno accettato e si sono trasferiti, gattino compreso, nella Casa Gialla, tornando nella loro casa privata solamente nei giorni di riposo.
Siamo stati veramente grati di questa scelta, che sicuramente non è stata per loro facile. Come Gakyil abbiamo goduto di un ottimo rapporto con Colin ed Yvonne, e Merigar ha usufruito della loro cura e gentilezza.
Purtroppo Colin ad un certo punto si è ammalato in modo piuttosto serio, e ha dovuto occuparsi della sua salute. Ha superato la malattia e, nonostante questo avesse richiesto un grande dispendio di energie, Colin si è candidato per la posizione di Gakyil rosso, che nel frattempo si era resa disponibile.
Negli ultimi due anni ci siamo incontrati tutte le settimane per le nostre riunioni. Colin non parlava molto, ascoltava e seguiva con molta presenza. Spesso, quando su alcuni argomenti le posizioni erano piuttosto controverse, gli chiedevamo il suo parere, e puntualmente le sue risposte erano equilibrate, rispettose delle posizioni di tutti, ma, soprattutto, rispettose delle conseguenze che le nostre decisioni avrebbero potuto avere sulla Comunità e sui praticanti direttamente interessati.
Quasi sempre il suo punto di vista ci ha aperto gli occhi e ci ha fatto prendere decisioni più sagge.
Abbiamo seguito da vicino gli ultimi mesi della sua nuova malattia; abbiamo visto come ha sempre affrontato le vicissitudini che si è trovato a vivere, con grande dignità e accettazione, oserei dire con uno stile da English gentleman, quale effettivamente era. Avremmo avuto piacere che fosse restato con noi un po’ di più…
Sergio e il Gakyil di Merigar (Fabio, Giuseppe, Kirian, Simone, Michela)
Un omaggio a Colin di Berica
Colin è stata una delle prime persone che ho conosciuto venendo a Merigar nel 1982. Mi ha aiutato ad entrare nell’insegnamento ed è stato utile e piacevole seguire il Maestro assieme.
Era un progetto condiviso che qualificava il nostro rapporto, nella complicità e nell’aiuto reciproco.
Poi un giorno il Maestro ci ha sposato, assieme ad altre coppie che stavano assieme.
Poi il nostro rapporto si è trasformato, mantenendo però la stessa intensità, lo stesso affetto e vicinanza.
Un saluto di cuore, Colin. Sarà molto triste non vederti più, ma mi rincuora il fatto che tu abbia reincontrato il Maestro e tu stia continuando il tuo viaggio di evoluzione spirituale.
Questo post è disponibile anche in:




